Il mallo verde di Sandra Colomberotto

 




Titolo: Il mallo verde
Autore: Sandra Colomberotto
Editore: Giovane Holden Edizioni
Pagine: 128
TramaAlla notizia della scomparsa della nonna Assunta, quattro sorelle accompagnano la loro mamma nel paesino sperduto nella campagna intorno a Benevento dove viveva l'anziana. Sono donne molto diverse tra loro, abituate alla vita frenetica e concreta della grande città. Nella casa della nonna hanno passato la loro infanzia, e i ricordi hanno un gusto dolceamaro. Ma quella è anche una terra intrisa di antiche leggende ancora radicate nel profondo. Come quelle sulle janare, le misteriose streghe della tradizione contadina. Se ne rende bene conto Danila, che spinta forse solo dal caso o forse da qualche gioco del destino, fa delle curiose scoperte rovistando tra gli oggetti appartenuti a Assunta. Ecco che trova un ciondolo con un albero di noce, simbolo del legame tra il reale e il sovrannaturale, e un misterioso unguento dal profumo insopportabile. E in un attimo, la ragazza si ritrova in cielo, a volare sopra i tetti e sopra i campi, libera ed esterrefatta. Ma come è possibile? Quale segreti si nascondono nella storia di sua nonna? E che parte ha lei nel mito oscuro delle janare? Da lì in poi, la vita di Danila prende una piega del tutto imprevedibile, e i luoghi che hanno ospitato i suoi sogni candidi di bambina divengono teatro di un nuovo, incredibile capitolo. Là non troverà solo la magia, perché dietro uno sguardo speciale, per lei ci sarà pure un inaspettato e travolgente amore. Ma non sarà affatto semplice venire a capo di tutta la faccenda, perché gli accadimenti la metteranno alla prova, e la curiosità dovrà scontrarsi col bigottismo della gente impaurita.


Introduzione
Mi è sempre piaciuto il folklore, adoro scoprire leggende di altri paesi, le origini e le radici che permeano in una terra, e ancora di più amo le leggende del nostro territorio, fra cui anche quello campano, elemento che caratterizza questo breve romanzo che narra le vicende di Danila, di un lutto e di una scoperta nella magica atmosfera di un piccolo comune della provincia di Benevento. Confesso che ne sono stata attratta specialmente per la mia curiosità per la figura della janara, che spero di approfondire in questi giorni grazie alla rubrica #abookfolklore che porto avanti sulla mia pagina Instagram. Il mallo verde è il romanzo d'esordio di Sandra Colomberotto, veneta come la sottoscritta e viaggiatrice. Ho adorato le atmosfere di questo libro, i dettagli e lo stile che lo caratterizzano, sebbene avrei preferito che fosse leggermente più lungo per spiegare più approfonditamente la figura della Janara e tutto ciò che gira attorno a questa leggenda, ma devo ammettere che sono abbastanza soddisfatta di questa lettura estiva e la consiglio come lettura da fare sotto l'ombrellone, essendo molto leggera, corta e alquanto intrigante.




Stile
Lo stile della Colomberotto è fresco, semplice, senza fronzoli e adatto a qualsiasi tipo di pubblico: può attirare benissimo un target young adult ma anche uno più adulto. Non è una lettura impegnata, anzi, a volte si ha quasi l'impressione che l'autrice ometta qualche particolare, verso il finale forse l'ho trovato un po' irrealistico, ma tutto sommato è una lettura piacevole e molto scorrevole che si finisce in un paio
di giorni, perfetta, come dicevo, per quei momenti che si passano sotto l'ombrellone. Volevo qualcosa di ambientato in Italia e devo ammettere che non sono rimasta delusa, però avrei preferito che fosse meno sbrigativo e un po' più approfondito, nel complesso comunque mi ha ricordato vagamente i pretesti de "the chilling adventure of Sabrina, ma con un tocco italiano e meno dark. Ciò nonostante, se vi piacciono le storie dove è tutto incentrato su stregoneria, gatti e antiche leggende, questa lettura è sicuramente adatta a voi. I capitoli sono brevi e scorrevoli, arrivare fino alla fine non costa alcuna fatica e anche quel pizzico di romance che l'autrice ci infila non guasta. Peccato, davvero, che il libro sia così breve e che sia tutto molto concentrato, al punto che anche la scoperta di Danila dei suoi poteri è molto sbrigativo ed è la parte che ho apprezzato di meno, giacchè era ciò che aspettavo di trovarmi più ampliata e non appena abbozzata; per la romance, invece, trovo che sia carina, ma piuttosto irrealistica. Nel complesso, questi dettagli non sono mai eccessivamente fastidiosi ed anzi, la storia rimane comunque apprezzabile appunto grazie allo stile dell'autrice, anche se una cinquantina (o forse meglio un centinaio) di pagine in più non sarebbero guastate. Ci sono vari elementi che ho apprezzato, come gli elementi magici, le pozioni, l'investigazione di Danila, le battute con le sorelle: sebbene sia tutto concentrato in poche pagine, ho trovato tutto molto autentico, e poi da amante della stregoneria non potevo davvero non apprezzare la presenza di famigli parlanti e amuleti incantati.

Caratterizzazione dei personaggi
Forse la nota dolente non sta nemmeno nella caratterizzazione dei personaggi, perchè quella, salvo gli stereotipi che bene o male troviamo nella vita di tutti i giorni e nel quale possiamo identificarci benissimo, empatizzare con naturalezza, è proprio la questione del relazionarsi tra personaggi che trovo molto innaturale e piuttosto forzato –eccetto i dialoghi tra sorelle che sono on point nella maggior parte dei casi–. Quantomeno, ringrazio la Colomberotto per non aver creato la solita Mary Sue, ma in ogni
caso, Danila è un personaggio che mi ha dato da pensare: ha continui sbalzi d'umore e spesso ha questi continui sbalzi d'umore che la fanno sembrare più una ventenne che una che ha superato i trenta da pochi anni –e con questo non dico che noi trentenni non abbiamo le nostre cadute di stile, ma finchè Danila non ha affermato la sua reale età, io pensavo ne avesse massimo venticinque–; in più, anche la sua storia con Michele è alquanto marginale, come se fosse messa lì per dare un risvolto romantico, ma non presenta chissà quale gran risvolto –oltre che questi in una settimana si innamorano (?), lui perde la testa per lei, il tutto condito con la sottoscritta che osservava il tutto con un sorriso sornione, ma capirete il motivo alla fine e leggendo voi stessi questo piccolo volume–. E ciò nonostante, mi è sembrato più coerente di the chilling adventure of Sabrina, o quantomeno ho apprezzato che la ritualistica non sia stata banalizzata. Alla fin fine sono dettagli che ho voluto portare in superficie, ma sono pur sempre dettagli minimi che hanno poca influenza sulla storia: la narrazione funziona, anche coi personaggi si riesce ad empatizzare piuttosto bene e si ha sempre voglia di continuare la lettura, nonostante questi appunti innocenti.

Riassumendo...
Sono dell'idea che come ho detto sin dall'inizio è una buona lettura estiva, breve, lineare, veloce e con un linguaggio fresco, è un libro che ci si gode maggiormente in estate ed è sicuramente un pretesto per conoscere le tradizioni di altre regioni italiane come la Campania, anche se non è privo di difetti, ma è pur sempre un prodotto discreto e che mi sento di consigliare a tutti coloro che, come me, amano il folklore nostrano, ma anche di altri paesi. Sono dell'idea che dovremmo maggiormente scoprire le nostre radici anche grazie a questi libri così, successivamente, da approfondire: grazie a Il mallo verde ho sentito la necessità di farmi un viaggio a Benevento e chissà che non succeda davvero. Sicuramente, l'autrice ha del potenziale, se continuerà su questa via è possibile che molti altri si interessino alle sue opere, ha un ottimo approccio al lettore e non lo annoia mai, e comunque tutti partiamo da una base per migliorarci. Ho fiducia che alla Colomberotto succederà proprio questo. 

  Ringrazio la Giovane Holden edizioni per avermi inviato la copia cartacea: ho davvero apprezzato le ambientazioni stregate di questo libro, complimenti.





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1 commento:

  1. Ho apprezzato la veridicità delle tue parole, i complimenti e soprattutto le critiche che mi serviranno per migliorare. Grazie.
    Peccato che nella tua Twin Peaks manchi proprio Laura Palmer, sarebbe stato simpatico rivederla.
    Sandra Colomberotto

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