Io sono, quindi scelgo di essere ciò che voglio essere. E allora, alla domanda di cosa c'è oltre me stesso, io risponderei le mie scelte.
Titolo: The Demon Diary
Autore: S. C. Falcon
Editore: Self Publishing
Pagine: 218
Trama: Hai idea di che maledizione sia nascere mezzo demone in un mondo perfetto? Arkel lo sa. La fame insaziabile di carne, il desiderio di uccidere chi lo ferisce, le sue molteplici ossessioni, sono solo alcuni degli impulsi comuni tra i suoi simili. Per questo motivo ha deciso di fare un viaggio nella sfavillante megalopoli, New Atlantis; spera di ottenere qualcosa che potrebbe placare le sue pene. Forse così riuscirà a vivere senza la paura di ferire la persona che ama in segreto e che non potrà mai avere. Ma le cose, per chi possiede un temperamento demoniaco e si muove in una realtà solo all'apparenza ideale, non sono così semplici.
Introduzione
The Demon Diary è il romanzo d'esordio e primo di una saga cyberpunk di S.C. Falcon, ambientata a New Atlantis nel 2300 circa, dalle tinte fortemente spicy e con un finale che sicuramente vi farà venire voglia di continuare questa storia. La storia segue le vicende di Arkel, giovane Nephilim alle prese con una vita di rinunce. Il romanzo tratta temi importanti come il razzismo, temi lgbtq+ tra cui la transizione e l'accettazione di sé.
Il romanzo è in prima persona ed è narrato al presente, in modo che il narratore possa immedesimarsi e provare ad avere una certa empatia con Arkel e le sue peripezie nel mondo cyber di New Atlantis.
Il worldbuilding è forse la vera chicca di questo primo romanzo.Stile & Caratterizzazione del personaggio
Cosa mi ha convinto in the demon diary?
Sicuramente, una delle cose che ho apprezzato davvero tanto è l'ambientazione che a mio parere è veramente molto curata e si sente quel richiamo a Cyberpunk 2077 o al gioco di ruolo che poi ha ispirato il videogame: ci si sente realmente in un mondo futuristico, con nuove religioni, nuove attitudini e abitudini, razze aliene, ecc. Il tutto viene mischiato ad una vena dark che strizza l'occhio alla mitologia cristiana: perchè ora nel nuovo mondo non vi è più una distinzione etnico-culturale, ma bensì di enzimi. I reietti della società , come Arkel, possiedono una percentuale di enzima V e vengono considerati abominevoli per la loro discendenza demoniaca: più la percentuale è alta nel sangue, maggiore è il pericolo che secondo la società questi Nephilim potrebbero comportare per il sistema. Questi Nephilim vengono controllati, tuttavia, per far sì che non cedano ai loro istinti, e hanno un Angelo Guida pronto a guarirli dal loro istinto demoniaco.
In più, lo stile di S.C. Falcon è davvero molto scorrevole, tanto da non farti percepire queste 218 pagine di introduzione al mondo che lei stessa ha creato e che trovo molto interessante: mantiene un gergo semplice e di facile comprensione, cosa che lo rende molto veloce e piacevole da leggere.
La copertina è di certo molto appealing e anche gli interni contengono delle belle illustrazioni che vanno a risaltare il suo aesthetic cyberpunk. La sessualità viene trattata molto bene e vi è una giusta rappresentazione LGBTQ+ (in particolar modo verso la bisessualità , il genderfluid e le transizioni), e si possono trovare molte scene spicy alquanto spinte tra i capitoli –se questo tipo di scene vi impressiona, allora non è il libro che fa per voi, perchè ne è davvero ricco–.Cosa non mi ha convinto in the demon diary?
Ci sono alcuni punti a livello tecnico che mi hanno fatto storcere il naso ma che alla fin fine non hanno modificato il mio voto finale.
Per la maggior parte di questo primo libro, ho trovato che fosse davvero troppo uno slice of life e che Arkel non stesse facendo nulla di così entusiasmante se non mostrare come si divertiva in un'ipotetica vacanza con amici e famiglia, il che è interessante e funziona se vuoi mostrare il world building nello specifico, ma la cosa si dovrebbe fermare ad un certo punto e non continuare per buona parte del libro. Il meglio di questo romanzo viene alla fine, dove davvero ti tiene incollato alle pagine sino alla fine ed è lì che avresti desiderato che ci fosse meno life e più quella storia di spionaggio (perchè in effetti ha della spy story ad un certo punto), ed è solo alla fine che l'autrice ti mette quel tarlo, perchè la vera storia inizia solo allora. Perciò, per me, la prima parte del romanzo si poteva abbreviare, ma l'ho apprezzata perchè presenta una società futuristica con le sue regole e i suoi tabù. Questo però mi ha portato a riuscire ad empatizzare con Arkel solo verso il finale, perchè per tutto il romanzo mi è sembrato solo un ragazzino che si lamenta della sua condizione, con tutte le sue buone ragioni, ovviamente, però manca quel qualcosa che te lo fa amare, che ti sprona a metterti nei suoi panni, e quel qualcosa per me è arrivato solo nel finale.
Un altro punto a sfavore di questo romanzo è che alcune volte ho trovato dei refusi: succede anche alle case editrici più grosse, quindi è impossibile che non possa capitare anche ad un romanzo auto-pubblicato.Riassumendo...
Ci sono certamente delle cose da correggere, ma come inizio non è per niente male, considerando che di romanzi cyberpunk italiani ce ne sono davvero pochi e che questa dovrebbe essere una saga.
The demon diary ci conquista per il suo worldbuilding e per l'ambientazione, penso che possa avere il potenziale per sviluppare una storia niente male, togliendo tutto il filler che gli è stato inserito che capisco sia messo in quel punto proprio per descrivere la società e che può funzionare in un primo volume, ma poi il lettore si vuole concentrare sulla storia.
In ogni caso, sono contenta di aver scoperto questo titolo e spero di leggere prossimamente anche il seguito: voglio davvero capire dove vuole andare a parare la storia di Arkel e vederlo alle prese con altre peripezie.













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