Voodoo Child di Andrea Gatti




Più forte non significa più potente. I bulli usano la forza perchè è l'unica arma di cui dispongono. Se avessero mezzo cervello non ne avrebbero bisogno

Titolo: Voodoo Child
Autore: Andrea Gatti
Editore: NUA Edizioni
Pagine: 353
TramaCi troviamo in una buia palude. Forse perché è notte. Anzi no, forse perché siamo in Louisiana, nel 1909, in un piccolo villaggio di praticanti voodoo. E in più è notte. La protagonista è Emeline, una bambina orfana di dieci anni. La piccola è testarda e odia chiedere aiuto, ma è costretta a evocare uno spirito per salvare il padre, Auguste, divenuto zombi per opera di uno stregone. Peccato che lo spirito che le risponde, Ozee, sia l'ultimo arrivato e non abbia le idee molto chiare circa i suoi poteri; per di più indossa un teschio bianco a mo' di maschera e non sa nemmeno quale sia il suo volto. Lei desidera recuperare il padre scomparso, lui compiere il suo dovere di spirito; sotto sotto, però, Ozee vuole scoprire la sua natura e qual è il suo posto nel mondo, ed Emeline non vuole restare sola. Ad accompagnarli saranno Louis Armstrong, prima della fama, quando ancora era solo un bambino loquace e timoroso, cresciuto nella povera e dura New Orleans d'inizio secolo; e il capitano di battello J. W. Simmons, superstite dell'uragano più letale d'America, ora dedito all'alcol e alla diffusione della musica jazz, navigando su e giù per il Mississippi con un complesso di neri.

Introduzione
Voodoo Child è un romanzo dark fantasy per un target middle grade ambientato in Louisiana nei primi anni 20 e che ruota intorno al mondo del Voodoo. Tratta temi sociali come il razzismo e segue le vicende di Emeline e Ozee, un Loa che risponde alla chiamata della piccola, e di un giovane Louis Armstrong prima che divenisse famoso. 
E' il secondo romanzo dell'autore, Andrea Gatti, classe 1990, che prima di questo ha pubblicato il suo romanzo emergente Non tutti i principi nascono azzurri.
Credo che l'ambientazione e il tema portante di questo romanzo sia ciò che lo rende effettivamente interessante, anche se devo ammettere che mi aspettavo molto di più per varie ragioni che andrò a spiegare in questa recensione.


Stile
Lo stile di Gatti è notevole, nonostante il romanzo non mi abbia entusiasmata quanto avrei voluto: possiede certi punti in cui è scorrevole, ed altri che riesce a bloccare tutta la narrazione. Personalmente, vi erano punti in cui pensavo di mollare, mi sono annoiata parecchio, trovavo che ci fossero troppi capitoli, troppi pochi colpi di scena e punti che effettivamente erano fin troppo scontati. 
E' vero che è un middle grade corposo e che dovrebbe essere preso come un romanzo per ragazzi, probabilmente ad un target diverso potrebbe persino piacere, a me ha soltanto annoiato, e se non fosse stato per un paio di personaggi, penso che non sarei arrivata alla fine di questo romanzo.
Avrei preferito che il romanzo fosse molto più corto, perché nella situazione attuale è davvero troppo lungo, la storia viene trascinata troppo a lungo come se l'obiettivo principale dell'autore fosse allungare troppo la minestra, mentre se avesse tagliato alcuni punti che ho trovato superflui avrebbe acquisito più carattere.
Parliamo comunque di un format che perde interesse molto più velocemente rispetto ad un adulto e che, a mio parere, con un tipo di narrazione simile dove non c'è tutta l'adrenalina che tiene un lettore di quell'età incollato alle pagine. Si dilunga troppo in dettagli a mio parere che non interessano il lettore.
Un punto positivo c'è: l'ambientazione, il voodoo che permea tutto il romanzo –altrimenti perchè chiamarlo Voodoo Child?– e le tinte jazz che colorano questo mondo popolato di Loa benefici e malvagi, di magia, non per forza nera come i media hanno sempre sostenuto. In effetti, la parte sul voodoo è molto ben rappresentata: avevo letto una recensione che affermava che l'autore non era riuscito a descrivere questa cultura, invece secondo me è l'aspetto meglio riuscito del romanzo, si nota che l'autore si è documentato e lo riesce a portare vivido sulle pagine, interessante e affascinante.
E poi come non innamorarsi delle citazioni al jazz, della presenza di un Louis Armstrong non ancora formato, alle canzoni che appaiono tra le righe di questo romanzo: per chi è un amante della musica, della vera musica, sicuramente è quel punto a favore che ci da l'input di continuare la lettura.

Caratterizzazione dei personaggi
Partiamo da un presupposto: difficilmente mi piacciono i protagonisti e ancor meno i protagonisti bambini, se poi sono simpatici come una sassata nei denti è anche peggio. Difatti, una delle cose che più ho odiato della protagonista di Voodoo Child, Emeline, è il suo carattere capriccioso e antipatico. Per tutto il viaggio risulta solo una ragazzina con la lingua lunga, che fa quello che le pare senza alcuna conseguenza, rispondendo male a chiunque, senza mai
risultare per un singolo momento simpatica al lettore, cacciandosi volontariamente nei guai con la scusa di voler salvare il padre.
Penso che Emeline sia ancora più antipatica di Lyra de Queste oscure materie, e credetemi che ce ne vuole per battere l'antipatia di Lyra, ma Gatti ha messo molto impegno nel rendere Emeline un personaggio del tutto detestabile e con cui non sono riuscita ad entrare minimamente in simpatia. 
Fortuna che c'erano Ozee e Louis a rendere la storia meno pesante, anche se ci sono degli aspetti che non mi spiego: ad una come Emeline, io l'avrei abbandonata in mezzo alla palude.
Ozee è un Loa ed è davvero divertente per la prima metà del libro, dopodiché le sue battute diventano talmente riciclate che non fanno nemmeno più ridere, ma quantomeno mantiene il fascino ironico e sarcastico che lo contraddistingue sin dalla sua prima apparizione.
Louis penso che sia fin troppo dolce e tenero, divenendo il beniamino del lettore che ringrazia per la presenza di un solo personaggio sopportabile all'interno del romanzo, riuscendo sempre a toccare le giuste corde del cuore e a farsi amare, volente o nolente.
Per quanto riguarda l'antagonista, direi che non mi ha convinto sino in fondo, risultando più la macchietta di un antagonista piuttosto che un vero e proprio cattivo: i pretesti c'erano, peccato che si faccia fregare come un pollo verso la fine e diventi una caricatura comica di tutto questo filone di macchiette di antagonisti che vogliono essere per forza malvagie. Nice try, ma a me non ha convinto.

Riassumendo...
Secondo il mio parere, Voodoo Child poteva avere un grande potenziale, è scritto bene ma si dilunga fin troppo su questa ricerca alla soluzione. Se avesse avuto un centinaio di pagine in meno avrebbe secondo me recuperato molti più punti, se Emeline fosse stato un personaggio più simpatico, sicuramente sarei stata più coinvolta. Un ottimo lavoro è stato fatto sul versante del voodoo, ma non basta per essere un buon prodotto: probabile che il fatto che io non sia nel format di lettura sia determinante, e magari ad una persona perfettamente in format invece potrebbe piacere, ma il problema di questo romanzo sta nell'aver buttato troppa carne al fuoco di cui non si sentiva la necessità.
E' un libro ben scritto, con elementi molto interessanti, ma che si perde troppo in faccende di poco conto, con plot twist scontati e che il lettore si aspetta due capitoli indietro rispetto a dove vengono collocati.



















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