«Perchè sei voluto partire?»
«Perchè non ti rendi conto dei bei momenti fino a quando non diventano ricordi, e tutto quello che ti rimane è tutto quello che hai lasciato indietro.»
Titolo: Il tempo di una sigaretta
Autore: India Solari
Editore: Scatole Parlanti
Pagine: 168
Pagine: 168
Trama: Per Giovanni la musica è come l’ossigeno: indispensabile. Ed è grazie a questa passione se i suoi occhi incontrano quelli di Adele, una ragazza fuori dal comune che graffia con un solo sguardo. Ma non è solo questo a spaventare Giovanni. Lei scappa, fugge sempre prima o poi, e lui dovrà cercare di afferrare la sua mano tutte le volte che la sentirà andar via, perché Adele è così: selvaggia, libera, viva. Eppure, alla fine, si dice che tutti gli animi fugaci trovino la propria casa. Un posto per il quale vale la pena restare, per non fuggire più.
Introduzione
Non hai bisogno di parole per essere in grado di sentire o capire la musica, è questo ciò che la rende un'arte unica e universale. La musica ha mille lingue, mille volti e mille specchi in cui ognuno si riconosce e si ama per ciò che vede
Il tempo di una sigaretta è uno slice of life drammatico e romantico al tempo stesso, non per forza con un lieto fine, ma sicuramente uno di quei libri che riescono a farti riflettere sui rapporti e sui sentimenti, su come percepiamo gli altri, il nostro grado di empatia.
Il romanzo è ambientato in Italia, in un'estate dove due ragazzi, Adele e Giovanni, si incontrano e sì, si innamorano, anche se il loro non è un amore facile e senza complicazioni –perchè se no che gusto c'era?–: questo libro ha tutta l'aria di essere la perfetta lettura estiva, specie se vi piacciono quei libri sulla falsa riga del sad girl books, perchè qui ne troverete molte di quelle vibes che a me hanno ricordato moltissimo i romanzi di John Green.Stile
Erano così, lei una carezza rubata al vento con le dita incastrate fra la mano e il cuore, lui un'onda nel mare, forte e inarrestabile fuori, destinata a sciogliersi nella vastità dell'universo fino a ridursi in schiuma
Non leggo moltissime di queste storie, sia perchè non rientra nella mia classica comfort zone, sia perché di solito do precedenza a quei libri che rientrano più nelle mie corde, ma da qualche anno mi considero onnivora e spazio veramente su tutto, al punto di trovare meravigliose scoperte –molto spesso– in generi che non pensavo potessero calzarmi.
Sul romanzo di India ammetto di essermene interessata perchè la seguo, la trovo una persona con dell'ottimo potenziale e che sa dare ottimi consigli, è disponibile e molto gentile: perciò ho pensato che se riusciva ad aiutare noi scrittori alle prime armi, doveva avere anche dell'ottimo potenziale, anche se non mi aspettavo ciò a cui stavo andando incontro.
Il suo stile è davvero molto simile al John Green di Cercando Alaska, in effetti Alaska e Adele si assomigliano anche sotto molti punti di vista a livello caratteriale: sempre in fuga da tutto e da niente, non si vogliono legare ma finiscono per affezionarsi alle persone, e soffrono; quindi, il collegamento è stato praticamente immediato, almeno per me, ed io devo ammettere che apprezzai moltissimo John Green (anche se sono passati quasi dieci anni da quella lettura e da allora il mio gusto sui libri si è affinato).
La scrittura di India è molto introspettiva, permette al lettore di immergersi completamente nei personaggi e nelle vicende al punto quasi di vestirne i panni; è anche abile nel descrivere perfettamente odori, luoghi e sensazioni, il che rende l'esperienza di lettura molto coinvolgente, quindi sì, se vi considerate persone piuttosto sensibili, questo libro potrebbe spezzarvi un po' il cuore come ha fatto a me nel finale, perchè non era questo tipo di finale che mi aspettavo.
E poi mi ha reso il lavoro facile perchè in giro per tutto il libro vengono citati svariati brani musicali, e questa è un dettaglio che apprezzo sempre (tanto che ho cercato di ricostruire un po' la playlist del libro, anche se con soli cinque brani era davvero riduttivo, visto che c'è quasi una canzone a capitolo, in media).
Forse una delle cose che ho meno apprezzato di questo romanzo sono i periodi corti: sono una felice sostenitrice dei periodi lunghi, quelli corti mi mettono ansia, lo ammetto (come anche i continui punti per terminare un periodo, ancora devo capire perchè gli scrittori italiani abbiano così paura dei due punti o del punto e virgola).Caratterizzazione dei personaggi
Adele e Giovanni sono i due protagonisti di questo libro, e a parte qualche comparsa di tanto in tanto, la narrazione si concentrerà per tutta la durata su questa coppia che si conosce ad un concerto dei Linkin Park e dopo un trauma affronta un viaggio alla scoperta di ciò che manca loro. Il problema di tutto ciò è che invece di risolvere questa problematica, se ne vanno a creare altre, tra cui il non volersi fare del male a vicenda.
Diciamo che la loro relazione mi ha ricordato a grandi linee ciò che aveva detto Pippa a Theo ne Il cardellino, che parafrasandovela in poche parole voleva dirgli che loro due non possono stare insieme perchè sono due persone a pezzi e difficilmente due persone a pezzi possono farsi del bene perchè non riuscirebbero a reggersi a vicenda, prima o dopo quel sostegno che hanno costruito cadrebbe.
La suddetta considerazione mi ha portato a pensare che tale affermazione era anche più vera nei confronti di Adele e Giovanni, rispetto a Pippa e a Theo, perchè i frammenti di ciò che si lasciano alle spalle inesorabilmente li porta pian piano a mettere un punto e a farsi sempre più male: fino alla fine, a me la sensazione che è rimasta più attaccata non era che si stessero facendo del bene, ma che si stessero annientando e annichilendo a vicenda.
Entrambi vogliono dimostrare di essere abbastanza forti per l'altra e viceversa, anche se Adele quantomeno ha più consapevolezza e più volte afferma che sì, non è capace di amare se stessa, figurarsi quindi ad amare un'altra persona: quando ha fatto questa considerazione, mi è subito stato chiaro come sarebbe finito il tutto, e con questo non intendo dire che sia un romanzo scontato e banale, ma se hai vissuto questo tipo di esperienze, più o meno sai come vanno a finire.
Ho apprezzato entrambi perchè sono veri, cocciuti, forse anche un po' stupidi, ma c'è del realismo, c'è della profondità in loro quando si sentono vuoti, sbagliati, insensibili a determinate sensazioni, arrabbiati, tristi o delusi: è difficile riassumere tutto in una recensione quando c'è così tanta carne al fuoco, ma se adorate l'introspezione nella narrazione, allora questo romanzo sa dare veramente tantissime soddisfazioni.Riassumendo...
E' un libro che consiglierei a chi ama l'introspezione o John Green stesso, perchè come ho già detto India mi ricorda moltissimo lo stile di scrittura di questo autore –a mio parere, rimane un complimento, ma se non dovesse apprezzare, chiedo venia–, che se avete amato Cercando Alaska, allora questo romanzo potrebbe essere la prossima lettura da fare assolutamente.
Adele e Giovanni hanno sicuramente passato il test, mi hanno sorpresa e mi hanno pure commossa, nonostante sia quel tipo di romanzo che non leggo tanto spesso, vuoi un po' perchè non me ne capitano mai e vuoi perchè a volte alcuni sono proprio noiosi, ma questo è davvero molto carino. Poi se amate i finali struggenti ma riflessivi, questo saprà sicuramente darvi un motivo in più per leggerlo.













Sembra davvero molto interessante, spero di poterlo recuperare! 🥰
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