Sai di esserti incasinato la vita quando tutto il tuo mondo finisce in merda e l'unica persona con cui puoi parlare è il tuo system agent software
Titolo: Ready Player One
Autore: Ernest Cline
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Trama: 2044. Crisi ambientale e disuguaglianze sociali hanno reso il pianeta un brutto posto in cui vivere. Per il giovane Wade l'unica possibile evasione è l'universo virtuale di OASIS. Un gioco. Una caccia al tesoro. Una fortunata lotteria… o molto di più?
Introduzione
Vidi Ready Player One non appena uscì in dvd: non lo apprezzai forse come dovevo, non lo trovai un prodotto eccelso visto da chi era stato diretto –Steven Spielberg, un nome a caso (?)– ma decisi comunque di leggere il libro, il quale è stato rinchiuso nella mia libreria digitale a "prendere polvere", finché non mi è capitata l'opportunità di rileggerlo in vista dell'uscita del suo seguito, Ready Player Two. E devo dire che, a differenza del film, il libro l'ho apprezzato veramente.
Ready Player One è uno young adult di genere sci-fi ambientato nel 2044 per la maggior parte su OASIS, il videogioco a realtà aumentata che tutto il mondo sembra apprezzare e che è visto come ancora di salvezza e luogo sicuro per gente come Wade Watts, il protagonista. Wade è un gunter, ossia un egg hunter, un cacciatore dell'egg che Halliday, creatore di OASIS, ha nascosto, dando vita alla caccia dopo la sua morte: chi troverà l'egg, diverrà il nuovo signore di OASIS. Onestamente, non so chi abbia scritto la quarta di copertina dell'attuale edizione di questo libro, ma trovo che sia abbastanza fuorviante: insomma, non esiste nessuna lotteria, è una caccia al tesoro con indizi che richiamano alla cultura pop e nerd anni 80, perciò se siete amanti degli anni 80, allora Ready Player One è sicuramente il libro che fa per voi.
Ready Player One è uno young adult di genere sci-fi ambientato nel 2044 per la maggior parte su OASIS, il videogioco a realtà aumentata che tutto il mondo sembra apprezzare e che è visto come ancora di salvezza e luogo sicuro per gente come Wade Watts, il protagonista. Wade è un gunter, ossia un egg hunter, un cacciatore dell'egg che Halliday, creatore di OASIS, ha nascosto, dando vita alla caccia dopo la sua morte: chi troverà l'egg, diverrà il nuovo signore di OASIS. Onestamente, non so chi abbia scritto la quarta di copertina dell'attuale edizione di questo libro, ma trovo che sia abbastanza fuorviante: insomma, non esiste nessuna lotteria, è una caccia al tesoro con indizi che richiamano alla cultura pop e nerd anni 80, perciò se siete amanti degli anni 80, allora Ready Player One è sicuramente il libro che fa per voi.
Stile
Passiamo invece alle cose più serie, ossia allo stile del libro: Ready Player One non si distingue per lo stile di scrittura, che trovo non sia particolarmente eccelso, ma più per la sua creatività e originalità nel pensare a tecnologie avanzate e dargli persino un nome. Non è la prima volta che mi imbatto in una trama del genere, ma sicuramente ha dato vita a moltissime altre idee che si sono sviluppate in seguito: sono una fan dei libri che si sviluppano su videogiochi fittizi, o semplicemente su giochi veri e propri, quindi ne sono rimasta davvero attratta.
Un punto a favore di questo romanzo è la sua scorrevolezza: i capitolo scorrono a velocità impressionante, le pagine vengono divorate in poco tempo e si ha sempre voglia di vedere che cosa accadrà , per quanto sappiamo già dal prologo come andrà a finire perché Cline ama fare spoiler del suo romanzo, ma ne vale senz'altro la pena, sebbene alcune cose siano totalmente prevedibili.
Un punto a favore di questo romanzo è la sua scorrevolezza: i capitolo scorrono a velocità impressionante, le pagine vengono divorate in poco tempo e si ha sempre voglia di vedere che cosa accadrà , per quanto sappiamo già dal prologo come andrà a finire perché Cline ama fare spoiler del suo romanzo, ma ne vale senz'altro la pena, sebbene alcune cose siano totalmente prevedibili.
L'ho trovata una lettura senz'altro piacevole, è un libro che consiglierei senz'altro a chi ha il blocco del lettore, nonostante la mole possa spaventare –sono quasi 500 pagine, ahimè– e mi premurerò di rivedere a breve il film, di cui tra l'altro ricordo poco o niente, e dopo una lettura del genere, ho bisogno di vedere trasposto tutto ciò che ho letto.
In ogni caso, ha rispettato le mie aspettative, non mi aspettavo di certo un capolavoro –perché non lo è–, ma intrattiene molto bene, fa il suo lavoro, e per me è promosso, ma magari non a pieni voti per i punti che ho già citato e per il fatto che avrei preferito un finale più articolato e meno raffazzonato come invece è, perché negli ultimi capitoli succede un po' tutto troppo in fretta, tutto troppo facilmente e ci ritroviamo con una situazione già chiara ed esplicata all'inizio, ma che magari noi aspettavamo già da svariato tempo e che ci immaginavamo un attimo più avvincente: invece, no, e forse è la parte che ho trovato alquanto deludente –un po' come i finali di Murakami, ma quantomeno Cline riesce a chiudere tutti i mille punti che apre–. Un altro punto che trovo fortemente fastidioso è la facilità con cui i personaggi si divincolano da situazioni molto pericolose, come se davvero fosse facile hackerare un sistema completamente blindato semplicemente trovando nel dark web il materiale che gli interessa, fregare multinazionali e cose del genere: Ernest Cline, non la stai semplificando un po' troppo? Trovo alquanto irrealistico che una multinazionale del genere da lui descritto potrebbe mai rischiare di mettere a repentaglio la sua reputazione soltanto per cinque ragazzini molto intelligenti. Ripeto: ci sono dettagli che ho trovato totalmente assurdi e completamente fuori luogo e che dovevano funzionare a livello di trama –ci sta, ma li trovo comunque irrealistici–, perchè a mio parere sarebbe potuto funzionare comunque senza dover inventare troppo.
In ogni caso, ha rispettato le mie aspettative, non mi aspettavo di certo un capolavoro –perché non lo è–, ma intrattiene molto bene, fa il suo lavoro, e per me è promosso, ma magari non a pieni voti per i punti che ho già citato e per il fatto che avrei preferito un finale più articolato e meno raffazzonato come invece è, perché negli ultimi capitoli succede un po' tutto troppo in fretta, tutto troppo facilmente e ci ritroviamo con una situazione già chiara ed esplicata all'inizio, ma che magari noi aspettavamo già da svariato tempo e che ci immaginavamo un attimo più avvincente: invece, no, e forse è la parte che ho trovato alquanto deludente –un po' come i finali di Murakami, ma quantomeno Cline riesce a chiudere tutti i mille punti che apre–. Un altro punto che trovo fortemente fastidioso è la facilità con cui i personaggi si divincolano da situazioni molto pericolose, come se davvero fosse facile hackerare un sistema completamente blindato semplicemente trovando nel dark web il materiale che gli interessa, fregare multinazionali e cose del genere: Ernest Cline, non la stai semplificando un po' troppo? Trovo alquanto irrealistico che una multinazionale del genere da lui descritto potrebbe mai rischiare di mettere a repentaglio la sua reputazione soltanto per cinque ragazzini molto intelligenti. Ripeto: ci sono dettagli che ho trovato totalmente assurdi e completamente fuori luogo e che dovevano funzionare a livello di trama –ci sta, ma li trovo comunque irrealistici–, perchè a mio parere sarebbe potuto funzionare comunque senza dover inventare troppo.
Caratterizzazione dei Personaggi
I personaggi penso sia uno degli aspetti che attraggono di più di questo libro: sono dinamici, si riesce ad empatizzare facilmente con loro e ci si trova subito a simpatizzare o ad odiare per l'uno o per l'altro.
Wade, il protagonista, è caratterizzato alquanto bene, eccetto per il fatto che Cline spesso gli esagera parecchie abilità , facendolo divenire un hacker capacissimo e uno stratega coi controfiocchi –e quegli hacker che hanno bypassato il pentagono si spostino proprio–, senza mai spiegare come abbia fatto a diventarlo, visto che si rincoglionisce per un capitolo sì e l'altro pure; quindi, diciamo che la mancanza di coerenza principalmente io l'ho vista più su Wade che sugli altri.
Art3mis è, invece, un personaggio che bisognerebbe odiarlo dalla prima volta che viene nominata –per chi leggerà Ready Player Two, credetemi: non dico queste cose a caso, capirete meglio quando leggerete anche il seguito e mi ringrazierete di avervi messo in guardia–: personalmente l'ho trovata odiosa, spocchiosa e terribilmente antipatica; insomma, è alquanto incredibile che uno come Wade si sia potuto innamorate di una così (specialmente all'inizio di Ready Player Two ho riconfermato quanto ho appena detto). Art3mis è un'approfittatrice, per quanto Cline ce la voglia mostrare sotto il punto dell'eroina nerd quale non è, perché si serve di Wade quando le fa più comodo e poi svanisce, non è mai d'accordo con lui, è snervante... Potrei continuare svariato tempo a nominare tutti i peggiori difetti di Art3mis ma penso che leggendo il sequel ve ne rendereste conto anche voi.
Ma arriviamo ad Aech, che io sin dall'inizio ho considerato non solo il miglior personaggio del libro, ma anche quello che ti lascia veramente con un plot twist molto curioso da scoprire: la sua identità . E qua mi fermo, ma vi dico soltanto che verrete letteralmente conquistati dalla verve di Aech e del suo sorriso da stregatto, al che vi chiederete come può essere Wade il protagonista se messo al fianco di un personaggio come Aech (che fra l'altro è il suo migliore amico).
Shoto e Daito hanno un ruolo marginale per buona parte del libro, ma ci si riesce abbastanza ad affezionare ad entrambi –maggiormente a Shoto per causa di forze maggiori–, anche se trovo che abbia voluto per forza stereotipare il loro essere giapponesi con gli avatar con fattezze da samurai: ok, i giapponesi sono molto legati alle loro tradizioni, ma si potrebbe spaziare davvero molto nella loro cultura, e non per forza rimanere fossilizzati per forza sui samurai –non esistono solo quelli nella storia del Giappone, senza considerare il loro folklore è vastissimo–.
Infine, voglio solo precisare che ho apprezzato la IOI come nemesi dei nostri Altissimi Cinque, e in particolare Sorrento che ha dimostrato di essere un uomo pronto a tutto pur di arrivare al suo obiettivo, anche ammazzare gente che faceva parte della sua fazione.
Insomma, ce ne è davvero per tutti, a volte riusciamo a sfiorare il Gary Stu, ma ci ripigliamo con sagacia.
Wade, il protagonista, è caratterizzato alquanto bene, eccetto per il fatto che Cline spesso gli esagera parecchie abilità , facendolo divenire un hacker capacissimo e uno stratega coi controfiocchi –e quegli hacker che hanno bypassato il pentagono si spostino proprio–, senza mai spiegare come abbia fatto a diventarlo, visto che si rincoglionisce per un capitolo sì e l'altro pure; quindi, diciamo che la mancanza di coerenza principalmente io l'ho vista più su Wade che sugli altri.
Art3mis è, invece, un personaggio che bisognerebbe odiarlo dalla prima volta che viene nominata –per chi leggerà Ready Player Two, credetemi: non dico queste cose a caso, capirete meglio quando leggerete anche il seguito e mi ringrazierete di avervi messo in guardia–: personalmente l'ho trovata odiosa, spocchiosa e terribilmente antipatica; insomma, è alquanto incredibile che uno come Wade si sia potuto innamorate di una così (specialmente all'inizio di Ready Player Two ho riconfermato quanto ho appena detto). Art3mis è un'approfittatrice, per quanto Cline ce la voglia mostrare sotto il punto dell'eroina nerd quale non è, perché si serve di Wade quando le fa più comodo e poi svanisce, non è mai d'accordo con lui, è snervante... Potrei continuare svariato tempo a nominare tutti i peggiori difetti di Art3mis ma penso che leggendo il sequel ve ne rendereste conto anche voi.
Ma arriviamo ad Aech, che io sin dall'inizio ho considerato non solo il miglior personaggio del libro, ma anche quello che ti lascia veramente con un plot twist molto curioso da scoprire: la sua identità . E qua mi fermo, ma vi dico soltanto che verrete letteralmente conquistati dalla verve di Aech e del suo sorriso da stregatto, al che vi chiederete come può essere Wade il protagonista se messo al fianco di un personaggio come Aech (che fra l'altro è il suo migliore amico).
Shoto e Daito hanno un ruolo marginale per buona parte del libro, ma ci si riesce abbastanza ad affezionare ad entrambi –maggiormente a Shoto per causa di forze maggiori–, anche se trovo che abbia voluto per forza stereotipare il loro essere giapponesi con gli avatar con fattezze da samurai: ok, i giapponesi sono molto legati alle loro tradizioni, ma si potrebbe spaziare davvero molto nella loro cultura, e non per forza rimanere fossilizzati per forza sui samurai –non esistono solo quelli nella storia del Giappone, senza considerare il loro folklore è vastissimo–.
Infine, voglio solo precisare che ho apprezzato la IOI come nemesi dei nostri Altissimi Cinque, e in particolare Sorrento che ha dimostrato di essere un uomo pronto a tutto pur di arrivare al suo obiettivo, anche ammazzare gente che faceva parte della sua fazione.
Insomma, ce ne è davvero per tutti, a volte riusciamo a sfiorare il Gary Stu, ma ci ripigliamo con sagacia.
Riassumendo...
Ready Player One è una lettura leggera e piuttosto scorrevole che non annoia mai, non troverete un capitolo che davvero vi farà pensare "Che noia" ed è piuttosto dinamico e pieno di suspense, magari un po' semplicistico in alcuni punti ma del tutto godibile.
Se siete, perciò, appassionati di fantascienza, amate la cultura anni 80, siete appassionati di videogiochi e vi sentite un po' nerd, allora questo è libro che fa per voi.
Come ho affermato all'inizio, lo consiglierei senz'altro a chi è nel blocco del lettore, perché riuscirà senz'altro a sbloccarvi, ma anche a chi non è pratico del genere fantascientifico e vuole un po' ampliare i propri orizzonti.
Se siete, perciò, appassionati di fantascienza, amate la cultura anni 80, siete appassionati di videogiochi e vi sentite un po' nerd, allora questo è libro che fa per voi.
Come ho affermato all'inizio, lo consiglierei senz'altro a chi è nel blocco del lettore, perché riuscirà senz'altro a sbloccarvi, ma anche a chi non è pratico del genere fantascientifico e vuole un po' ampliare i propri orizzonti.
Su Ready Player Two non posso ancora esprimermi del tutto, ma spero di poter pubblicare al più presto la recensione dopo averlo finito perché è una serie che sto apprezzando davvero molto, magari non tra le più eccelse, ma sicuramente tra quelle che sono riusciti a coinvolgermi maggiormente.
Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere questa serie in anteprima














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