Nell'uomo giace quieta la più potente forza del mondo, la sostanza della ragion pura. Proprio come una freccia tesa scoccata da una mano sicura che colpisce il bersaglio, così la sostanza della ragion sopita può essere tesa alla corda dell'arco della volontà e scoccata dalla mano della conoscenza. La forza della conoscenza sprigionata è immensa
Titolo: Aelita
Autore: Aleksej N. Tolstoj
Editore: Agenzia Alcatraz
Pagine: 216
Trama: Unione Sovietica. Subito dopo la fine della guerra civile, il solitario ma geniale ingegnere Los' decide di costruire un razzo per raggiungere il Pianeta Rosso. L'uomo, però, non ha intenzione di imbarcarsi da solo in questo primo e pericoloso viaggio spaziale. Pertanto, appende per le vie di Pietrogrado degli annunci per cercare qualcuno disposto ad accompagnarlo in questa rischiosa missione interplanetaria. A rispondere alla chiamata è il militare veterano dell'Armata Rossa Gusev, oramai ritirato a causa del sopirsi degli spargimenti di sangue in conseguenza alla fine della Rivoluzione. I due partono quindi a bordo della navicella a forma di uovo ideata da Los' e riescono ad approdare su Marte, dove vengono in contatto con gli abitanti del pianeta. La civiltà marziana, costituita da esseri simili ai terrestri – nonostante siano di statura leggermente più bassa e con un colore della pelle blu cinereo – è intelligente e avanzata dal punto di vista tecnologico. Tuttavia, è presente un grosso divario sociale fra la classe dominante e quella lavoratrice, reminiscenza delle prime fasi di quel capitalismo che imperava sulla Terra prima della Rivoluzione. Da qui una serie di avvenimenti sconvolgerà la vita dei due astronauti russi...
Introduzione
Sono sempre alla ricercare di titoli sconosciuti e interessanti dei miei generi letterari preferiti, Aelita è uno di questi: fui subito tentata qualche anno fa quando mi imbattei in questo titolo e lo cercai in lungo e in largo, trovandolo finalmente pubblicato e curato da Agenzia Alcatraz.
Aelita è un classico della letteratura fantascientifica, il suo scrittore, Tolstoj, fu bollato dalla critica per il suo stile eccessivo e carico di erotismo –alcuni lo definirono addirittura pornografico–.
Se siete appassionati di sci-fi e mondi alieni, questo romanzo è di certo una pietra miliare per tutti coloro che amano la fantascienza di tipo vintage: io ne sono comunque riuscita ad apprezzare la semplicità dell'idea, non so se lo infilerei in un'ipotetica lista di must read della fantascienza, ma è di certo uno di quei libri che è necessario citare per capire meglio il panorama di questo genere.
Stile
Lo stile degli scrittori russi, generalmente, non mi fa impazzire ed anche Aelita rientra in questa sfera: non sono una persona che decide di fermarsi, di solito continuo a cercare un autore di una nazionalità o di un genere che proprio non riesco a farmi piacere. Nel caso di Aelita non è stato così: trovo che Tolstoj faccia troppi voli pindarici e di concreto non mi abbia lasciato davvero nulla, però ho trovato delle idee niente male, sebbene tutte ispirate al panorama cristiano. Sicuramente, per il periodo storico in cui è stato scritto, è stato una vera chicca –lo è tuttora, in realtà –, visionaria e avveniristica (quantomeno in alcuni tratti).
Il fatto che sia lento, a volte eccessivamente, e che per lunghi tratti non succeda davvero niente di eclatante, non ci sia un vero e proprio colpo di scena, lo ammetto: ha annoiato abbastanza, ma non abbastanza da non volerlo finire; in qualche modo, l'amore tra Aelita e Los mi è piaciuto moltissimo, il rapporto che loro due hanno instaurato è stato quel presupposto che mi ha fatto continuare a leggere.
Fra l'altro, ho sempre avuto qualche problema coi classici: mi impongo sempre di leggerli e, nella maggior parte dei casi, non mi prendono come vorrei; questo è il caso anche di Aelita, ma non lo considero per forza un brutto libro; al contrario, penso sia uno di quei pochi esempi da prendere e leggere per comprendere meglio le basi del genere sci-fi, sebbene oggi non ci soffermiamo più sulle ambientazioni marziane e andiamo molto più oltre, e nonostante qui ci troviamo ancora in un universo a noi conosciuto e non tanto distanti dalla Terra, è comunque una visione molto fantasiosa per gli anni in cui è stato scritto.
I marziani di Tolstoj mi hanno ricordato molto le Asari di Mass Effect, almeno fisicamente: entrambe le razze hanno la pelle di colore blu e una società ben sviluppata e tecnologicamente avanzata.
Non posso dire che sia un libro che non mi sia piaciuto, non è fra le mie scelte letterarie migliori dell'anno ma è uno di quei libri che consiglierei a chi si immerge nel genere della fantascienza per la prima volta: come tutti i russi è da comprendere e da pazientare, ho sempre trovato che lo stile dei russi non sia facile e non sia per tutti, specialmente per me che ho fatto l'ennesimo buco nell'acqua.
Caratterizzazione dei personaggi
Eccetto i due personaggi principali, non ho notato una gran caratterizzazione nei personaggi, a dire la verità : questo mi ha ricordato moltissimo lo stile di Dick, anche lui concentra tutto sulla storia e riduce all'osso la personalità dei personaggi che diventano per la maggior parte del tempo delle macchiette con cui non si riesce ad empatizzare. Ecco, anche Tolstoj fa più o meno lo stesso ragionamento –e anche una pseudo-propaganda sul comunismo?–. Come per i romanzi di Dick, questo romanzo si concentra maggiormente sulla sua storia e sul world-building che gira attorno alla storia.
Non riuscirei a parlare molto di ciò che mi hanno lasciato i personaggi o sulla loro caratterizzazione, perchè come ho detto è ridotta molto all'osso, però sui tre personaggi principali posso descrivervi brevemente come li ho trovati.
E' vero che non troviamo chissà quale caratterizzazione, però Los è l'esempio lampante che non tutti i personaggi tendono a essere messi in ombra da personaggi secondari più carismatici –se levi la personalità ad ogni personaggio che non abbia un peso nella trama, il protagonista diventerà improvvisamente interessante–. Los è un personaggio tormentato dal dolore, ma anche dalla sete di conoscenza e, successivamente, dal suo grande amore per Aelita. Più andrà avanti e più la sua sete di conoscenza si annullerà , arrivando a distruggere bene o male, quella sua voglia di scoperta, a desiderare di fuggire, di salvarsi, di riconsiderare tutti i presupposti che aveva fatto all'inizio riguardo Marte.
Gusev è un personaggio che inizialmente mi ha disgustato parecchio e mi ha lasciato davvero con quel senso di disgusto fino alla fine: un po' perchè lo trovavo molesto, che allungava le mani, anche un po' viscido se posso essere sincera, ma con l'andare del tempo l'ho considerato anche un po' invasato, violento, un personaggio alquanto tossico che non capisco come un lettore ci potrebbe empatizzare. Non ho provato molta simpatia per lui, lo ammetto: non ho cambiato idea nemmeno dopo aver fatto passare tutti questi giorni e francamente, non penso che ritornerò sui miei passi: non amo molto i personaggi che possiedono questo macismo tossico, però ne comprendo l'esigenza di porre un personaggio del genere in un contesto come questo.
E poi ci sta Aelita: parte molto bene e verso la fine perde quel mordente. Viene raffigurata questa figura che inizialmente era saggia, più simile ad una divinità , e via via perde di forza e diventa fragile, una creatura da proteggere. La sua figura, principalmente, è comunque importante: è colei che rende comprensibile il linguaggio di Marte ai protagonisti, è l'amante di Los e una delle cause dello sfacelo di Marte, ma non direttamente almeno.
Riassumendo...
Non lo classifico come uno di quei libri che mi hanno entusiasmata o intrattenuta particolarmente bene, ma è un classico della fantascienza che sicuramente va scoperto, anche per comprendere meglio il panorama di questo genere letterario che ha ancora molto da dare e che, spesso, viene ignorato.
E' anche un genere piuttosto difficile da costruire e da presentare: onestamente, potrei contare davvero pochissimi romanzi sci-fi che mi hanno davvero catturata, ma se dovessimo partire da zero e dovessimo stilare una lista di libri da cui iniziare, direi che questo è uno di quelli –specialmente se intendiamo concentrarci sullo space sci-fi–.
Tra l'altro, di Aelita hanno fatto una trasposizione nel 1924 in bianco e nero di cui ho postato le foto in questa recensione: se avete il gusto per il vintage, allora dovreste recuperare anche il film perchè è considerato un must del cinema in bianco e nero.
Se siete alla ricerca, come me, di libri nascosti e titoli sconosciuti, allora Aelita è una perla da riscoprire –se poi amata Philip K. Dick, allora sappiate che Tolstoj è la sua variante russa–.
Ringrazio Agenzia Alcatraz per avermi dato la possibilità di leggere e recensire questo classico della fantascienza













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