Le ragazze immortali di Kiran Millwood Hargrave

Ciò che abbiamo ce lo abbiamo scritto nel sangue, scolpito nelle ossa

Titolo: Le ragazze immortali
Autore: Kiran Millwood Hargrave
Editore: Mondadori
Pagine: 348
TramaLe gemelle Lil e Kizzy stanno per compiere diciassette anni, ed entro poche ore arriverà per loro il giorno della divinazione: l'Anziana Charani svelerà alle ragazze quale destino le aspetta. Ma non faranno in tempo a partecipare alla cerimonia perché il crudele Boier Valcar le fa rapire per farne le sue schiave. Costretta a lavorare nelle cucine del castello, un luogo tutt'altro che accogliente, Lil trova conforto nell'incontro con Mira, una compagna di sventura verso cui si sente attratta in un modo mai provato prima. E lì sente parlare del Drago, che ricorda la terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende, un mostro a cui si portano in offerta giovani ragazze… Forse Lil e Kizzy non avranno la loro cerimonia di divinazione, ma le gemelle stanno per scoprire comunque il loro destino…


Introduzione
Il mondo intero era una bestia pronta ad attaccare ogni cosa diversa da sè, a fagocitare tutto ciò che non si conformava alla norma
Questo libro non è ciò che vi aspettate, o almeno: se state cercando un romanzo che segua la storia di Dracula dal punto di vista delle sue adorate mogli, probabilmente ne rimarreste delusi. Kiran Millwood Hargrave è già molto conosciuta per il suo Vardo dopo la tempesta, uno dei libri che vorrei assolutamente recuperare perchè ammetto che il suo stile mi è davvero piaciuto, quindi prima di dire se è effettivamente un'autrice che potrebbe rientrare nelle mie corde voglio darle una seconda possibilità. Se state cercando un romanzo sui vampiri, questo romanzo potrebbe deludervi: io per esempio non so se definirmi in parte delusa e in parte soddisfatta, perchè non è scritto male ma la storia in sè non mi ha dato niente su cui riflettere e niente che mi abbia effettivamente entusiasmata, anche se nonostante tutto mi sento di consigliarlo, anche solo per scoprire se si vuole approfondire la conoscenza con la Hargrave o semplicemente dire che non fa per voi.



Stile
Non è detto che se una cosa appare innocua, non sia capace di strangolarti
Come dicevo, è un libro che non è ciò che è, perchè se consideriamo il romanzo nella sua interezza, non è un libro su Dracula, nè sui vampiri: queste due figure vengono solo accennate per un buon 80% della narrazione, comparendo giusto alla fine (letteralmente); quindi, è possibile definire Le ragazze immortali un romanzo sui vampiri? Io direi proprio di no, e che anzi, gli strigoi vengono addirittura messi in background ma potrebbero anche non
esserci, perchè ciò che è veramente protagonista è il rapporto tra Lillai e Kisaya; perciò, se state cercando un romanzo sui vampiri o un prequel a Dracula, forse potreste rimanerci abbastanza male e scadere nella delusione oppure soprendervi ma comunque deludere quel poco di aspettative che vi eravate fatti. Mi sembra giusto mettere questo piccolo disclaimer per farvi capire che cosa vi troverete davanti, nel caso decidiate di leggerlo. Per quanto riguarda lo stile, penso che la Hargrave abbia fatto un ottimo lavoro: il romanzo difatti risulta essere scorrevole e mai noioso, anche se devo ammettere che nell'ultimo 30% la narrazione si è fatta veloce (forse troppo) e approssimativa a tratti, e tutta la parte che magari il lettore aspettava sin dall'inizio viene tagliata in maniera brutale, dando al finale un misero riassunto della fine che le due gemelle ottengono, il che mi ha fatta davvero rimanere di sasso perchè per buona parte del libro si ferma più volte a spiegare con minuzia di particolari scene che sinceramente avrei anche fatto a meno, e avrei preferito una seconda parte del libro più corposa: invece, sembra come se la Hargrave si fosse stancata di scrivere il libro e avesse ingranato la terza e avesse pestato l'accelleratore. Questo dettaglio secondo me è un piccolo difetto su cui non riesco davvero a soprassedere e che ha influito drasticamente sul mio voto riguardo a questo libro, ma che non riuscirei davvero a definire un brutto libro. L'ambientazione e la collocazione storica sono molto interessanti, perchè da quello che ho compreso il contesto descritto dalla Hargrave dovrebbe collocarsi molto antecedentemente alle vicende di Dracula, e come immaginerete si ambienta tutto in Romania: alcune parole vengono prese direttamente dalla lingua rumena, all'inizio del romanzo trovate un fantastico glossario con la traduzione di tutte le terminologie utilizzate nel romanzo. Attenzione: non è un libro con un lieto fine.

Caratterizzazione dei personaggi
La prima cosa che ho notato di questo romanzo è che segue il classico clichè delle gemelle di cui una dominante e una più debole –che per carità niente di così astruso ma visto e rivisto–, con un conseguente cambiamento ed evoluzione da parte della sorella più debole. Sicuramente, anche voi
avrete trovato il clichè della dualità tra gemelli, buono e cattivo, sano e psicopatico, ecc, è un classico e non è uno di quei clichè che sinceramente mi danno fastidio, alla fine è uno young adult e non mi sorprendo quando ci sono degli aspetti abusati nella maggior parte della letteratura mainstream e non. Kisaya è un personaggio che se all'inizio amavo, alla fine l'ho trovata inutile e delirante, mentre con Lillai ho sempre provato una certa empatia, anche se lì per lì pensavo che fosse davvero insopportabile in alcuni ragionamenti. Ammetto di aver preferito un personaggio come Mira più all'inizio che verso la fine, ma perchè la sua evoluzione l'ho trovata molto priva di fondamento, e da personaggio timido e introverso è diventata una specie di Xena incazzata che a momenti pensavo ci fosse stato uno scambio di identità nel libro stesso. Sicuramente, il mio personaggio preferito è rimasto Fen, l'unico ad essere rimasto fedele a se stesso fino alla fine. Diciamo che l'intenzione vera e propria di questo libro non è tanto l'esplorazione dei sentimenti romantici, quanto quello del legame tra le due gemelle che si vedranno costrette a fare una scelta, volenti o nolenti, e sacrificare tutto ciò che hanno di più caro per un fine superiore, un fine che porta a non sentire più alcun sentimento e a dimenticare. Penso che questo sia il vero senso del libro, anche se viene affrontato davvero con troppa sufficienza dalle due gemelle –e con davvero troppa fretta e povertà di dettagli–.

Il fancast de Le ragazze Immortali

Lillai e Kisaya
: Secondo la descrizione della Hargrave, le due gemelle protagoniste dovrebbero essere un miscuglio di varie etnie (con una predominante per quella indiana): hanno la pelle scura, gli occhi scuri, i capelli scuri, lunghi e ricci. Kisaya viene descritta come maggiormente formosa rispetto a Lillai. Nonostante inizialmente me le ero immaginate più fisicamente simili ad una come Dua Lipa, quando lessi che la loro pelle era scura rispetto agli altri, Imaan Hammam mi è sembrata la scelta più adatta, sia perchè dimostra poco meno di vent'anni in certe immagini, sia perchè ha tutti i tratti caratteristici delle gemelle.


Mira: Mira viene descritta con questi grandi occhi chiari –grigi per lo più–, la pelle diafana e il viso aggraziato; devo ammettere che non è facile trovare una ragazza rasata che corrisponde a questa descrizione, ma Cajsa Wessberg secondo me si avvicina davvero molto all'idea che mi sono fatta dell'aspetto di Mira. Cajsa ha effettivamente l'aspetto dolce che infonde Mira sin dall'inizio e trovo che sia perfetta come suo prestavolto.

Fen: Come per Lil e Kizzy, anche Fen viene descritto scuro di carnagione, la barba non ancora sviluppata, alto e magrolino, piuttosto carino a quanto fa intendere la Hargrave. Inizialmente, me l'ero immaginato come il modello Willy Cartier ma aveva i capelli troppo lunghi rispetto alla descrizione fornita dall'autrice, e per pura fortuna, spulciando qua e là su Pinterest, ho trovato Adarsh Jaikarran che trovo estremamente perfetto, con lo sguardo fiero ma anche tenero che ricorda quello di Fen.


Boier Valcar: Valcar viene descritto come malaticcio, pallido ma con capelli scuri e tratti tipici del luogo. Me lo sono immaginato per forza come l'attore Aneurin Barnard, che ho per caso notato quando vidi il Cardellino. Lo trovo assolutamente perfetto, è magro e pallido al punto da essere un Valcar perfetto e ha questi tratti particolari che potrebbero benissimo essere scambiati per quelli di un possibile lord rumeno.


Boier Calazan: Calazan viene descritto come un uomo alto, prestante, molto bello, con capelli scuri e occhi chiari ma dalla carnagione chiara. Ammetto che la descrizione e la scomparsa di Gaspard Ulliel ha influenzato molto la mia immaginazione, trovo che sarebbe un perfetto Calazan, l'uomo al servizio di Dracula che fa la fine che si merita, no?


Dracula: Menzione speciale va effettivamente al personaggio che dovrebbe essere il cuore pulsante di questo romanzo e viene invece relegato a comparsa degli ultimi tre capitoli –letteralmente–. Dracula viene descritto come uomo più bello su cui Lillai posa il suo sguardo, ma anche quello che riesce a schifarla nel profondo, dai capelli neri e gli occhi rossi come il sangue, e l'unico che riesce davvero a gelarti con uno sguardo è il nostro bellissimo –e bravissimo– Cillian Murphy.


Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima le ragazze immortali



















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