Il problema del desiderio è che ci rende deboli
⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Titolo: Rovina e Ascesa
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Pagine: 357
Trama: L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.
La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità . Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.
Introduzione
La bellezza era la tua armatura. Qualcosa di fragile, tutta apparenza. Ma dentro di te? Dentro di te c'è l'acciaio. Coraggioso e indistruttibile. E non ha nessun bisogno di essere aggiustato.
Ci eravamo lasciati indietro guerra e disperazione che nemmeno dopo La desolazione di Smaug avevamo visto tanta distruzione: siamo finalmente arrivati al capitolo finale del Grishaverse, serie che mi ha tenuta incollata alle pagine per almeno un anno, quando nel Gennaio/Febbraio 2020 ho deciso di leggere Tenebre e Ghiaccio (ora Tenebre e Ossa) e ho iniziato ad appassionarmi alla storia di Alina e compagnia.
Devo dire che dopo un primo libro avvincente, il secondo non mi ha entusiasmata affatto (
qui troverete la recensione di Assedio e tempesta) o quantomeno non quanto avevo sperato –e con questo non lo definisco un pessimo libro, solo non all'altezza del primo–. Il terzo, per quanto sia altalenante e vada avanti a singhiozzi, si conferma un buon finale ma con qualche pecca qua e là (fra cui questioni irrisolte, morti che non vengono spiegate e grandi punti di domanda che si spera verranno dissipati con king of scars).
Colpi di scena ce ne sono, alcuni più d'impatto, altri secondo il mio modesto parere ci si poteva arrivare perfettamente. Sicuramente è un terzo volume che consiglio di recuperare se volete finire questa trilogia e vi assicuro che avrete un finale che riuscirà a commuovervi.
Stile & Caratterizzazione dei personaggi
Gli sfuggì il momento in cui la ragazza smise di portare la sua debolezza come un peso e cominciò a indossarla come un travestimento
Ho inglobato i due capitoli che metto di solito perchè penso di aver già detto abbastanza nella recensione di Assedio e Tempesta riguardo allo stile della Bardugo, e devo dire tra l'altro che dal secondo di questa trilogia ha pure migliorato il mio punto di vista su molti personaggi.
Alina rimane la perenne ipocrita che avevamo lasciato nel libro precedente, tant'è che ad un certo punto se non la odierete ancora, arriverete a farlo.

Nikolai ha dato il meglio di sè nelle prime battute di questo libro e poi è svanito nel nulla, facendo ogni tanto la sua comparsa a caso per giustificare il fatto che la Bardugo volesse portarci dove voleva lei –però ammetto che è stato una bella trovata, nonostante sia un po' caduto in basso tra "mi accontento di essere la ruota di scorta" e anelli così grossi da essere terribilmente pacchiani–; nel complesso, a me non ha entusiasmato più di tanto.
Sull'Oscuro posso solo dire che si svelano cose interessanti sul suo conto, informazioni che sinceramente aspettavo e immaginavo –specialmente con l'aiuto della mia migliore amica che è un asso nel svelare arcani–; verso il finale l'ho visto un po' in difficoltà , forse addirittura mi è scaduto anche lui nel ridicolo ad un certo punto.
Ma Mal è forse quello che non mi sarei mai aspettata che recuperasse –specialmente per ciò che effettivamente lui rappresenta in realtà –: questa sua evoluzione mi ha scioccata: nel primo lo trovavo abbastanza insignificante, nel secondo ho iniziato a non sopportarlo e in questo ha recuperato ogni punto perso in precedenza.
Con questo ultimo libro, la Bardugo si è anche divertita un mondo ad ammazzare randomicamente personaggi a cui magari ci eravamo legati –a volte anche senza dare alcuna motivazione–, cosa che trovo giusta fino ad un certo punto, in altri contesti come è successo qui assolutamente no.
Riassumendo...
Il dolore aveva una sua vita trovava nutrimento da solo
Alla fine, lo preferisco di gran lunga ad Assedio e Tempesta, anche se ci sono mille "ma": è un finale che mi aspettavo e che era necessario –nonostante mi sarei risparmiata tutte queste morti–.
Non vedo comunque l'ora di vedere la serie tv in uscita su Netflix già dal prossimo mese, anche se, sono sincera, il cast non mi fa impazzire, credo di non riuscire a salvare nemmeno Ben Barnes. Avrei preferito che si fossero attenuti maggiormente alle descrizioni del libro, invece mi sembra che abbiano fatto un po' i loro comodi.
Insomma, come sempre nelle trasposizioni annuso la puzza di stravolgimento totale –con conseguente mia arrabbiatura– già da

ora, quindi le mie aspettative sono già belle basse, però non si sa mai.
Dei libri, in complessiva, arrivata sino alla fine direi che non è la trilogia della vita, ma si lascia leggere, è piacevole e scorre bene, forse avrei preferito una caratterizzazione a tratti diversa, ma mi va bene anche così.
Fondamentalmente è un quattro stelle pieno, ma con riserve: ci sono punti qua e là dei tre libri che ho trovato parecchio scontate. Credo che la cosa che ho apprezzato di più sia stato il world building che ci sta dietro, che non è nulla di esagerato, però funziona e io lo trovo molto particolare e d'impatto.
Sicuramente, vorrò fare un video IGTV per trovare le differenze tra la serie tv e il primo libro, ma potrei pensare anche di fare una diretta con chi Sei di Corvi l'ha già visto. Sarebbe di certo un'esperienza curiosa e che potrebbe far capire alle persone quanta differenza ci sia tra i due prodotti –anche perchè è una cosa che mi diverte sempre abbastanza–
Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di poter recensire anche questo terzo volume della trilogia Grishaverse
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