Nessun Dove di Neil Gaiman

 




Hai un buon cuore. A volte è quanto basta per essere al sicuro ovunque si vada. Nella maggior parte dei casi, però, non è così

Titolo: Nessun Dove
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Pagine: 456
TramaRichard Mayhew è un giovane uomo d'affari londinese, una persona di buon cuore e dalla vita prevedibile che si districa quotidianamente tra i capricci dell'ambiziosa fidanzata Jessica e le pretese del suo capo. Ma tutto cambia quando, per strada, si imbatte in una ragazza ferita e decide di aiutarla portandola a casa con sé. Un atto di gentilezza, che lo catapulterà in un mondo fantasmagorico di cui mai avrebbe sognato l'esistenza. Perché sotto le affollate strade di Londra si cela una città parallela popolata di mostri e di santi, di assassini e di angeli, cavalieri in armatura e pallide fanciulle vestite di velluto: le persone che sono precipitate nelle fenditure del mondo. Ora Richard è uno di loro, e deve imparare a cavarsela in quell'universo di ombre e fantasmi che gli appare insieme stranamente familiare e assolutamente bizzarro. Un insolito destino lo attende laggiù...

Introduzione
Ho sempre ritenuto che la violenza fosse l'ultimo rifugio degli incompetenti, e le vuote minacce il santuario finale degli inetti senza speranza
Nessun dove è stato pubblicato la prima volta nel 1996 per la serie televisiva che ne prendeva il nome. La prima a portarlo in Italia fu Fanucci editore nel 1999 –di cui possiedo l'edizione in cartaceo–; da questo romanzo ne è stata tratta anche una serie a fumetti targata Vertigo (guarda caso in mano alla DC) e nel 2013 ne fu fatta una trasposizione radiofonica con le voci di James McAvoy, Natalie Dormer, Benedict Cumberbatch e Christopher Lee (Rest in Peace). Nessun Dove è un romanzo urban fantasy dalle note dark e dall'ambientazione particolare, tant'è che se avrete letto il romanzo Gregor di Susanne Collins troverete molte similarità –senza togliere però che Nessun Dove è del 96 e Gregor è uscito nel 2003–. Il romanzo è ambientato a Londra, ma sarebbe riduttivo che si tratta della solita, noiosa ambientazione londinese: già, perchè la Londra di Nessun dove è divisa in due realtà palpabili: quella che vediamo in superficie, Londra sopra, e quella che solo le persone dimenticate dal mondo possono vedere, situata nelle fondamenta di Londra sopra, chiamata Londra sotto.


Stile
Lo stile di Neil Gaiman per me è la mia zona di comfort: difficilmente mi annoia, anche per chi non è amante delle descrizioni lunghe e minuziose sa catturare e riesce a tenere incollato alle pagine di ogni suo libro –eccetto Miti del Nord, mi rifiuto di considerarla una sua opera–, crea personaggi con cui tutti possono provare empatia, utilizza gli stessi schemi narrativi per ogni suo libro e vi dirò che funziona. Persino in American Gods c'è un protagonista con una personalità non troppo evidente, che si ritrova in un affare più grosso di quanto riesca a gestire, in un mondo che non sapeva potesse esistere, e deve affrontare un viaggio per risolvere delle questioni. Nessun dove presenta molte similitudini con
American Gods, per quanto riguarda lo stile narrativo: è scorrevole, presenta pochi momenti di stallo veri e propri, ha un arsenale variopinto di personaggi caratteristici e pur sempre bizzarri –a lui piace così ed è un fattore che ho sempre apprezzato in Gaiman–, non deve per forza spiegarti ogni cosa riguardo al suo mondo perchè via via che continui a leggere lo scopri da solo, ed arrivi sempre ad un finale che soddisfa appieno le tue aspettative, riuscendo persino a farti riflettere su ciò che hai appena letto. Personalmente, se non avessi letto American Gods, che continua ad essere ancora oggi il suo masterpiece –escludendo quella meraviglia che altro non è che Sandman–, potrei anche dire che è il suo secondo libro più riuscito, nonostante io ci abbia trovato dei buchi che, ad esempio, in American Gods non ho trovato. Ho finito questo libro e ciò nonostante sono rimasta con dubbi e domande a cui non sono state date risposte, come ad esempio: come funziona il tempo a Londra Sotto? Perchè le persone riescono a vivere in maniera più longeva? Sono dilemmi che tuttora mi affliggono e a cui non sono riuscita a dare una risposta e mi aspettavo che lui lo facesse perchè effettivamente con American Gods lo ha fatto, non lascia mai dei punti in sospeso; e ciò nonostante, finora penso che sia il libro più bello del 2021, e non perchè è Neil Gaiman –come ho già detto, sto ancora cercando di dimenticare quell'abominio di Miti del Nord– ma perchè è uno di quei pochi scrittori che sa –quasi– sempre ciò che fa, anche l'idea più banale come può sembrare quella di una civiltà che vive sotto Londra, nelle fognature, dove i ratti sono venerati come fossero una vera e propria famiglia reale e il potere è suddiviso in baronie, funziona perchè ci mette del suo, riesce a tirare fuori qualcosa di magico anche parlandoti di condotti puzzolenti come latrine, luoghi fatiscenti, personaggi bizzarri e cattivi improbabili. 
E poi, con tutto il rispetto per Riddell che è davvero molto bravo, secondo me rende troppo fanciullesco il romanzo, nonostante trovi bellissimo il tratto di quest'uomo, ma per me inadatto al tipo di romanzo che è Nessun Dove. Avrei preferito uno stile più vicino a Sandman.
Signori e Signore, Neil Gaiman: una divinità tra gli scrittori del fantasy moderno.

Caratterizzazione dei personaggi
Adoro i personaggi che Neil Gaiman riesce a creare: è il chiaro esempio che non serve fare personaggi bellissimi, talentuosi e con un'ottima morale, ma basta anche crearli mezzi scemi e sfortunati per renderli interessanti, molto più di quelli che ultimamente si trovano negli young adult che bene o male sanno fare tutto. Ecco, se vi piacciono i personaggi che sanno fare tutto, lasciate perdere Gaiman. 
Gaiman ha la "brutta" –anche se io la definisco straordinaria– abitudine di creare personaggi totalmente normali, in cui il lettore possa immedesimarsi completamente: vengono lasciati dalla fidanzata, non sono molto popolari, non sono nemmeno troppo avvenenti, hanno vari disagi nei confronti della vita e hanno una capacità innata e deliziosa nel cacciarsi nei guai più disparati. E guardate bene che non è che
loro se li chiamano questi guai, è colpa proprio delle circostanze assurde e del fatto di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato –o giusto, dipende dalle prospettive–. 
Richard è uno che fa parte di questo club, assieme a Shadow (American Gods) e Charlie (I ragazzi di Anansi) –tra l'altro con Charlie ha davvero un sacco di punti in comune, sembrano davvero lo stesso personaggio ma con situazioni diverse–: la sua ragazza è fastidiosa come, durante le sere d'estate, mentre cercate di addormentarvi, una zanzara si libra soave vicino al vostro orecchio (ma credetemi, non supererà mai il livello di "personaggio odioso" di Laura –American Gods–, lei penso abbia vinto il podio in generale), il lavoro non gli va così bene, i colleghi al lavoro si prendono gioco di lui, colleziona troll –sì, troll– ma è una persona di buon cuore e vi farà rotolare dalle risate.
Porta è l'altro personaggio che ho trovato straordinario: è l'eroina, eppure non appare come un'eroina, è forte ma anche fragile, è dolce ma sa essere anche pretenziosa, è gentile ed ama davvero le piccole cose; in più, sembra un folletto, il che la rende ancora più simpatica agli occhi della gente.
E poi passiamo per il duo di villain che ci aspettiamo da uno come Gaiman che ha fatto del suo umorismo inglese un'arte: Vandemar e Croup, due loschi figuri che vi faranno venire la pelle d'oca ogni volta che ve li troverete in qualche pagina, così, spawnati come gli Zombie di Minecraft per farvi prendere un accidenti.
Infine, i personaggi di contorno che secondo me danno un ottimo contributo a rendere l'ambientazione e la storia una vera opera dark in cui immergersi: le sette sorelle, Hunter, il Marchese, Islington, le Velluto, ma i miei preferiti credo siano stati i ragazzi-ratto, persone al servizio dei ratti che riescono a conversare con queste piccole creature totalmente senzienti, gentili, educate e spesso con molto più sale in zucca degli stessi personaggi.

Riassumendo...
Nessun Dove ha superato ogni mia aspettativa, che era davvero molto più alta di qualsiasi altro libro avessi nella tbr quest'anno: è un capolavoro, magari non al livello di American Gods, ma decisamente migliore dei libri letti in questo 2021. Trovo di essere rimasta affascinata sia dall'ambientazione, sia dalla storia e sia i personaggi.
Ritengo sia uno dei suoi migliori romanzi, almeno rispetto a quelli che ho letto io, e lo consiglierei a tutti anche come prima lettura, dato che posso capire che un mattone come American Gods di 500 pagine può spaventare.
Come ho già detto, non impazzisco per le illustrazioni di Riddell, o quantomeno, non le vedo inerenti all'ambientazione dark di questo romanzo, però ritengo che l'edizione di Mondadori sia davvero molto bella.
Fra le altre cose, è stato annunciato il sequel di Nessun dove, che ad occhio si dovrebbe chiamare The seven sisters, e non ve lo dico nemmeno: non vedo l'ora di riuscire a metterci le mani per continuare l'avventura con Richard e Porta.
Se state cercando, comunque, un romanzo che abbia una componente romance, allora lasciate stare: non fa per voi. Se desiderate una romance che vi faccia sorridere, orientatevi su Stardust; però se siete stanchi di personaggi stereotipati e con i quali non riuscite ad entrare in empatia, allora Nessun Dove fa per voi.

Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di avere le illustrazioni in anteprima


abookplaylist

2 commenti:

  1. Mi è piaciuto tantissimo questo libro, il primo di Gaiman che ho letto fino ad adesso. Ho empatizzato molto con Richard e devo ammettere che, in un punto specifico, ho sperato in un risvolto romance fra Richard e Porta, che comunque alla fine non mi è mancato perché la storia è perfetta anche così. Mi è piaciuto moltissimo anche l'articolo, e piccola perla la citazione su Gregor �� Complimenti amò ♥️

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  2. Mi è piaciuta questa lettera d'amore per le opere di Gaiman, eccetto I miti del Nord, ma vabbè chi nella vita non ha fatto figure di merda? Gaiman uno di noi 🤘
    Sono d'accordo con te è bello vedere come è in grado di combinare personaggi normali, senza poteri o attitudini particolari, con situazioni straordinarie.

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