Neràdium – Lealtà di Giulia Silvestri

Pensavo fosse stata la mia luce nell'ombra più assoluta, ma mi sbagliavo: era solo uno spiraglio di una porta che speravo cominciasse ad aprirsi e invece mi è stata chiusa in faccia

Titolo: Neràdium: Lealtà
Autore: Giulia Silvestri
Editore: Self Publishing
Pagine: 352
TramaDopo la misteriosa scomparsa dei suoi genitori, Meriel Turner si trasferisce da Amburgo ad Hanau, nel castello dello zio di cui non aveva mai sentito parlare, dove farà la conoscenza di altri ragazzi che vivono con lui.
Per lei, però, c'è una sola regola: non oltrepassare per nessuna ragione la Porta Rossa.
Meriel non ne capisce il motivo, per lei è una semplicissima porta, ma quando essa comincia a richiamarla non riesce a resistere dalla curiosità e vi accede.
Mai avrebbe immaginato che le sue ormai tristi e grigie giornate avrebbero preso una piega così pericolosa: dopo essere finita in un mondo dove fiabe e leggende sono realtà, scoprirà che i suoi genitori facevano parte di un ordine di cavalieri dediti a tenere la Terra un luogo sicuro e che anche lei ne farà parte.


Introduzione
Orietur in tenebris lux tua
Neràdium:lealtà è il primo romanzo dell'autrice emergente Giulia Silvestri, precedentemente pubblicato su Wattpad e portato poi sul mercato in self publishing. Neràdium è una saga fantasy, che per quanto tenti di essere uno young adult, ha molto più in comune a mio parere con un middle grade: l'idea mi ha ricordato molto una via di mezzo tra Once Upon a time e Shadowhunters, di fondo non è male e quantomeno sceglie un'ambientazione decisamente differente: ancora dovevo leggere un fantasy ambientato in Germania, più precisamente ad Amburgo, e ammetto che la sinossi attira davvero moltissimo. Però non è uno young adult, o almeno lo sarebbe con una revisione fatta da un professionista: perchè se l'idea è molto buona, la forma è ancora acerba.


Stile
La morte è solo un effetto collaterale della nostra esistenza
Come dico sempre, un romanzo e una storia pubblicata su Wattpad hanno caratteristiche secondo me molto differenti: ad esempio, un libro deve essere decisamente più scorrevole e fluido, mentre una storia su Wattpad, essendo pubblicata ad episodi, può presentare capitoli più corposi di dettagli. Dettagli che in un romanzo possono risultare superflui, il più delle volte: ecco perchè, secondo me, se si decide di trasporre una storia ad episodi in un romanzo si dovrebbe pensare a delle modifiche perchè romanzo e storie ad episodi sono veicoli diversi in formati simili, per carità, ma si rischia davvero di far imbattere al lettore in una lettura molto lenta e pesante, cosa che in effetti è successa a me. Trovando questa quantità variegata di informazioni, alcune davvero superflue, spesso e volentieri avevo molta difficoltà ad andare avanti: se si fossero sfoltiti i capitoli di
Meriel
Meriel
determinati punti che rallentano la narrazione, sicuramente la lettura sarebbe risultata molto più fluida. Un altro punto a sfavore di questo romanzo sono i dialoghi: li ho trovati molto naif e molto artificiali, poco naturali e di sicuro non consoni ad un format young adult, ma più specifico di un format middle grade –il che sarebbe giustificato se appunto si rivolgesse a questa fascia d'età–. Se invece dovessimo parlare dei lati positivi, partirei dicendo che l'idea di base è molto interessante e che con un po' di lavoro e con un editor buono, questa saga sboccerebbe: è solo molto acerba e va sistemata, ma il potenziale c'è: vedo moltissimi libri di emergenti che hanno storie senza alcun sapore, mentre questa un potenziale alle spalle ce l'ha sul serio, basterebbe solo lavorarci con un professionista –perchè lavorare con un professionista fa la differenza–, magari tagliare qualcosa che appesantisce la narrazione e migliorare i dialoghi, ma la storia in sè è fantastica. Ho menzionato prima l'ambientazione, che è appunto prima Amburgo e poi Hanau: di libri fantasy ambientati in Germania ne conosco davvero pochissimi, e dire che la foresta nera ispira tantissimo, specie per questo genere, quindi anche l'ambientazione ha fatto la sua parte ed io ho apprezzato davvero moltissimo la scelta di Giulia: di fantasy ambientati in Inghilterra e America siamo già pieni, quindi ottima scelta; ma la Germania non è l'unica ambientazione del libro, perchè appunto ci sta il Neràdium, che per chi ha seguito Once upon a time, è un po' come Storybrooke ma più insidiosa; per chi, invece, non conoscesse Once upon a time, diciamo che è una terra che racchiude tutte le ambientazioni delle grandi fiabe (e qualche romanzo come Peter Pan), compresi quei personaggi resi famosi anche dai cartoni della Disney. Il tocco di classe, poi, sono i Necram che ricordano molto i cacciatori della serie Grimm. Ultima, ma non per importanza, la cura della grafica: il libro è un vero gioiellino, partendo dalla copertina alle illustrazioni al suo interno che sono davvero splendide e rendono questo volume una vera chicca per gli appassionati dei dettagli e delle belle copertine (quindi assolutamente complimenti per la cura della parte grafica, chi dice che un libro non si deve giudicare dalla copertina evidentemente scorda il detto "anche l'occhio vuole la sua parte")

Caratterizzazione dei personaggi
Sui personaggi posso solo dire che non sono rimasta così sorpresa dal loro lato psicologico, eccetto forse per Raoul che definirei come una grande mamma orsa del gruppo di Necram, quindi il mio consiglio è che cercherei di approfondire più il lato psicologico nel seguito di questa saga, ma diciamo che già come primo esperimento con questa saga, il carattere di ogni personaggio si percepisce, ognuno di loro ha una caratteristica che lo contraddistingue. Come al mio solito, o almeno nell'80% delle volte che incontro una nuova protagonista, ho mal sopportato Meriel: tende ad avere troppo il complesso dell'eroina che non sapeva di essere eroina, sfociando nello stereotipo della Mary Sue. Più andavo
Artem
avanti nella storia e più la trovavo antipatica, ma come ho trovato antipatico terribilmente anche Artem che vuole essere passato come una persona che ha avuto dei traumi e per questo si comporta in maniera sgarbata col prossimo: io questo stereotipo lo considero sempre un pelino no sense, perchè se hai dei traumi è ok, ma questo non giustifica il tuo essere maleducato con gli altri (ed un conto è ammetterlo con te stesso, un altro è cercare mille scuse per i tuoi atteggiamenti scortesi); ergo, per me Artem è davvero senza scusanti ed è rimasto antipatico fino alla fine. Raoul è quello che considero meglio costruito perchè ha imparato dalle sue perdite e cerca di non ripetere l'esperienza, è più maturo e appunto si comporta come quello che tiene unito il gruppo perchè ormai quella è la sua famiglia. Delaney è la ragazza spigliata e sempre sorridente e di buon umore, le vuoi bene non appena la leggi, a differenza di Meriel e del suo saper fare tutto alla prima mandata (quindi non sente il complesso dell'eroina predestinata). Hart per me è la nota dolente, perchè è quel personaggio che non ricordo che carattere abbia, anzi, sembra sempre totalmente in ombra, non ha una vera caratterizzazione e forse bisognerebbe lavorare proprio su ciò perchè tende se no a svanire completamente dalla mente del lettore –nel senso che potrebbe benissimo non esistere perchè se ne può fare a meno, al momento–.

Riassumendo...
Neràdium ha tutto il potenziale per diventare un'ottima saga young adult ma deve ancora crescere, al momento è piuttosto acerbo e avrebbe bisogno della mano di un editor; però lo considero già un buon trampolino di lancio e da cui poter sviluppare un proseguo della storia, un'evoluzione nello stile, perchè alla forma attuale è un discreto middle grade, ma non di certo uno young adult. Necessiterebbe di una sfoltita perchè molti capitoli presentano informazioni che a mio parere non servono a molto, specie in un romanzo, ma che funzionano invece in una storia ad episodi. Con un po' di lavoro, questa storia potrebbe diventare davvero prometterente, quindi faccio i miei più sentiti auguri all'autrice e spero che la mia critica sia stata costruttiva: hai fatto un ottimo lavoro, ma continua a lavorarci, ha un diamante ma è ancora allo stato grezzo.

















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