Ridotto ai minimi termini, l'incantesimo non è altro che una ricetta per il cambiamento
Titolo: Wicked
Autore: Gregory Maguire
Editore: Mondadori
Pagine: 468
Trama: Elfaba, la Perfida Strega dell'Ovest "Per definizione, il male si nasconde ." Glinda "Sono ricca sfondata, l'avresti mai detto? Chi immaginava che la beneficenza fosse così redditizia?" Principessa Elefantessa Nastoya "Quando ci troviamo di fronte a un bivio, quando l'aria puzza di tragedia, a rimetterci sono coloro che non indossano una maschera." Il Mago di Oz "Il punto, mia verde fanciulla, è che non tocca a una giovane, né a una studentessa, né a una cittadina decidere ciò che è giusto e ingiusto. È compito dei capi." Dottor Dillamond "Cosa pensate che intendesse Madame Morribile concludendo il secondo Quell con l'epigramma 'Animali, abbassate la cresta'!" Madame Morribile "Con il passare del tempo e una cornice abbastanza ampia, tutto ciò che possiamo dire o fare finisce per rivelarsi ironico." Fiyero, principe degli Arjiki di Kiamo Ko "Cosa credi di sapere della perfidia?"
Introduzione
L'arte non impone verità , ma pone delle sfide
Sicuramente avrete sentito parlare del musical Wicked, ebbene il suddetto musical è effettivamente ispirato a questa opera letteraria che si compone di 4 volumi che narrano le vite dei personaggi presenti nel fantastico mondo di Oz, nato dalla penna di L. Frank Baum nel 1900. Wicked è una sorta di retelling, ma si potrebbe anche definire un prequel al romanzo di Baum o un suo spin off e ruota intorno alla Perfida strega dell'Ovest, l'antagonista di Dorothy, Elfaba Thropp.
Per tutti coloro che hanno a cuore il mondo di Oz, questo volume potrebbe essere una vera chicca, ma anche per i fan del musical che ormai ha fatto la storia di Broadway.
Conobbi Wicked molto tempo fa, ho sempre considerato la figura della strega di questo fantastico mondo molto criptica e l'opera di Maguire ne risalta gli aspetti che l'ha portata ad essere una delle villain più iconiche di sempre.Stile
I poveri e i derelitti non hanno bisogno del pourquoi il male attecchisce: attecchisce e basta, come ha sempre fatto. Nessuno ci spiega come la strega divenne perfida, nè se fu la scelta giusta per lei: ma lo è mai, dopo tutto? Il diavolo si sforza di tornare buono? E se lo fa, smette di essere diavolo? Nel migliore dei casi, è una questione di definizioni
Gregory Maguire ha una penna strana: ci sono stati dei momenti in cui ho adorato le pagine di questo libro e in cui mi ci sono ritrovata perfettamente, e momenti in cui non ne potevo davvero più. E' un romanzo altalenante e molto discordante da ciò che mi aspettavo, sicuramente molto più maturo dell'opera di Baum che si prospettava essere un romanzo per ragazzi, mentre Wicked è a tutti gli effetti un romanzo per adulti, difatti la sessualità , il razzismo ed il male sono concetti ampiamente mostrati senza alcuna vergogna, come anche la libertà sessuale che molti personaggi si prendono, a cominciare da Melena, la madre di Elfaba e Nessarosa.
Wicked non è quello che le persone si aspettano di trovare e per me questo è stato un relativo punto a suo favore.
Se state però cercando un libro colmo di azione e plot twist, vi devo dire che a mio parere non ce ne sono stati: è abbastanza lineare come romanzo, il tutto gira molto più attorno alla sua protagonista dalla pelle verde, dalle sue scelte e dai suoi ragionamenti, più che da ciò che la circonda, ed è bello proprio per la sua introspezione; ciò che secondo me rovina molto il mio voto riguardo a questo romanzo è stato il finale: non so che cosa sia successo a Maguire ad un certo punto, ma l'epilogo è essenzialmente un lungo e inesorabile sconvolgimento sia del carattere della protagonista che di tutto quello a cui lui aveva lavorato, perchè se da una parte voleva agganciarsi alla storia di Baum, dall'altra ha reso quasi ridicolo tutto il trascorso di Elfaba che al lettore appare come una pazza che ha perso completamente il lume della ragione –ed Elfaba, di lume, ne possedeva tantissimo–.
Arrivata alla fine, quindi, mi sono chiesta perchè avesse completamente rovinato un'opera che secondo me aveva il potenziale di essere davvero promettente, e ho dovuto farci i conti: in sostanza, credo di poter dire che il romanzo mi sia piaciuto, ma con delle rimostranze.
Lo stile è particolare, ma si perde in moltissimi punti: trovo che abbia un'ottima partenza ma tenda a riempire troppo delle parentesi che francamente avrei preferito lasciar perdere e concentrarmi su altri aspetti; in più, a mio parere, presenta dei buchi temporali e di trama non indifferenti che sì, l'autore tenta di spiegare, ma che alla fine io, lettore, non riesco davvero a farmeli andare bene.
Mi aspettavo molto di più da questo romanzo, devo essere sincera, e forse le mie aspettative erano troppo alte per l'opera che si è dimostrata realmente: perchè ripeto, è un bel libro, ma non lo rileggerei –e sinceramente, se avesse avuto almeno un paio di macro-capitoli in meno, avrebbe anche avuto più sostanza–.Caratterizzazione dei personaggi
I fili sono uguali, le matasse sono uguali, la roccia ricorda, l'acqua ha memoria, l'aria ha un passato di cui rendere conto, la fiamma si rinnova come una fenice
Credo però che la cosa che mi ha fatto amare questo romanzo –o almeno ciò che ho amato e non ho scartato– è stata proprio Elfaba: quando trovi un personaggio in cui ti ritrovi, con cui empatizzi, è difficile odiare il romanzo che stai leggendo –o almeno non del tutto–. Mi dispiace soltanto che Maguire l'abbia rovinata nel finale trasformandola in una pazza furiosa, quando in realtà era un personaggio molto riflessivo e onesto: sono rimasta molto delusa da questa scelta, perchè mi pare che l'autore abbia deciso di uscire Elfaba dal personaggio che era stata per 400 pagine, rendendola una macchietta di se stessa, persino ridicola. Io queste scelte stilistiche per far combaciare la narrazione, signori miei, non le accetto: non solo rovinano pagine e pagine di narrazione, ma rendono anche parecchio discordante la storia sempre.
Elfaba è un personaggio poliedrico, perchè anche se nasconde il suo non voler possedere un'anima, lo desidera invece; non ha fede, ma pensa che la fede sia il bastone e la carota dell'umanità , si sente tremendamente incompresa e cerca di aiutare chi come lei è stato incompreso e trattato come una bestia, è una ribelle e combatte per i diritti degli Animali, è una studiosa e ciò che la porta a diventare strega dell'Ovest non dipende da lei, perchè per quanto combatta col fatto che non sia un destino scritto o una manipolazione ma libero arbitrio, alla fine si arrende alla realtà . Non è come le altre, nemmeno quelle persone che ha care: lei è strana, è unica nel suo genere, e per tutte queste cose io devo ammettere che l'ho adorata e l'ho sentita come vera, ed è una cosa che mi capita davvero molto raramente di sentire reale un personaggio, di sentirlo così vicino a me.
Elfaba entra a far parte di quei personaggi che li considero parte di me, per questo sono rimasta molto delusa dalla piega che ha preso il finale, dal modo stupido che Maguire ha scelto di terminare la sorte di questo personaggio, perchè io comprendo fino in fondo il motivo per cui lei voleva le scarpe di Dorothy: non appartengono a Dorothy, non le interessa il potere di cui sono permeate, ma sono ciò che le spettano di diritto perchè sua sorella Nessarosa gliele aveva promesse, e non spettava a nessuno di portargliele via, quindi la rabbia che prova alla Elfaba per Dorothy è comprensibile.La città degli smeraldi
Più civilizzati diventiamo, più atroci si fanno i nostri svaghi
Il capitolo La città degli smeraldi è alquanto significativo: Elfaba passa dall'essere una giovane studentessa di Shiz ad essere una giovane donna rivoluzionaria –o forse sarebbe meglio dire terrorista– che vive in completa solutidine in attesa di fare il colpo grosso, sino a quando non incontra un suo vecchio compagno di università , il principe Fiyero.
La differenza con il musical è davvero netta, giacchè nel musical Fiyero non avrà mai una relazione con Glinda come vorrebbe il musical, Elfaba non lo trasformerà in uno spaventapasseri e cosa più importante, ha una moglie e tre figli –tutti e tre pestiferi–.
Il musical sicuramente ha voluto dare una sfumatura molto più rosea ai due che invece nel romanzo una prospettiva rosea non ce l'hanno; tra le altre cose questo capitolo del romanzo non solo fa conoscere l'amore a Elfaba, ma la rende anche umana: avvicina la protagonista all'anima che tanto desidera, ma che poi, drasticamente, le viene tolta, come le verrà tolto il diritto di potersi redimere e chiedere perdono, perchè il vero antagonista non è Elfaba, ma è il Mago.















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