La legge dei lupi di Leigh Bardugo





Dimmi che non sono solo la guerra e la preoccupazione a farti pronunciare queste parole. Dimmi cosa significherebbero se tu non fossi re e io non fossi un soldato

Titolo: La legge dei lupi
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Trama: Il secondo volume della serie Grishaverse "Il re delle cicatrici". Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all'oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.







Introduzione
Ho visto il tuo volto nella creazione al cuore del mondo e non c'è nessuno che ami di più
Avevamo parlato de Il re delle cicatrici, volume che apre la nuova dilogia del Grishaverse e che termina invece con La legge dei lupi, settimo libro di questa serie che ha incantato il mondo. Finalmente hanno anche annunciato il seguito della Nona Casa e sappiamo anche il titolo (incrociando le dita che la traduzione italiana non sia imbarazzante come penso) ed è già sicuro l'ottavo capitolo del Grishaverse, che non vedrà più Nikolaj e Zoya come protagonisti, ma i Corvi. Personalmente, credo di fermarmi alla Legge dei Lupi, non perchè non voglia più leggere alcunchè della Bardugo, ma perchè Sei di Corvi non mi è piaciuto e non intendo continuare il percorso con il Grishaverse che già da questo capitolo mi sembra ampiamente concluso


Stile
Che i cani diano la caccia. Non temo la morte, perchè la comando.
Sono soddisfatta di questa chiusura? Sì e no: diciamo che la Bardugo per una volta penso potesse fare di più, potesse darmi la passione che cercavo, invece per tanti, tantissimi capitoli si è trascinata come se non avesse voglia di scrivere la parola fine a questa vicenda e che fosse quasi costretta a farlo. Ci sono delle parti che secondo me o sono troppo forzate o potevamo proprio farne a meno, perchè diciamocelo: la Legge dei Lupi non è proprio un libro leggero, però ha dei colpi di scena niente male, forse anche meglio del suo predecessore. Ne la Legge dei Lupi anche la Bardugo diventa sadica e decide di ammazzare qualcuno, quindi occhio alle teste perchè salteranno: personalmente, credo che sia stata una scelta priva di qualunque senso, però come
dico sempre non sono io la scrittrice e non so dove voglia andare a parare, ma da persona che studia metodi e tecniche di scrittura sempre nuovi ammetto che questa scelta per me rimane comunque senza senso. Anche la componente romance ce la fa sudare davvero tantissimo, ci sono dei punti che, ve lo assicuro, avrei voluto spedire l'ebook reader in orbita: come ho detto per la scelta di uccidere un personaggio che per il Grishaverse è stato rilevante, anche il tirare alle lunghe un plot romantico può essere un'arma a doppio taglio, cosa che secondo me la Bardugo ha utilizzato contro se stessa, perchè ha fatto sì che le aspettative sul concludersi di questo plot romantico si ingigantissero, al punto che arrivati al momento clou io –e non so quanti altri– ne sono rimasti un po' delusi; francamente, ho visto un maggior trasporto da parte dell'autrice verso il plot romantico di Nina –che secondo me era scontato e banale sin da il Re delle cicatrici–, dando il contentino a noi shippatori della Zoya x Nikolai. Leigh, sei una brutta persona! Confesso che poi vedere un finale che non da una vera e propria conclusione ma si prefissa già un seguito mi ha fatto storcere il naso: quanto vogliamo andare ancora avanti? Secondo me a lungo andare questa serie potrebbe diventare inconsistente perchè non ci sarà più niente da dire, un po' come la saga di Shadowhunters. Nel complesso, secondo me è riuscita anche nell'impresa di riportare anche sono per un paio di capitoli personaggi che pensavo fossero scomparsi dagli schermi per sempre –e che invece eccoli là– e di riuscire a dare ad ognuno la sua parte di gloria e redenzione, perchè La legge dei lupi è questo: redenzione, nè più, ne meno. Alcune redenzioni un po' forzate, altre con un senso logico.

Caratterizzazione dei personaggi
Il tuo cuore non appartiene solo a te. Quando questo sarà finito, quando tutto sarà finito, ricorda da dove vieni
Non che le cose siano migliorate di tanto dal precedente volume, giacchè Zoya sembra perdere colpi in questo volume, ma quanto anche Nina sembra diventare leggermente più tollerabile. Non capirò mai il perchè di far tornare l'Oscuro: ahimè, è messo lì a fare una figura barbina e riesce solo a fare la parte del clown, a mio parere –non che nella trilogia andasse meglio, ma almeno
aveva il senso di esistere–; speravo che la sua figura sarebbe stata utilizzata in maniera decisamente migliore, invece catastrofico flop, non c'è che dire. Alina e Mal che riappaiono giusto quel capitolo per far contenti i fan: personalmente, sì, potevo farne a meno, ma almeno la Bardugo ha scelto di redimere entrambi, sebbene come degli allocchi ci caschino sempre. Poi penso che l'autrice ce l'abbia a morte con Genya se no non si spiega tutto questo astio nei suoi confronti –no sense del tutto–: perchè non basta essere venduta come la peggior escort, violentata, deturpata, no, aggiungiamoci altra sofferenza. Questa scelta, ripeto, non ha senso: per questo continuo a pensare di non avere più alcun motivo per continuare questa saga e di voler dare maggior spazio a ciò che verrà per altri titoli di quest'autrice, perchè il grishaverse è arrivato alla frutta. Non sento più quel trasporto, dopo aver finito questo volume, per me tutto ciò che c'era di irrisolto, bene o male, ha trovato una sua fine e non sento lo slancio per continuare, men che mai con un seguito di Sei di Corvi che si collega comunque a questa dilogia.

Riassumendo...
Ho un dono per l'ordine e un debole per il caos
Come ho detto, non penso che continuerò il mio viaggio nel Grishaverse dopo questo: già sento le prime avvisaglie di trame che vengono annacquate talmente tanto da diventare insipide, e per quanto mi ritengo soddisfatta di questa dilogia, secondo me si poteva fare davvero tanto di più. Non la ritengo fantastica come la prima trilogia, ma mi ha emozionato abbastanza da consigliarla senza problemi e per questo che decido che il mio viaggio nel Grishaverse termina qui: voglio tenere un bel ricordo di questa saga e non rovinarlo ulteriormente come capita spesso con saghe così lunghe.

Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere La legge dei Lupi in antemprima



















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