La Stella Purpurea – gli Eredi di Angisi vol 1 di Giulia Borzumati

Il sole brucia, il vento corrode. Che le vostre spade siano guidare dalla letalità del sole e i vostri cuori dalla paziente forza del vento

Titolo: La stella purpurea - Eredi di Angisi vol 1
Autore: Giulia Borzumati
Editore: Bookabook
Pagine: 343
TramaUn potere ingovernabile, ma salvifico. La morte dei genitori in circostanze misteriose. Un viaggio insidioso alla ricerca della verità. Un nemico temibile e spietato. Una compagna di avventure piena di segreti. Sidhe sa di essere diversa dagli altri abitanti della Piana, ma per capire fino in fondo se stessa deve riappropriarsi del proprio passato. Fuggire: è questo l’unico modo per ottenere delle risposte. In questa impresa non sarà sola: i suoi compagni di viaggio hanno tutti un segreto da proteggere e una verità da cercare.






Introduzione
Luoghi come ombre dipanarsi di fronte a noi. Neve che si scioglie sotto ai piedi nudi. La fanciulla canta antichi segreti di caduti eroi. Il guerriero sogna ancora sangue corpi dei caduti.
La Stella Purpurea è il primo volume di questa saga fantasy creata da Giulia Borzumati, suo romanzo d'esordio di genere high fantasy che presenta alcuni dei tropes più usati di questo genere: il chosen one. La trama del libro è stata subito appealing, decisi di segnalarlo qui su blog e sulla mia pagina Instagram quando ancora era nella sua campagna per la pubblicazione: ora questo libro ha terminato già da un po' la sua campagna per Bookabook ed è tra le mie mani, e se sto scrivendo questa recensione vuol dire che l'ho anche finito. Devo dire che non è stato facile per me scrivere questa recensione perchè avevo molte cose da dire e non è mai semplice quando devi dare un giudizio, specialmente sul lavoro altrui –come ben sapete, scrivo anche io, quindi so quanto lavoro c'è dietro–.



Stile
Una voce. Un sussurro nell'oscurità, poco più del battito debole di un passero. Ed ecco la speranza riaccendersi, eterna compagna dell'insoddisfazione
Avrei preferito che questo primo volume fosse diviso in maniera diversa: ci sono tre plot che si susseguono, ovviamente quello che si è scelto di seguire maggiormente è quello che vede lo svolgersi della storia di Sidhe che cerca la verità su se stessa, sui suoi genitori e su Jilmesh, colui che ritiene responsabile della scomparsa dei suoi genitori, e mediante questo viaggio scoprirà alcune verità su se stessa. Sarà che ho già letto abbondantemente storie di questo genere, sarà che comunque il plot del chosen one, del predestinato, è un'arma a doppio taglio –e lo so bene perchè amo utilizzarlo anche io– ma non mi ha coinvolta come invece pensavo; chiariamoci: Giulia scrive davvero molto bene e ha uno stile eccelso, però avrei preferito che anche gli altri plot venissero trattati di più, perchè alle lunghe, lo ammetto, il plot di Sidhe mi ha annoiata, mi sembrava qualcosa che avevo già visto. Quello che invece
Sidhe
mi ha coinvolta di più è stato quello di Thakart, che è stato lasciato un po' a se stesso e che secondo me meritava molto più spazio: abbiamo intrighi politici, misteri, un po' più investigativo rispetto al plot principale: avrei voluto scoprire di più perchè la pulce nell'orecchio ormai era stata messa e la curiosità era stata accesa, mentre nel plot di Sidhe è tutto fin troppo prevedibile. Il world building non mi è per nulla dispiaciuto, anche se ho trovato un po' di difficoltà ad ambientarmi e a collegare le varie razze, non ho ben capito come funziona il sistema magico però devo dire che ho apprezzato invece l'ambientazione che è davvero molto fantasiosa e accompagnata da una mappa che, visto che non accade quasi mai, è chiara e si capisce perfettamente. Non so se sia un problema di editing, però mi sono ritrovata davanti ad interi paragrafi in cui non si andava quasi mai a capo se non per i dialoghi e i pensieri: ci tenevo a sottolinearlo perchè è un dettaglio a cui ho fatto caso da subito. Per certi versi, mi ha ricordato molto Liwaria di Giada Abbiati, specie se si confrontano le due protagoniste: entrambe un miscuglio di razze, entrambe le chosen one, entrambe affrontano un viaggio per scoprire sè stesse, entrambe hanno a che fare con un drago. Penso che abbiano molto in comune, il collegamento, perciò, è stato anche legittimo, ed entrambe le scrittrici scrivono molto bene.

Caratterizzazione dei personaggi
La seconda voce segue: è il suono dell'inverno, e reca in sè la morte. Ecco, la vita si ripete eterna e uguale, senza possibilità di riscatto alcuno.
La caratterizzazione dei personaggi è uno degli aspetti meglio riusciti del libro, anche se francamente ho trovato una certa somiglianza tra Sidhe e Shluba: per come le ho percepite io sono due personalità fin troppo simili, al punto tale da confondersi, quindi il mio consiglio è di diversificarle un po' di più nel prossimo volume perchè c'erano alcuni momenti che, per puro caso, pensavo si trattasse di Sidhe e invece alla fine era la sua amica Shluba –e viceversa–. Sono entrambe persone molto forti e con un bel caratterino e che non si fanno facilmente sottomettere. Ho adorato il personaggio di Thakart e del suo sviluppo nel corso della storia, e mi sto ancora chiedendo se per lui e Sidhe ci sarà un futuro nei prossimi volumi: purtroppo e per fortuna mi sono innamorata tantissimo sia del personaggio sia del suo rapporto con Sidhe e sì, non
Thakart
nego che mi piacerebbe rivederli assieme perchè solo un paio di capitoli secondo me non bastano per appianare il mio bisogno di vederli assieme. Thakart è il genere di personaggio che prediligo, sebbene possa magari sembrare un po' arrogante, è di nobili natali e quindi è normale sia un po' più strafottente, ma prende sul serio il suo ruolo. L'ho trovato meno sopravvalutato della figura di Sidhe –a volte col voler innalzare i protagonisti si finisce col renderli troppo noiosi– e molto più interessante, al punto che fremevo per leggere altri capitoli sul suo conto. Sì, se vi state chiedendo se è una richiesta di far vedere più la figura di Thakart, assolutamente sì: il romanzo prenderebbe una piega senz'altro più interessante, è troppo incentrato su Sidhe e il suo plot è davvero troppo prevedibile, metti perchè ci sono tanti altri romanzi con questo stesso filone, metti che sin dall'inizio non ho provato chissà quanta simpatia per lei se non quando stava con Thakart, e in generale è difficile che provi simpatia per i protagonisti. E infine, arrivo all'antagonista, che in un certo senso non so perchè ma mi ha ricordato un po' Voldemort, ma con più carisma: Jilmesh ricorda molto la figura del vampiro, quello oscuro, assetato di potere, senza cuore, però no, se vi state chiedendo se è un vampiro, posso dire tranquillamente che non lo è, anche se la sua figura è davvero controversa tanto quanto il suo passato che risulta essere oscuro –penso che ne vedremo delle belle nei prossimi volumi–.

Riassumendo...
L'amore, dicono, solo l'amore lascia che la voce del passero arrivi alle nostre orecchie troppo abituate al suono dell'inverno.
Ha del potenziale, con delle migliore potrebbe diventare un'ottima saga fantasy, se non diventa troppo incentrata sulla protagonista –almeno per quanto mi riguarda, altrimenti mi sembrerebbe quasi qualcosa di già sentito troppe volte–. Sicuramente, se venissero alternati più spesso i plot, acquisirebbe più stelle. Questo principalmente è la mia personale opinione e sono curiosa di sapere come si andrà poi svolgendo la storia. L'autrice ha uno stile molto particolare e piuttosto descrittivo, e quindi ho fiducia nel fatto che ci darà un seguito degno di nota. Sono curiosa di saperne di più sul world building, sicuramente nei prossimi volumi verranno avanzati nuovi dettagli.



















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