Buongiorno anime letterarie, finalmente posso presentarvi il mio approfondimento e come avrete capito dal titolo dell'articolo tratteremo delle Kitsune.
Delle Kitsune, principalmente, si sa che sono creature molto intelligenti e astute e che hanno l'abilità di cambiare forma a loro piacimento: solitamente, infatti, le kitsune tendono a prendere la forma di giovani e avvenenti fanciulle o di saggi anziani (ma mai come vecchie donne), questo perché si ritiene che questi yokai siano collegati ad Inari, il kami dello scintoismo giapponese del riso, della fertilità , dell'industria, dell'agricoltura e sì, anche delle volpi (non a caso si pensa che siano i suoi messaggeri divini, dei tramiti tra il mondo umano e quello divino). In alcuni miti, queste creature possono anche prendere la forma di alberi altissimi o di riuscire a mutarsi in una seconda luna.
Fra le altre loro abilità , gli vengono riconosciuta la piromanzia, la capacità di entrare nei sogni umani, quello di creare illusioni e, talvolta, di piegare il tempo e lo spazio. Alcuni pensano addirittura che molte di loro siano capaci di possedere gli uomini per risucchiarne l'energia: si diceva che per capire se un uomo era posseduto dallo spirito di una Kitsune bastasse osservare se i connotati del suo viso cambiavano e divenivano più simili a quelli di una volpe. Un'altra leggenda dice che se il posseduto era analfabeta, grazie alla Kitsune poteva acquisire la capacità di leggere e scrivere. La possessione da parte di una Kitsune era visto come un evento catastrofico e quando succedeva, l'intera famiglia del posseduto veniva allontanata e marchiata dalla comunità : i figli di tale famiglia non si potevano sposare se non con altri marchiati. Vi erano delle leggi molto dure per tali fenomeni, si pensava persino che se invece era una donna ad essere posseduta da una Kitsune, anche i suoi figli sarebbero stati marchiati per generazioni. Addirittura, nel periodo Heian la possessione da parte delle Kitsune (kitsunetsuki) venne vista come una vera e propria malattia per giustificare le varie malattie mentali che non si comprendevano a quell'epoca.
Il potere delle Kitsune cresce con l'età : per questo più una di loro è vecchia, più è potente, temibile e saggia.
Nelle raffigurazioni iconografiche, queste creature vengono spesso raffigurate a guardia di una sfera,
La grande fobia di tutte le Kitsune, di per sé, sono i lupi e i cani: si dice, infatti, che un cane o un lupo riesca a scovare una Kitsune e a svelarne la vera natura se essa cela la sua forma.
Per determinare la saggezza e l'età di una Kitsune di solito lo si evince dalla sua coda, l'elemento più fisico di questo yokai (che nel folklore giapponese si intende uno spirito che ha raggiunto uno stato di coscienza e illuminazione così profondo da trascendere il mondo materiale): difatti, molte Kitsune ne possiedono più d'una. Quando ad una Kitsune spunta la nona coda –il massimo grado di saggezza–, il suo manto cambia di colorazione, divenendo bianca, dorata o argentea, e prende il nome di Kyuubi no Kitsune (Volpe a nove code).
Anche nella cultura coreana e in quella cinese vi sono demoni simili alle Kitsune: rispettivamente, la Kumiho è un demone volpe della mitologia coreana, mentre Huli Kin è lo spirito volpe a nove code cinese.
Vi è un ulteriore differenziazione delle Kitsune: vi sono quelle benevole, le zenko, e vi sono poi quelle malvagie e maliziose, dette nogitsune. In alcune tradizioni sono persino suddivise in tredici classi in base al loro potere. Le zenko, solitamente, tendono a proteggere gli esseri umani e a difendere i luoghi che questi frequentano.
Tendenzialmente, comunque, le Kitsune vengono classificate in questa maniera: kiko, kuko e tenko. Le kiko solitamente hanno tra i 500 e i 1000 anni, hanno forma pressoché incorporea e sono principalmente messaggeri di Inari. Per la maggior parte sono yokai benevoli, ma non è una regola fissa.
Le kuko hanno più di 3000 anni e hanno forma più umana che volpina: esse infatti hanno perso completamente le code ma mantengono le loro orecchie a punta. In genere, sono di natura benevola, ma anche qui non è una regola, ma di norma non compiono azioni malvagie.
Le tenko sono le più antiche e le più potenti, generalmente hanno smesso di compiere azioni malvagie e lo si denota dal fatto che gli sono spuntate le quattro code. Sono in grado di possedere un umano per mostrargli il futuro.
Giacché molti testimoni scoprirono della sua vera natura, la volpe fu costretta ad abbandonare la sua famiglia; ma proprio mentre lo yokai si allontanava, fu fermata dal marito che le disse che non poteva andarsene perché ormai loro si erano abituati alla sua presenza e volevano che lei rimanesse assieme a loro. Così, la volpe decise nonostante tutto di rimanere al fianco dell'uomo.
Dato che non poteva più mostrarsi regolarmente nell'ambiente casalingo, si decise che tornasse a casa solo di notte con le sembianze di donna e al mattino uscisse nella sua forma da volpe. Difatti, la parola Kitsu-ne significherebbe viene e dorme ma nella forma Ki-tsune può significare Torna sempre. Un'altra bizzarra curiosità è che in giapponese la parola kitsu è l'onomatopea che si collega al verso della volpe.
Vi è anche una leggenda molto simile che narra le vicende di Kuzunoha, una volpe bianca che viveva nei pressi del santuario Inari a Shinoda, nella provincia di Izumi. Ella, un giorno, fu inseguita da un cacciatore, ma venne aiutata da un uomo di nome Abe no Yasuna che venne, però, ferito; Kuzunoha per ricambiare il favore, mutò la sua forma in quello di una bellissima donna e curò il suo salvatore. I due si innamorarono, si sposarono ed ebbero un figlio, Abe no Seimei. Quando Seimei compì cinque anni, scoprì quale fosse la reale natura della madre: Kuzunoha, non potendo più celare la sua vera forma, decise di abbandonare la sua famiglia per sempre, lasciando in dono una sfera di cristallo ed una scatola d'oro. Seimei, crescendo, acquisì i poteri della madre e grazie agli insegnamenti del padre divenne il più grande e potente divinatore.
Otohime gitsune fu un'altra kitsune benigna che aiutò per anni con la sua voce il villaggio di Kashiwazaki, a Niigata, finché non morì nella trappola di un cacciatore.
In altre leggende, si narra di stregoni che, bramosi del potere divino delle Kitsune più antiche, si facevano possedere da una di esse per poi farle diventare un loro famiglio. Lo stregone doveva soltanto trovare una Kitsune incinta ed aiutarla nel parto, a quel punto la madre per ricompensare lo stregone dava la possibilità al suo benefattore di scegliere il nome di uno dei nascituri: in questo modo, il piccolo si legava all'umano indissolubilmente fino alla morte di tale persona.
Vi è poi la leggenda della volpe a nove code più famosa del Giappone, ambientata nel periodo Heian, e narra le vicende di Tamamo no Mae che cercò di uccidere l'imperatore Konoe ma non vi riuscì mai; nonostante i fallimenti da parte della Kitsune, riuscì comunque a scatenare un conflitto sanguinario chiamato con il nome di Guerra Genpei, tra il clan Taira e Minamoto, dando vita poi allo shogunato Kamamura. Il Giappone però non fu l'unica tappa delle sue stragi: infatti, Tamamo no Mae portò alla caduta la dinastia Shang in Cina, poi riuscì quasi a portare sull'orlo della disfatta la dinastia Ikshvaku in India, fino a sgretolare la dinastia Zhou occidentale. Ne fu capace perché riuscì sempre a sfuggire alle grinfie dei suoi cacciatori, a cambiare il suo nome e a portare distruzione in altri lidi.
Tamamo no Mae era capace di una grande coercizione verso gli umani perché dotata non solo di una formidabile bellezza ma anche di astuzia molto affilata; inventò e sperimentò nuove forme di tortura e si macchiò di grande depravazione sessuale.
Si dice che quando arrivò in Giappone, assunse le sembianze di una bambina, e che quando crebbe era così bella e intelligente che molti ne rimanevano colpiti: aveva una certa dimestichezza con tutte le arti e grazie a questa sua indole, riuscì ad entrare nelle grazie della corte imperiale.
Come già detto prima, tentò in ogni modo di uccidere l'imperatore facendolo ammalare, fu scoperta da un abile divinatore, un onmyoji, e fu costretta così a fuggire. Venne poi ritrovata nella provincia di Shimotsuke e uccisa, finalmente.
Comunque, l'imperatore, nonostante gli sforzi, morì l'anno seguente innescando appunto la guerra Genpei.













Ho trovato questo articolo veramente interessante! Non sono affatto un'esperta del folklore giapponese (o del folklore in generale), ma lo trovo molto interessante ed è stato davvero piacevole leggere questo approfondimento. Complimenti ♥️
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