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Autore: Zerocalcare
Editore: Bao Publishing
Pagine: 235
Trama: Quando l'ultimo pezzo della sua infanzia se ne va, Zerocalcare scopre cose sulla propria famiglia che non aveva mai neanche lontanamente sospettato. Diviso tra il rassicurante torpore dell'innocenza giovanile e l'incapacità di sfuggire al controllo sempre più opprimente della società , dovrà capire da dove viene veramente, prima di rendersi conto di dove sta andando. A metà tra fatti realmente accaduti e invenzione.
Rileggere Zerocalcare è sempre un piacere, specialmente se come me siete amanti delle graphic novel e della comicità sana e fine a se stessa.
Sono passati circa 4 anni da quando ho iniziato a leggere le sue opere ed ogni volta riesce comunque a commuovermi e a farmi ridere –entrambi i casi fino alle lacrime–.
Fra lui e Ortolani penso che in Italia non abbiamo abbastanza persone con il loro stesso umorismo che riesce a catturare i cuori delle persone, ed io fra l'altro trovo molto affini i vari stati d'animo di Calcare: riesco sempre a ritrovarmici nella maggior parte delle cose che nomina della sua vita.
C'è, però, da fare una premessa: dimentica il mio nome è, a mio parere, il più bello delle sue opere ed ha quasi vinto lo Strega Giovani –sarebbe stato meritatissimo– ed è una di quelle pochissime graphic novel che consiglio sempre. Qualitativamente è, infatti, la sua opera migliore, non così divertente come la profezia dell'armadillo o un polpo alla gola, ma decisamente la più commuovente, che non parla solo di affetti e famiglia ma anche del peso del proprio nome o delle proprie origini, il tutto spiegato con la sottile ironia che solo le sue opere riescono a descrivere. E poi ci sono le volpi –e se qualcuno mi conosce abbastanza bene sa che ovunque ci sia una volpe c'è il mio cuore–.
Dunque, Dimentica il mio nome è effettivamente superiore a tutte le altre opere di Calcare, ma mi riservo comunque di dire che adoro tutte quelle che ha prodotto finora, anche se qualcheduna mi manca; nell'ultimo periodo, poi, a mio parere sono molto calate qualitativamente parlando.
Per quanto riguarda invece la scorrevolezza è sempre un colpo al cuore finire le graphic novel così velocemente perché sono capaci di attrarti, e lei non è da meno nonostante le sue 253 pagine: in un'ora si riesce a divorarla completamente, attirati non solo da una sequela di battute splendide e a volte toccanti, ma anche dallo sviluppo della trama che appare come una meravigliosa fiaba moderna a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e i giorni nostri, fra nazisti e volpi.
E' la prima volta che vedo Calcare costruire una vera storia dietro ad una sua opera, prima avevamo solo delle slice of life della sua quotidianità , mentre in dimentica il mio nome abbiamo proprio un racconto immersivo, autentico, che riesce a toccare l'animo delle persone.
E poi ritroviamo tutti quei personaggi che abbiamo amato nelle altre sue opere, che a onor del vero sono davvero splendidi.
Se io dovessi consigliare a qualcuno che non conosce Calcare di certo consiglierei la lettura partendo proprio da questo volume, e non perché ritengo che tutte le altre siano inferiori, ma perché riesce a strappare un sorriso anche a chi è molto restio al voler conoscere il vero stile di questo autore, che non è di certo quello che si trova nei video –personalmente, non me ne vogliate, ma i suoi video mi mettono una tristezza allucinante, non mi dicono niente e non mi fanno ridere, non sono al pari delle opere e penso abbia lo stesso problema che ho io quando tento di spiegare a voce un concetto al mio interlocutore–.
Dimentica il mio nome è una graphic novel che consiglierei soprattutto a chi non si è mai approcciato nemmeno alle graphic novel, perché possiede un format adatto a chiunque, è di facile lettura ed è profondo.
Non so quando uscirà la serie Netflix che ha creato lui, sono un po' titubante, ma da sua grandissima fan voglio provare a guardarla, anche se temo che se sarà come i suoi video potrei addirittura arrivare a fermarmi ad una puntata.














Devo ammettere di non averlo mai letto
RispondiEliminaNon so perché ma ho come un blocco per zero calcare... Da una parte vorrei provarlo ma l dall'altro ho paura delle aspettative deluse
RispondiEliminaLo vedo e ne sento parlare molto. Non è un genere che leggo ma ne hai parlato davvero bene.
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