Liwaria: la spada di diamante blu di Giada Abbiati

Il confine si presenta con mille volti ma in realtà la sua vera forma è sempre nella nostra testa

Titolo: Liwaria - La spada di diamante blu
Autore: Giada Abbiati
Editore: Self Publishing
Pagine:
TramaLiwaria - La spada di diamante blu Ã¨ il primo libro di una saga high fantasy (secondary world).


Una falsa profezia distrugge la sua vita, una spada di diamante blu rappresenta il suo riscatto.

Hilya è una mezzosangue e per le leggi di Liwaria non dovrebbe esistere. Ma prima ancora della sua natura a lungo taciuta, è una profezia a renderla la minaccia principale del continente: sarà lei a risvegliare i Senzaluce, creature dell'oscurità che cento anni prima hanno devastato Liwaria.

A legare Hilya alla sua vecchia vita folgorata dai fulmini, solo una spada di diamante blu e le ultime parole di sua madre "Questa spada sarà il tuo riscatto".

Sedici anni dopo la sua fuga insieme al mentore Helcar, è la spada a segnare l'inizio del suo viaggio per guadagnarsi il riscatto e liberarsi del peso del proprio sangue, ma l'ombra della profezia continua a seguirla. Quello che non sa è cosa si cela davvero dietro la spada: può essere lei l'eroina della storia.

Il viaggio che intraprende le rivela però quanto Liwaria sia complicata e che la trama in cui lei sembra ricoprire il ruolo dell’eroina è mossa dai fili invisibili di chi si decanta protettore di Liwaria e dei propri regni. Intenzioni che affondano le radici nella Guerra dei Popoli prima ancora di quella contro i Senzaluce.

In un mondo che la ripudia, Hilya è costretta a uscire dall'ombra dell'anonimato e a camminare nella luce abbagliante di un futuro da paladina, dopo essere stata additata come carnefice. Ad accompagnarla, il gelo siderale del suo potere e compagni di viaggio provenienti dagli altri popoli, che più di tutti le dimostrano i veri problemi di Liwaria: un Equilibrio spezzato, i rancori centenari tra i popoli e paure a malapena sopite. L'unica sicurezza: la spada appesa al fianco e la sua capacità di eliminare per sempre i Senzaluce.




Introduzione
Il marinaio incontra sempre la corrente peggiore nella rotta che intraprende per il più grande tesoro
Liwaria è una saga high fantasy dell'autrice emergente Giada Abbiati che dovrebbe essere composta da 5 volumi, il primo dei quali è quello che vi sto per esporre in questa recensione e che è uscito su Amazon questo 8 Dicembre. Per tutti gli amanti dell'high fantasy, ma soprattutto per gli amanti della saga di Elder Scrolls sarà una vera chicca: già, perchè effettivamente Liwaria e il suo world building spettacolare –forse la vera chicca di questo romanzo– hanno una vaga ispirazione al mondo che ha creato Skyrim e che un osservatore attento potrebbe cogliere quei riferimenti che chi ha giocato ai videogiochi della saga riuscirebbe a cogliere. In realtà, il mondo di Liwaria è totalmente differente da quello di Elder Scrolls, ma io c'ho visto un'ispirazione, se pur minima. Trovo che sia un buon punto di partenza per questa saga, anche se ammetto: odiando le saghe troppo lunghe, il numero a me fa sempre un certo effetto, però ammetto che sono curiosa di vedere dove andrà a parare l'autrice e se riuscirà a tenere alto l'interesse, però per il momento con questo primo volume posso dire che la scintilla c'è. Questo primo volume è di apertura, risulterà più lungo degli altri che seguiranno perchè introduce il mondo narrativo.



Stile
Cercheranno di farti sentire indegna, ma ricorda: questa spada è il tuo destino
Iniziamo dicendo che, come ogni high fantasy, ci sono dei tropes che vengono comunque utilizzati per lo sviluppo della storia: una profezia, un'eroina che salverà il mondo, una minaccia pericolosa al mondo di narrazione, un'arma portentosa e unica nel suo genere. Non si parla di banalità, attenzione, ma di elementi che nell'high fantasy vengono riconosciuti come tra i tanti punti cardine su cui si fondano le radici di questo genere, se avete letto altro di questo genere sapete che i tropes sono sempre gli stessi, ma lo svolgimento, le intenzioni e il messaggio son diversi. Diciamo che chi, come me, ama l'high fantasy trova sempre un porto sicuro in questi punti focali, perchè nella loro semplicità ci danno sicurezza. Per me è normale dire che ho trovato
un po' de le Cronache del Mondo Emerso in Liwaria e per me è un grandissimo complimento, perchè quella trilogia ha contribuito alla mia crescita personale. Liwaria possiede un bellissimo world building di cui è facile innamorarsi, per me effettivamente è stato così, non mi vergogno a dire che l'ho preferito alla storia stessa e persino ai personaggi, senza comunque togliere nulla a questi, però l'amore a prima vista sul mondo di narrazione c'è stato ed ho apprezzato moltissimo come Giada abbia aggiunto questi paragrafi di appendice ad ogni fine capitolo. La trovo una scelta eccellente nel dare più informazioni al lettore senza appesantirlo ulteriormente, perchè comunque nel corso dei capitoli riceveremo una dose di informazioni non indifferenti (certo, non come il Signore degli Anelli, però una buona dose di informazioni). Il sistema magico è alquanto semplice, si basa sullo scambio equivalente e quindi di base mi fa pensare che si sia ispirata a qualche concetto di alchimia, ma gli stessi concetti esposti si possono trovare in moltissimi libri di stregoneria (quantomeno la base di questo pensiero), quindi se ci sia stata o meno una ricerca di questo tipo non saprei, però a me fa pensare che in realtà ci sia stata, quindi molto interessante anche come ha affrontato e inserito nel contesto la magia senza scadere nel cosidetto "visto e rivisto". Per quanto mi riguarda, essendo grafica, ho dato un'occhiata anche all'edizione cartacea e la copertina è fenomenale per il suo genere: nell'high fantasy devi avere sempre una copertina vistosa, devo dire che spesso sono anche un po' pacchiane ma nel complesso funzionano ed è parte della bellezza del genere; in sostanza, a me non dispiace per niente e anche all'interno è stato curato tutto con gran gusto. A livello di stile di scrittura, sicuramente troviamo la scorrevolezza, che non è mai un male, specialmente se ci sono molte descrizioni, che nonostante tutto, non ho trovato per nulla invasive. Magari inizialmente ho storto un po' il naso per i primi dialoghi, perchè avevano un po' quel leggero sapore naif, ma andando avanti migliorano e quindi non ho davvero delle critiche da muovere se non appunto su quelli iniziali. Per me, Giada ha un potenziale fenomenale nello scrivere ambientazioni: mi ha davvero colpita la sua inventiva sul world building, penso sarebbe un'ottima autrice di ambientazioni e compendi dei manuali di Gioco di Ruolo e lo dico da amante dei giochi di ruolo cartaceo. Il mio potrebbe essere un suggerimento per un prossimo lavoro? Beh, ammetto che non mi dispiacerebbe vedere un gioco di ruolo stile d&d ispirato a Liwaria, quindi, perchè no?

Caratterizzazione dei personaggi
Laverò con il fuoco ogni onta di cui ci siamo macchiati e arderò le anime di quegli esseri finchè non vi sarà nemmeno la cenere a ricordarli
Facciamo una piccola premessa: ho adorato maggiormente i personaggi secondari che quelli principali, ma questa è un'esperienza che non mi è nuova; anzi, posso dire con assoluta sicurezza che è molto raro che i protagonisti mi stiano simpatici, e nemmeno Hilya, l'eroina di Liwaria, è stata da meno, o almeno fino a che non ho riflettuto in maniera più critica e meno da appassionata di fantasy. Hilya è un abominio per la terra di Liwaria che non vede di buon occhio l'unione di due razze, in più ha delle capacità uniche e in poco tempo diventa un personaggio molto forte, però quantomeno la sua forza non si evolve sulla base del niente, perchè per quanto sia odiosa e anche un po' insipida rispetto ai personaggi di cui si circonda, lei un motivo ce l'ha, ossia il suo tutore, Helcar è un soldato e quindi l'ha cresciuta come tale; tuttavia, la mia antipatia verso Hilya era inizialmente partita perchè la trovavo troppo sfrontata e che prima o dopo qualcuno avrebbe dovuto menarla per compensare questa sua saccenza insensata, a tratti. Poi riflettei:
questa poveretta, in realtà, per tutta la sua vita non ha avuto mai la scelta dettata dal libero arbitrio, quindi sostanzialmente lei non è davvero libera di scegliere e anche il viaggio che fa lo fa per redimersi di qualcosa che non si è nemmeno scelta (Questo lo so, ammicca molto a Berserk, ma perchè ogni cosa mi ricorda Berserk?), perciò alla fin fine io sentivo di non odiare davvero Hilya, mi faceva pena. Avrei tante, tantissimo cose da dire sui personaggi, ma per una questione di riassunto, ho voluto prendere in esame giusto i tre personaggi che ritengo essenziali alla trama, ossia Drakèhorn e Elaryen. Sarò scontata, probabilmente, ma io ho apprezzato lo stereotipo del bad guy ma che lo è solo in apparenza e che in realtà dentro di lui è anche un cuore d'oro, e questo è senz'altro Drakèhorn che con il suo fascino e il suo carisma se non vi farà innamorare, probabilmente avete qualche serio problema (e lo dico io che comunque ho apprezzato maggiormente personaggi come Eiron perchè mi piacciono quelli che, in realtà, fanno il lavoro sporco, quello vero, per i loro viziati capi). Drakehorn è un personaggio onesto, magari all'apparenza scontroso, ma ha a cuore il suo paese e ha un suo obiettivo, per cui farebbe qualsiasi cosa. Drake condivide con Hilya lo spirito di sacrificio, ma in maniera diversa. Elaryen è stato forse il personaggio che non mi ha dato quanto avrei voluto, e voglio pensare che potrà darmi di più nel secondo volume se ci sarà occasione: a me è sembrata passiva, anche se di passivo all'effettivo non fa niente, perchè combatte, è un personaggio molto attivo, ma non riesco davvero a trovarci alcuna sorta di empatia. Infine, mi ero quasi immaginata un triangolo amoroso tra i tre personaggi principali, ma a quanto pare è stato solo un parto della mia mente: comunque, forse era una delle poche cose su cui ci avrei messo la mano sul fuoco, dicendomi ingenuamente che spesso non ci azzecco e che sono sfortunata, ma in questo caso ci avevo azzeccato alla grande e quindi oso dire che è l'unica parte scontata del romanzo.

Riassumendo...
Un riscatto non si ottiene senza lottare, ma nemmeno le correnti combattono i mulini a vento
La prima esperienza con Liwaria è stata positiva, è un libro che secondo me può adattarsi bene ai gusti dei lettori dell'high fantasy classico che conoscono effettivamente pregi e difetti di questo genere, ma anche a chi sente nostalgia degli Elder Scrolls e non vede l'ora di gettarsi un mondo che gli ricordi quelle vibes eroiche. Tratta tematiche importanti, come quelle dell'accettazione, del razzismo, della salvaguardia dell'ambiente (ce ne sarebbero anche altri, ma credo che questi tre siano decisamente quelli fondamentali) e che sia una lettura perfetta per il periodo invernale. Lo consiglio? Sì, penso che potrebbe essere un regalo alternativo da fare a Natale, anche solo per la bellezza del suo world building e se siete alla ricerca di un viaggio lungo e tortuoso, ma anche se come me, siete sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e di vivido.

Ringrazio infinitamente Giada per avermi dato la possibilità di leggere il primo volume di Liwaria in anteprima: grazie della fiducia, sei davvero un'autrice favolosa e una persona dolcissima. Spero che molti si innamorino del mondo di Liwaria com'è successo a me perchè ne vale la pena.


















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