⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Titolo: Nippon YokaiAutore: Elisa Menini
Editore: Oblomov Edizioni
Pagine: 152
Trama: In una stanza, in piena notte, si accendono tante candele quanti sono i partecipanti al gioco. Ciascuno di essi, a turno, racconta una storia di fantasmi, e alla fine del racconto spegne una candela. La stanza si fa più buia al procedere del gioco. Alla fine, spenta l’ultima candela, si manifesta uno yokai, uno spirito potente, a volte benevolo, altre malvagio. Orchi, alberi parlanti, ragni, dragoni, gatti magici, spiriti del gelo e della neve popolano questi racconti che attingono dalla tradizione e alle leggende giapponesi. Elisa Menini rivisita con tocco contemporaneo, in direzione del manga, la tradizione iconografica giapponese di Hokusai e Horishige, riferimenti imprescindibili per il suo lavoro di artista.
Introduzione
Sin dal momento che ho scoperto le opere della Oblomov ne sono rimasta affascinata: stili curati, prodotti di alto livello e colori unici, senza tralasciare la grande cura dietro ad ogni pagina che sfoglierete di tutto ciò che il loro catalogo contiene. In poche parole, amore a prima vista.
E lo è stato maggiormente nello scoprire lo stile che rimembra molto quello tradizionale giapponese di Elisa Menini: Nippon Yokai non è il suo primo lavoro, prima di questo ha pubblicato Nippon Floklore, una graphic novel che racchiudeva alcune leggende del Giappone che ora è in ristampa –e che vi consiglio di recuperare non appena questa meraviglia si ritroverà sul mercato perchè è un vero gioiellino–.
Le storie sono in tutto dieci, ognuna di esse ha un suo colore di dominanza e lo stile è una forte eco a quello tradizionale giapponese, al punto che se, come me, avete una forte attrattiva per tutto quello che riguarda l'Oriente, ve ne innamorerete. Il finale, poi, è un davvero un tocco di classe ed è capace di lasciarvi un piacevole sorriso sulle labbra.
Io ne sono rimasta davvero catturata, è stato davvero difficile distaccarmi dalle sue pagine, specialmente perché ho adorato la palette di colori e quel suo incanto fiabesco, aggiudicandosi così un posto nella classifica delle Graphic Novel da recuperare assolutamente nella propria vita.
Stile
Nippon Yokai è magico: è la prima cosa che salta all'occhio non appena apriamo questo piccolo capolavoro che ci immerge completamente in un mondo fantastico, fatto di palette tenui che richiamanoall'antico ma di ancora vivido e vivo.
La transizione tra la realtà con la narrazione viene esposta proprio grazie ai colori: quando vengono narrate le vicende dei nostri giocatori, ecco che tutto si fa bianco e nero come i classici fumetti, il tratto si fa diverso e persino i personaggi assumono sembianze più simili a quello di uccelli che di esseri umani –polli oserei dire, che sia il modo dell'autrice per farci capire che in realtà i nostri personaggi narranti siano, in realtà , tutti dei fifoni?–, mentre ogni storia segue, appunto, lo stile che si ispira a quello tradizionale giapponese, tingendosi di tinte splendide ma mai troppo brillanti, come se fossero colorate a mano quasi.
Molte delle storie raccontate le ho trovate alquanto interessanti, partendo dal presupposto che non ne conoscevo nemmeno una e che mi hanno stupito tutte quante a loro modo, ma ce ne sono state alcune che le ho trovate più noiose di altre. Mi aspettavo essenzialmente delle storie di fantasmi e di mostri, e in realtà ho trovato delle fiabe –non che questo sia un difetto, ma soltanto ciò che mi aspettavo era totalmente diverso da ciò che ho trovato realmente–; in un certo senso, ho avuto modo di cambiare idea su ciò che avevo in mano e giudicarlo per quello che era, e lo ritengo comunque un ottimo prodotto che ogni amante del Giappone, delle graphic novel e del folklore dovrebbe possedere.
Il tono dell'opera è giocoso e molto divertente, quindi se vi aspettavate qualcosa di più chill non è questo il contesto: è una prospettiva più rosea e meno pesante di raccontare tradizioni e usanze del Sol Levante, seguendo anche uno schema molto curioso come quello di raccontare storie di fantasmi, demoni o entità tramite un antico gioco risalente all'epoca dei samurai –devo suppore la Sengoku, quindi parliamo di un periodo storico che va dal 1400 circa al 1600–, ove il concetto di orrore e paura era ben diverso da quello che abbiamo originariamente; da ottimi spunti di riflessione su ciò che sarà poi lo sviluppo dell'horror in Giappone, partendo anche solo ad esempio dalla storia de Il Mandriano e la Yamanba che può ricordare vagamente svariate entità delle leggende metropolitane giapponesi contemporanee.
Inoltre, io l'ho trovata parecchio scorrevole, una coccola al giorno accompagnata da un storia legata a figure che caratterizzano il folklore di questo paese: penso possa essere uno di quei libri che consiglierei senza problemi a chi ha il blocco del lettore, perchè sa davvero spronarti a continuare, pagina per pagina, e lo fa con una certa leggerezza e senza gravarti.
Perché Nippon Yokai è una delle graphic novel che dovresti recuperare assolutamente?
Qui di seguito vi lascio cinque punti in cui vi spiego perché la considero una di quelle graphic novel imperdibili e che bisogna assolutamente possedere:
- Lo stile: Ne ho già parlato ampiamente qua sopra, ma penso sia meglio ribadirlo una seconda volta, a rischio di sembrare ripetitiva e ridondante, ma Nippon Yokai è davvero splendida. E' una lettura veloce, piacevole e quasi fiabesca che cattura il suo lettore dall'inizio alla fine. E' assai divertente e sarà capace di strapparvi un sorriso, ma anche un'arguta riflessione con i suoi finali pieni di lezioni utilissime che si possono applicare anche alla vita.
- I colori: Le palette di questa graphic novel sono straordinarie, io me ne sono innamorata e penso che tutti coloro che verranno in possesso della loro copia se ne invaghiranno al primo sguardo, perciò recuperatela se potete
- La cura della Oblomov Edizioni per le sue opere: Questo devo dire che è strabiliante, ho apprezzato l'impaginazione, le rifiniture, i tipi di materiali usati per la stampa (Nippon Yokai è stampato su carta ruvida, quindi è godibilissima anche a livello tattile) e il profumo delle pagine, tutti dettagli che a mio parere rendono l'esperienza nella lettura ancora più stimolante, quindi assolutamente complimenti vivissimi alla Oblomov che ha questa attenzione in tutto quello che produce, uno degli aspetti che mi ha più sorpreso più di ogni altra cosa.
- Il folklore: Il tema principale di quest'opera infatti è cercare di portare nero su bianco alcune figure del folklore giapponese, la maggior parte fra l'altro sconosciute, altre più conosciute grazie ai media, ma in maniera spiritosa e sempre interessante
- Il richiamo alla tradizione: La caratteristica che più cattura comunque di quest'opera è proprio l'eco al tratto tradizionale giapponese, come dicevo nel paragrafo sopra, ed è anche il motivo principale per cui ho deciso di recensire questa graphic novel. Trovo che sia forse il punto fondamentale e più rappresentativo, così come altri prodotti della Oblomov che seguono questo format.
Ringrazio di cuore la Casa Editrice che mi ha dato la possibilità di recensire questo piccolo gioiellino, è stato un vero onore poter toccare con mano un prodotto che merita davvero. Ancora complimenti














Il Giappone da sempre mi affascina e non conoscevo l'autrice. Grazie mille per la dritta
RispondiEliminaAggiudicato per mia figlia
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