Ci hanno insegnato che la fortuna è sia intrattabile, sia imparziale, e che quando ci succede qualcosa di brutto, è il risultato di un universo incomprensibile e distaccato che opera per conto suo. La montagna si scuote, ma non si cura delle case travolte dalla valanga. Non è quello il suo scopo.
Titolo: Il tensorato
Autore: Neon Yang
Editore: Mondadori
Pagine: 648
Trama: MOKOYA E AKEHA, i gemelli figli della Protettrice Sanao, sono stati affidati al Grande Monastero da bambini per adempiere una promessa. Mokoya ha sviluppato un talento profetico, Akeha ha sempre avuto il dono di comprendere quali motivazioni si celano dietro le azioni degli adulti. Mokoya ha illuminazioni su ciò che sarà , Akeha comprende cosa potrebbe essere. Entrambi hanno visto il marcio che si annida nel cuore del Protettorato.
Il momento della confermazione segna la prima divisione nel destino dei due gemelli. Altre ne seguiranno: Akeha infatti non vuole più essere una pedina negli intrighi orditi da sua madre, così si lascia tutto alle spalle e parte in cerca del proprio cammino, fino a che la sua strada non incrocerà quella dei Macchinisti che si ribellano allo strapotere del Tensorato. Ma ogni passo che Akeha fa per trovare se stesso lo allontana da Mokoya. Riusciranno i due gemelli a compiere ciascuno il proprio destino senza rompere il legame speciale che li unisce?
Introduzione
Le persone possono fare errori, ma non possono essere errori
La serie de Il Tensorato si può collocare nel filone Silkpunk: per chi non sapesse che cosa significhi "silkpunk" vi lascerò la definizione che Naso d'autore ha lasciato nel suo blog "Se lo Steampunk si rifà al cromo, al vetro e al vapore, e il Cyberpunk alla cibernetica, il Silkpunk è basato sugli elementi organici e sulla biomeccanica".
E' una saga divisa in quattro libri caratterizzati da uno stile sopraffino e da un worldbuilding magistrale che però, secondo il mio modesto parere, a livello narrativo ha annoiato parecchio. Ci troviamo in un mondo simil-orientale e molto vasto governato da un organo, il Protettorato, e da leggi molto differenti dalle nostre. La Slasca è l'elemento che caratterizza il mondo de Il Tensorato, molto simile alla Forza di Star Wars così, a primo acchito.
La Slasca è tutto, e tutto è Slasca. «Essa non conosce nè inizio nè fine, nè tempo nè spazio.
«Tutto ciò che è, esiste per grazia della Slasca. Tutto ciò che si muove, si muove nella grazia della Slasca.
L'universo è diviso nelle cinque natura della Slasca, e in esse sono scritte tutte le vite delle cose e del mondo naturale.
«Prima è la natura della terra. Conoscila attraverso il peso delle montagne e della pietra, la natura delle cose quando sono a riposo.
Seconda la natura dell'acqua. Conoscila attraverso la forza delle tempeste e dei fiumi, la natura delle cose in movimento;
«Terza è la natura del fuoco. Conoscila attraverso l'ascesa dell'aria e lo scioglimento del ghiaccio invernale, la natura delle cose che dà loro temperatura;
«Quarta è la natura del metallo. Conoscila attraverso la velocità del fulmine e l'attrazione del ferro, la natura delle cose che innescano e attraggono;
«Quinta è la natura delle foreste. Conoscila attraverso il battito del tuo cuore e il calore del tuo sangue, la natura delle cose che crescono e vivono.
Come potete notare, la Slasca non solo si estende in tutto questo universo, ma forma anche una specie di essenza divina che attraversa tutte le forme del creato. Questo particolare lo scopriamo con il secondo libro, è un aspetto che ho trovato molto confusionario perchè essere proiettati in un mondo così complesso e non comprendere istantaneamente il senso di molte cose è stato parecchio frustrante. Neon Yang, spesso, da per scontato che il lettore ci possa arrivare e assiduamente non si cura nemmeno di spiegare i dettagli dei concetti che pone all'interno dei romanzi: in alcuni casi, sono dovuta andare per intuizione, quindi ciò che magari potreste intuire o interpretare voi a vostro modo non posso dire se è corretto oppure no. Per carità , continuo a dire che ha costruito un worldbuilding eccezionale nonostante i miei dubbi su molti di questi dettagli, ma è un wordlbuilding originale quantomeno e su questo dovevo quantomeno parlarne.«Tutto ciò che è, esiste per grazia della Slasca. Tutto ciò che si muove, si muove nella grazia della Slasca.
L'universo è diviso nelle cinque natura della Slasca, e in esse sono scritte tutte le vite delle cose e del mondo naturale.
«Prima è la natura della terra. Conoscila attraverso il peso delle montagne e della pietra, la natura delle cose quando sono a riposo.
Seconda la natura dell'acqua. Conoscila attraverso la forza delle tempeste e dei fiumi, la natura delle cose in movimento;
«Terza è la natura del fuoco. Conoscila attraverso l'ascesa dell'aria e lo scioglimento del ghiaccio invernale, la natura delle cose che dà loro temperatura;
«Quarta è la natura del metallo. Conoscila attraverso la velocità del fulmine e l'attrazione del ferro, la natura delle cose che innescano e attraggono;
«Quinta è la natura delle foreste. Conoscila attraverso il battito del tuo cuore e il calore del tuo sangue, la natura delle cose che crescono e vivono.
Stile
è stato amore a prima vista, io imprigionata all'istante nelle ragnatele della fortuna
E qui arrivano le note più dolenti: Neon Yang è molto bravo a scrivere, ha uno stile che gli invidio, vi è poesia in quello che scrive e secondo me avrebbe potuto dare molto di più, ma il Tensorato manca di pathos e di attrattiva. Non mi ha entusiasmata tanto dal voler andare avanti, non mi ha incuriosita nel voler leggere più capitoli, anzi spesso è stata una vera agonia. Penso di aver trovato accattivante soltanto l'ultimo, Ascesa alla divinità che penso sia anche quello più corto tra i quattro volumi che compongono questa serie.
I primi due libri si sviluppano effettivamente seguendo le vicende di Akeha e Mokoya (rispettivamente primo e secondo libro), ma dal terzo cambia non solo il personaggio protagonista, ma anche la voce narrante che non è più alla terza singolare, ma prende laprima singolare. Nel terzo seguiamo le vicende di un'altra tensoressa tramite spezzoni di diario, lettere, inchieste, interviste e il racconto di un altro personaggio che lei riporta come riassunto della missione che nel frattempo hanno compiuto.
Nel quarto le vicende sono narrate da Lady Han, l'amante e serva della Protettoressa Hekate, che io avrei collocato all'inizio visto che risulta essere un prequel.
Questo tipo di narrazione mi ha molto destabilizzata, oltre al fatto che non ho trovato alcun colpo di scena; la sessualità è trattata abbastanza con sufficienza, ma ho trovato che fosse molto interessante il fatto che a diciassette anni un individuo può scegliere il proprio sesso e diventare definitivamente uomo o donna a seconda della sua conferma. Il problema di questa menzione non a caso è che la traduzione in questo ha toppato alla grande: ritrovarmi i soggetti al singolare e i verbi al plurale per mantenere questo senso di dualità (proprio perchè un soggetto può anche non confermare mai il proprio sesso) mi ha infastidita in maniera assoluta. Penso sarebbe bastato semplicemente mettere degli asterischi e non tediare così tanto il lettore come invece a me è successo –senza contare i numerosi errori di editing– dovendo ogni volta riformulare molti verbi al singolare.
Il problema fondamentale di questa saga comunque non è lo stile, anzi, credo di poterlo elogiare senza ombra di dubbio, ma proprio il fatto che non è scorrevole, è noioso, da troppo per scontato il lettore e spesso è confusionario come non mai. Non riesco davvero a capire come un libro del genere sia stato candidato al premio Nebula, almeno a livello narrativo.
Personaggi
Un fuoco ardeva in lui, uno sfolgorio di luce fisso sul grandioso spettacolo del martirio
E anche qui ho delle mezze note dolenti perchè ho trovato quasi tutti i personaggi privi di una personalità che potessero affascinarmi: i due protagonisti, ad esempio, sono quelli che ho detestato di più. Akeha che passa dall'essere un rammollito ad un balordo e Mokoya che prima la vediamo come fragile donzella e poi all'essere una libertina senza alcun motivo preciso. Ho sperato fino in fondo che si aggiungessero personaggi di nota fino all'ultimo –escludendo Lady Han che francamente ha una personalità davvero esplosiva e l'ho davvero apprezzata–, riuscendo solo a salvare Thennjay, unica personalità con un attimo di sale in zucca.
Questo libro è un'accozzaglia di personaggi che si assomigliano tutti, per quanto riguarda la personalità : Akeha e Mokoya sono gemelli, ma questo non vuol dire che devono essere per forza identici, e non vi è bisogno che i loro amanti siano delle macchiette senza arte nè parte.
Predomina comunque la rivalsa delle relazioni saffiche di cui avevamo bisogno, visto che ci sono sempre meno libri che contengono personaggi femminili che intrattengono relazioni omosessuali, nonostante io le abbia trovate quasi tutte alquanto noiose –in generale, la parte romance in questo libro è noiosa quanto la narrazione stessa e non si ha un momento di apprezzamento nemmeno in questo–.
Thennjay, come dicevo, mi ha sorpreso davvero moltissimo, perchè se dal primo libro potrà risultare un po' scarno e lievemente arrogante, dal secondo in poi vi troverete a ricredervi: è un uomo gentile, dopotutto, paziente e forse l'unico a sapere come tirare sempre tutti fuori dai guai, innamorato di una donna che non lo ricambia e che accetta appunto questo fatto con una calma placida che vorrei sinceramente possedere io. Non gli avrei dato un soldo di fiducia –e probabilmente nemmeno voi quando e se deciderete di leggere il tensorato– perchè non viene presentato come il personaggio più simpatico, ma come uno che comunque possiede una certa dose di carisma e che pian piano sviluppa un suo animo rivoluzionario, ma in maniera totalmente pacifica.
E' l'unico personaggio che ha avuto uno sviluppo positivo, rispetto agli altri, e l'unico a cui sono riuscita ad affezionarmi.
Infine, penso di aver amato tantissimo anche Lady Han che appare nel secondo volume e nell'ultimo come protagonista: lei mi ha ricordato molto Chiyo di Memorie di una Geisha. Una donna pronta a tutto per amore, anche ad uccidere: infatti, la sua trasformazione è quella che ho apprezzato più di ogni altra cosa, se tutto si fosse basato sull'ultimo libro, penso avrei dato quattro stelle piene.
Riassumendo...
Quando i loro corpi si separarono, fu come la frattura di un continente
Ascesa alla divinità è l'unico volume che mi ha davvero catturata e che ho terminato in un unico giorno: se non fosse stato per questo, avrei sicuramente abbassato a due stelle il mio voto. Purtroppo non basta avere uno stile sopraffino e un ottimo worldbuilding per ottenere un buon romanzo, anche il saper raccontare una storia che vale la pena di essere letta, e francamente il Tensorato, a mio modesto parere, aveva un discreto potenziale che si è dimostrato non all'altezza. Ci sono idee molto carine ma troppo confusionarie che spesso mi hanno indotta a dover rileggere più volte un intero capitolo perchè pensavo di non aver compreso bene –specialmente col primo volume che dovrebbe essere maggiormente esplicativo e invogliare alla continuazione della serie–.
E' stata davvero molto dura raggiungere la fine perchè il tutto è scandito da una lentezza indicibile; Neon Yang ha le capacità ma non si impegna, diciamo così: conosce la teoria ma a metterla in pratica è mancante.
Abche la traduzione potrebbe aver contribuito al fare di questo libro un parziale buco nell'acqua: ancora ho gli incubi per quei soggetti al singolare e i verbi al plurare. Perchè ci fate questo, traduttori? Perchè?
Però sì, alla fine ho voluto comunque dargli tre stelle su cinque per il semplice fatto che tecnicamente ci sono tutte le carte in regola perchè sia un buon trampolino di lancio: non è come la Rogerson che mi ha fatto desistere dal prendere qualsiasi altro romanzo scritto da lei, sono convinta che Neon abbia le capacità per sfornare un romanzo che possa superare quest'opera; quindi, chi lo sa, magari fra qualche anno tornerò a leggere qualcosa scritto da lui e potrò finalmente dire se è o meno un caso editoriale. Al momento, basandomi su Il Tensorato, la mia risposta è no, ma sono positiva all'idea di poter vedere che cosa tirerà fuori dal cilindro.
Consiglierei questo libro a chi ama le narrazioni lente e ben articolate, a chi aspetta da molto un romanzo particolare e con la presenza di relazioni saffiche, a chi cerca un worldbuilding complesso e, perchè no, a chi vuole vedere se è effettivamente così pessimo come dico.














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