La vita non è altro che un videogioco difficilissimo e tremandamente sbilanciato.
E, a volte, quando pensi di essere arrivato alla fine, ti ritrovi di colpo all'inizio di un nuovo livello. Un livello che non avevi mai visto prima.
E non puoi far altro che continuare a giocare. Perchè il gioco della tua vita non è ancora finito. E non c'è modo di sapere dove arriverai, cosa potrei, o chi incontrerai al tuo arrivo.
E, a volte, quando pensi di essere arrivato alla fine, ti ritrovi di colpo all'inizio di un nuovo livello. Un livello che non avevi mai visto prima.
E non puoi far altro che continuare a giocare. Perchè il gioco della tua vita non è ancora finito. E non c'è modo di sapere dove arriverai, cosa potrei, o chi incontrerai al tuo arrivo.
Titolo: Ready Player Two
Autore: Ernest Cline
Editore: Mondadori
Pagine: 372
Trama: Pochi giorni dopo aver vinto la gara voluta da James Halliday, il fondatore di OASIS, Wade Watts fa una scoperta che potrebbe trasformare radicalmente l’esistenza di tutti. Nascosto in uno dei caveau di Halliday, e che attende solo di essere trovato dal suo erede, c’è un dispositivo tecnologico che, ancora una volta, potrebbe cambiare il mondo, rendendo OASIS mille volte più straordinario (e in grado di generare una dipendenza ben maggiore) di quanto lo stesso Wade possa aver mai sognato. Ben presto arrivano però anche un nuovo indovinello, una nuova missione – un ultimo Easter egg di Halliday, che potrebbe condurre a un non meglio precisato premio – e un inaspettato nuovo rivale, incredibilmente potente e pericoloso. Uno che, per ottenere ciò che vuole, sarebbe disposto a uccidere milioni di individui. Affettuosamente nostalgico, sfrenatamente originale come solo Ernest Cline poteva immaginarlo, Ready Player Two ci trascina in una nuova avventura ricca di azione, fantasia e divertimento all’interno del suo amatissimo universo virtuale, proiettandoci così, ancora una volta in modo spettacolare, nel futuro.
Introduzione
Provai un'intensa reazione fisica al sorriso e allo sguardo di Og, che mi diede un'idea di quanto profondamente Kira lo amasse. Era la stessa sensazione che mi provocava il sorriso di Samantha: una profonda devastazione interna
Ritorno sugli schermi dopo aver finalmente finito Ready Player Two, questo sequel di cui forse avevamo bisogno o no? A questa domanda risponderò più tardi, ma vi basti sapere che anche in questo sequel troverete una caccia al tesoro, troverete molti personaggi cambiati, e se vi è piaciuto il suo prequel ci terrei a precisare che è meglio partire con aspettative meno cariche di quando abbiamo iniziato il primo.
Anche in questo nuovo capitolo ci troviamo sempre ad Oasis, con nuove tecnologiche, con i nostri Altissimi Cinque ormai divenuti multi-miliardari e super famosi, nuovi personaggi si faranno strada in questa nuova avventura, nuovi e vecchi nemici faranno il loro ingresso, e vi saranno anche qualche tira e molla –perchè agli autori piace far del male ai propri personaggi, anche se Ernest Cline gestisce le rotture in maniera forse un po' troppo sbrigativa per poi ripensarci subito dopo–.
Consiglio la lettura? Assolutamente sì, anche solo per divertirsi a vedere che cosa ha pensato il vecchio Cline in questo nuovo capitolo.
Stile
Ma quindi: avevamo bisogno di questo sequel o no? Potrei rispondervi in due modi: sì, perché io sono sempre curiosa di vedere come i nostri personaggi abbiano continuato le loro vite, e no, perché per il suo susseguirsi è un sequel piacevole ma nulla di necessario. Non fa alcuna differenza e a mio parere ha persino rovinato un po' di quello che era il bello del mondo di Oasis e dintorni. Ciò nonostante è piacevole, nulla di entusiasmante, ma soprattutto non aggiunge chissà quale contenuto extra alla storia di Ready Player One.
Questo libro, tuttavia, contiene uno degli epiloghi più belli che ho trovato in questi anni, è riuscito davvero a commuovermi, non tanto per la scena in sé, quanto per il contenuto di alcune frasi che le ho trovate alquanto toccanti. Purtroppo, anche qui Cline in molti punti sembra che vada costantemente di fretta, non riesce a far godere delle particolari scene al lettore, mentre magari allunga quelle che, a mio parere, si sono rivelate delle parti parecchio noiose, come ad esempio il mondo di Prince che è esageratamente prolisso, mentre la missione ispirata alla Terra di Mezzo completamente minimizzata. Anche moltissimi dei personaggi sono peggiorati, e vi spiegherò anche perchè: non ho capito ancora perchè aggiungere ulteriori personaggi quando non hanno chissà quale elevata rilevanza e mi sembrano essere creati per il solo gusto di arredare. Se avete letto fino a qui penserete che questo sequel non mi sia piaciuto affatto, ma in realtà devo dire che mi aspettavo molto di peggio: non è al pari del suo predecessore, ma non è malvagio e l'ho trovato alquanto piacevole, con alcuni colpi di scena niente male, magari meno scorrevole dell'altro perchè a volte mi sono ritrovata a pensare Ma quanto andrà avanti ancora questo capitolo?, ma per il resto è un prodotto godibile, anche se nonostante tutto a mio parere non vale il prezzo di copertina. Se si lascia stare il suo essere spesso sbrigativo in determinati contesti e assurdo nella psicologia di alcuni personaggi –che spiegherò appena qua sotto–, è un prodotto che si merita il voto che io ho dato su Goodreads e sicuramente non si merita le due stelle che molti altri gli hanno dato –ancora rimango sbigottita del fatto che un libro come questo sia valutato tre stelle e mezzo e libri come Sorcery of Thorns raggiungono le quattro stelle e ventisette, ma come si suol dire, i gusti son gusti e non si discutono–.
Questo libro, tuttavia, contiene uno degli epiloghi più belli che ho trovato in questi anni, è riuscito davvero a commuovermi, non tanto per la scena in sé, quanto per il contenuto di alcune frasi che le ho trovate alquanto toccanti. Purtroppo, anche qui Cline in molti punti sembra che vada costantemente di fretta, non riesce a far godere delle particolari scene al lettore, mentre magari allunga quelle che, a mio parere, si sono rivelate delle parti parecchio noiose, come ad esempio il mondo di Prince che è esageratamente prolisso, mentre la missione ispirata alla Terra di Mezzo completamente minimizzata. Anche moltissimi dei personaggi sono peggiorati, e vi spiegherò anche perchè: non ho capito ancora perchè aggiungere ulteriori personaggi quando non hanno chissà quale elevata rilevanza e mi sembrano essere creati per il solo gusto di arredare. Se avete letto fino a qui penserete che questo sequel non mi sia piaciuto affatto, ma in realtà devo dire che mi aspettavo molto di peggio: non è al pari del suo predecessore, ma non è malvagio e l'ho trovato alquanto piacevole, con alcuni colpi di scena niente male, magari meno scorrevole dell'altro perchè a volte mi sono ritrovata a pensare Ma quanto andrà avanti ancora questo capitolo?, ma per il resto è un prodotto godibile, anche se nonostante tutto a mio parere non vale il prezzo di copertina. Se si lascia stare il suo essere spesso sbrigativo in determinati contesti e assurdo nella psicologia di alcuni personaggi –che spiegherò appena qua sotto–, è un prodotto che si merita il voto che io ho dato su Goodreads e sicuramente non si merita le due stelle che molti altri gli hanno dato –ancora rimango sbigottita del fatto che un libro come questo sia valutato tre stelle e mezzo e libri come Sorcery of Thorns raggiungono le quattro stelle e ventisette, ma come si suol dire, i gusti son gusti e non si discutono–.
Caratterizzazione dei personaggi
Wade Watts è un sottone: non venitemi a dire che è innamorato, perché anche una persona innamorata dopo qualche anno si rompe le scatole di sentire le aberrazioni mentali degli ex, ma Wade Watts no, perché nonostante Samantha continui ad essere una stronza di proporzioni cosmiche, lui la ama anche quando lo insulta nei peggiori modi che si possano immaginare e diventa anche più insopportabile più si continua la lettura del romanzo.
Signor Cline, questa cosa è alquanto irrealistica, dal mio punto di vista: nessun essere umano dovrebbe tollerare il comportamento di una persona, specialmente se si è stati insieme due settimane e non due anni –già più plausibile–.
Signor Cline, questa cosa è alquanto irrealistica, dal mio punto di vista: nessun essere umano dovrebbe tollerare il comportamento di una persona, specialmente se si è stati insieme due settimane e non due anni –già più plausibile–.
Oltretutto, Samantha passa dall'essere il personaggio più odioso e antipatico della storia all'eroina di Ready Player One in uno schiocco di dita, e il lettore deve pure accettarlo perché è così e basta. Nemmeno da sottolineare che ho continuato a trovarla arrogante, noiosa e l'ho odiata ancora di più: se c'è una cosa che a me non frega è il cambiamento repentino dei personaggi, e qui abbiamo la sagra del a volte ritornano, tanto per non farci mancare nulla.
Puntavo ad Aech, che era stato un personaggio che avevo amato all'estremo nel precedente romanzo, ma anche lei sembra aver subito l'influsso malefico del politically correct e mi è scaduta nel ridicolo con vari accenni al razzismo inesistente che sembrerebbe perseguitare le opere di Tolkien. Pessima scelta, davvero, signor Cline.
Shoto relegato al ruolo di spalla comica, perché sì, ne serviva una, ma a parte un paio di battute anche lui diviene, purtroppo, il bellissimo complemento di arredo di questo libro, assieme ad una nuova e innocente cotta di Wade e ai suoi quattro scagnozzi.
Ammetto, citando la cotta di Wade, che speravo che riuscisse a sbaragliare quell'insulso sentimento che Wade provava per Samantha, perché quantomeno lei, come personaggio, era davvero uno di quegli elementi che ti fa realizzare quanto effettivamente potrebbe cambiare in meglio la storia, ma Cline ce la fa solo annusare e così ci ritroviamo con il cuore a pezzi e una delusione cocente a livello di ship. Male, malissimo.
Shoto relegato al ruolo di spalla comica, perché sì, ne serviva una, ma a parte un paio di battute anche lui diviene, purtroppo, il bellissimo complemento di arredo di questo libro, assieme ad una nuova e innocente cotta di Wade e ai suoi quattro scagnozzi.
Ammetto, citando la cotta di Wade, che speravo che riuscisse a sbaragliare quell'insulso sentimento che Wade provava per Samantha, perché quantomeno lei, come personaggio, era davvero uno di quegli elementi che ti fa realizzare quanto effettivamente potrebbe cambiare in meglio la storia, ma Cline ce la fa solo annusare e così ci ritroviamo con il cuore a pezzi e una delusione cocente a livello di ship. Male, malissimo.
Riassumendo...
Comprendo francamente la delusione dei fan: non è bello quanto il primo, ma non è nemmeno una schifezza, anzi: io l'ho trovato abbastanza godibile, più di tante ciofeche che ci hanno proposto quest'anno, ed è una lettura leggera, nonostante sia un sequel che poteva comunque non esserci, tutto sommato, ma c'è e ce lo facciamo andare bene.
Trovo che sia molto più deludente il film di Ready Player One che, a ben vedere, a mio parere è molto più grave di un sequel un po' raffazzonato: mi chiedo ancora che libro abbia letto Steven Spielberg visto che non vi è niente di quello che Cline aveva scritto nel suo libro. Quindi, mi chiedo come possa essere stato apprezzato quel film che non ha praticamente nulla del mondo di Oasis e non questo sequel che è sicuramente un prodotto meno lasciato al caso del film di Spielberg.
Io lo consiglierei, specialmente se avete deciso di iniziare e finire la duologia, specialmente se pensate che quel film vi sia piaciuto –ve lo assicuro, il libro è davvero una goduria a confronto– e se anche voi sognate una Oasis.
Ringrazio Mondadori per questo viaggio fantastico, come sempre.















Nessun commento:
Posta un commento