⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Titolo: I mondi di J.R.R. Tolkien - i luoghi che hanno ispirato la Terra di MezzoAutore: John Garth
Editore: Mondadori
Pagine: 208
Trama: La Contea di Hobbiville, l’elfica Gran Burrone, il Fosso di Helm scenario della tremenda battaglia dell’Anello… i luoghi immaginati da Tolkien come scenario delle storie narrate nel "Signore degli Anelli" derivano spesso da posti reali visitati dall’autore, o nei quali Tolkien ha vissuto. Brughiere, foreste, montagne, fiumi, laghi, caverne… questo libro ci svela i “modelli originali” della Terra di Mezzo, facendo luce su alcune questioni dibattute e sgombrando il campo da leggende e falsi miti nati attorno alla narrativa del più grande creatore di mondi.
Introduzione
Ho una predilezione per tutte le opere di Tolkien e tutto ciò che riesca a spiegare e approfondire la sagadi Arda: questo è un discreto saggio che analizza bene o male tutte le caratteristiche che accomunano i luoghi che Tolkien ha visitato e a cui si è ispirato e i luoghi che appunto ha creato.
Non sono solita leggere molti saggi giacché mi ritrovo spesso a trovarli molto lenti e fin troppo accademici, ritrovandomi spesso ad addormentarmi –ma questo è il prezzo del voler approfondire un argomento in maniera dettagliata e professionale–.
Questo volume è corredato di immagini e illustrazioni, mappe dettagliate e anche correlazioni di tipo storico, archeologico e addirittura folcloristico: è un bel malloppo di informazioni che io ho trovato particolarmente interessanti; di alcuni paragrafi ne conoscevo già qualche nozione, di altre ero completamente all'oscuro.
Dipende da ciò che state cercando e quanto siete fan di questo autore, perchè anche io in alcune parti ho fatto fatica a finire il capitolo –perchè magari certi punti possono risultare più noiosi di altri, ma ricordatevi sempre che è un saggio e non un romanzo, e quindi è fatto per divulgare contenuto informativo, non intrattenitivo–.
Ciò che troverete all'interno
Ho deciso di spiegarvi un po' ciò che troverete al suo interno, in modo che decidiate così se vorrete acquistarlo o meno –nel frattempo, io ve le analizzerò e vi dirò anche la mia opinione, come sempre del resto–- Dall'Inghilterra alla Contea: Il capitolo più esplicativo di tutti, forse quello che la maggior parte di noi fan si aspettava. Una comparazione molto accurata dei luoghi descritti nel mondo di Arda (principalmente ne Il signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion ma anche ne La Caduta di Gondolin, Roverandom e il Cacciatore di Draghi) con l'aggiunta dei vari spostamenti e viaggi per l'Inghilterra da parte di Tolkien. Personalmente, è quello che ho apprezzato maggiormente e che ho trovato più scorrevole e piacevole
- Quattro venti: Qui, più che negli altri capitoli, vengono svelate le varie influenze che hanno categorizzato la scrittura del mondo della Terra di Mezzo, anch'esso davvero interessante. Nomina spesso il Beowulf, l'Iliade, l'Eneide e l'Odissea, ma vi sono anche tantissimi riferimenti non solo alle culture nordiche, ma anche a quelle celtiche e persino a quelle indigene. Interessantissimo, qualche titolo da recuperare è uscito sicuramente fuori e mi è nata persino la curiosità di leggere la Caduta di Artù, sempre di Tolkien.
- La Terra di Luthièn: Se la memoria non mi inganna, questo capitolo trattava il modus operandi di Tolkien e come ha sviluppato, pensato e poi disegnato via via il mondo della terra di mezzo –vere e proprie nozioni di worldbuilding che personalmente ho trovato illuminanti per tutti coloro che scrivono fantasy–, di come persino i geologi siano rimasti impressionati di come abbia riportato un vero e proprio processo di terra formazione simile alla nostra Pangea. Per me è stato davvero un ottimo tutorial.
- La costa e il mare: Il titolo parla da sé, ma da qui scopriamo che uno degli incubi peggiori della vita di Tolkien è stato proprio il mare: addirittura, lo scrittore aveva un incubo frequente dove vedeva un'enorme onda travolgerlo. Un po' meno interessante degli altri ma di per sé molto esplicativo: il mare non è spesso trattato in LOTR e lo Hobbit, ma nel Silmarillion è presente e ha un ruolo chiave.
- Le radici delle montagne: Anche questo è stato uno dei miei capitoli preferiti, non solo perché parla delle Alpi, ma perché veniamo a conoscenza del fatto che sono proprio le Alpi ad aver ispirato le montagne nebbiose dello Hobbit, o Caradhras in Lotr. In verità , però, descrive anche a quali vulcani si è ispirato per il Fato e a vare vicende correlate a questa faccenda. Credo uno dei migliori capitoli del volume
- Fiumi, Laghi e Acquittrini: sinceramente, avrei preferito che includessero questo capitolo con La costa e il mare, magari parlando dell'acqua in generale e di ciò che ha ispirato appunto Tolkien nel creare i grandi fiumi descritti ne Il signore degli, anche perché per la maggior parte del tempo si parla esclusivamente de Il Reno
- Terreni intessuti d'alberi: Ho adorato anche questo particolare capitolo, in quanto io stessa abito vicino a boschi e alcune di queste descrizioni –per lo più boschi e foreste– combaciavano perfettamente con alcuni dei boschetti vicino a casa mia. Quindi, nonostante non parlasse dei boschi di questa zona, mi sono ritrovata a sorridere della somiglianza con alcuni boschi inglesi. Di tanto in tanto vengono accennate anche le grandi foreste tedesche che da sempre sono il mio sogno.
- Antiche Vestigia: Ho trovato questo capitolo molto confuso, speravo trattasse con più accuratezza sulle ispirazioni mediante l'archeologia che Tolkien poteva aver raccolto, ma si riduce a un ammasso di ipotesi fantasiose che dicono tutto e niente. Questo è stato particolarmente deludente
- Torri e Palazzi: Molto noioso, anche qui troviamo spesso che il tutto si basi su ipotesi che dicono tutto e niente. Più si va verso il finale e più l'interesse va scemando, almeno questa è stata la mia esperienza.
- Luoghi di guerra: Questo forse è il capitolo più scontato e che francamente credo sia anche il più inutile: è ovvio che Tolkien si sia ispirato alla sua esperienza in guerra, non serve un saggio a dimostrarlo, ci basta leggere il Signore degli Anelli per comprenderlo
- Arti e industria: Questo mi ha fatto sorridere, nel senso che scopriamo in Tolkien una natura molto ecologista e che, come anche la sottoscritta, non ama particolarmente l'industrializzazione e che, nel vedere alcuni pezzi della propria infanzia rovinati da questo fenomeno, prova anche un po' di rabbia e frustrazione. Scoprirete quanto è profondo l'animo di Tolkien anche da queste piccole cose.
Riassumendo...
Se state cercando un saggio leggero, credo che questo non sia proprio nelle vostre corde –poi dipende sempre da ciò che cercate da un saggio–, ma direi che consiglierei questo libro a tutti coloro che hanno amato alla follia la saga di Arda, o in generale Tolkien, a tutti coloro che sono affascinati da questo mondo e che non hanno alcun problema coi saggi.
A chi non consiglierei questo libro? A tutti coloro che non leggono saggi, a tutti coloro che non amano o non hanno intenzione di approfondire Tolkien, a chi non ama un linguaggio accademico.
Personalmente, l'ho trovato davvero molto utile a comprendere ciò che sta dietro al worldbuilding di questa magnifica serie e so che potrebbe interessare a tutti coloro che sono fan della saga –al di là di quella cinematografica che tratta solo una minima parte dell'universo di Arda–.Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di recensire questo libro, l'ho davvero trovato illuminante














Un libro da leggere assolutamente
RispondiEliminaBellissimo articolo e che piccolo gioiello ❤️
RispondiEliminaNoi in famiglia abbiamo una passione per questo autore. Amo tutto ciò sia suo o dedicato a lui ❤️
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
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