La Bellezza della Casa è incommensurabile; la sua Gentilezza, infinita
⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Titolo: Piranesi
Autore: Susanna Clarke
Editore: Fazi
Pagine: 300
Trama: Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.
Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo. Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancoratroppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.
Introduzione
L'esperienza vissuta mi portò a formulare un'ipotesi: la saggezza degli uccelli non risiede nel soggetto singolo, ma nello stormo, nella collettivitÃ
Sono ancora indecisa su quale genere possa appartenere questo romanzo, lo ammetto: sicuramente, potrei dire che appartiene al genere fantastico, e potrei anche affermare con certezza che possiede una gran quantità di sfumature oniriche che lo faranno amare.
Susanna Clarke è un'autrice inglese di romanzi fantasy, ha già pubblicato il suo romanzo d'esordio Jonathan Strange e il signor Norrell pubblicato nel 2004 da Longanesi –e che la sottoscritta ha da tempo immemore nella sua libreria digitale perché prima di affrontare una tale capienza volevo affrontare qualcosa di più leggero. Piranesi è un libro ambientato in un'enorme casa da cui entra anche il mare, piena di stanze, sale, saloni, e statue, abitate solo da uccelli e pochi altri organismi per lo più di origine marina. A chiunque, quest'ambientazione potrebbe sembrare totalmente nuova, ma per me è stato un forte richiamo a Casa di Foglie di Danielewski –però, non preoccupatevi, è solo un'eco molto lontana che ho percepito io per alcuni dettagli che mi hanno fatto tornare alla mente la dannata casa che ha volontà proprio nel mattonazzo di Danielewski–.
Una cosa che forse avrei desiderato in questo piccolo volume era proprio la cartina di tutti i saloni, le ubicazioni delle statue, perché spesso il protagonista –nonché voce narrante– racconta spesso dei suoi spostamenti ed è a volte difficile stargli dietro, ma non ci si lamenta.
Stile
Gli Antichi hanno smesso di parlare al Mondo e di ascoltarlo. Quando questo è accaduto, il Mondo non si è semplicemente chiuso nel silenzio, è cambiato
Lo stile della Clarke è poesia pura: è la caratteristica che ho apprezzato maggiormente del libro e che mi ha fatta quasi commuovere. L'incipit del romanzo si apre con un tono aulico e ben congeniato, complesso a tratti ma mai noioso, anzi, direi che spesso riuscirà a rilassarvi completamente e a trasportarvi dove desidera.
Ci troviamo davanti a scenari di una bellezza sconcertante, a questa architettura classica descritta minuziosamente, al profumo costante della salsedine, alla bellezza di queste statue che ci accompagnano in un viaggio onirico persistente per tutta la durata del romanzo. Ci sono stati momenti in cui mi sono ritrovata a sentirmi davvero piccola nel rendermi conto del talento della Clarke nel descrivere l'immensità di questa Casa, ed era lo stesso effetto che mi fece la casa di Casa di foglie, ma mentre quella donava sensazioni negative, i brividi e anche un senso di claustrofobia, alternato a volte anche ad agorafobia, qua invece ci sentiamo come se fossimo all'interno di un meraviglioso templio.
Nelle descrizioni, quindi, degli ambienti, è davvero fenomenale, quelle fisiche sono meno dettagliate ma ciò nonostante piuttosto evocative: dei personaggi principali ci descrive bene o male tutto quello che c'è da sapere tanto da riuscire a figurarceli come si deve. Ho adorato come riesce sempre a descrivere le varie stoffe indossate, ad esempio, dall'Altro, dettagli che magari nessuno, lì per lì, ci fa caso ma che, dal mio punto di vista, sono importanti.
Se invece devo parlare dello sviluppo della trama, devo dire che sotto questo punto di vista l'ho trovato un pochino più scontato, nel senso che forse l'autrice lascia troppi indizi su ciò che accade, sul passato del protagonista: già a metà del romanzo io potevo vedere con chiarezza ciò che in realtà gli era successo –che ha anche tutto completamente senso e dimostra che l'autrice comunque ha tratto ispirazione da fonti che secondo me rendono questo libro molto originale–. Difatti, il romanzo è ispirato all'artista italiano del diciottesimo secolo Giovanni Battista Piranesi e non a caso il fulcro del romanzo sono proprio le prigioni immaginarie che uno si crea, e che cos'è, se non un'enorme e sconfinata, nonchè bellissima, casa la nostra immaginazione?
Piranesi contiene anche una certa dose di mistero, di ricerca e indagine, un po' come quei videogame in cui per trovare la verità devi raccogliere tutti i pezzi di un enorme puzzle e metterli insieme per arrivare alla verità , solo che la verità si staglia troppo nettamente e alla fine si arriva con troppo poco stupore perchè si hanno già tutte le risposte che necessitiamo prima ancora di trovarcele davvero davanti.
Piranesi
Questa condizione sgradevole è soltanto temporanea. Non essere triste. Non avere paura. Ti metterò in un posto dove i pesci e gli uccelli possano strappare via tutta questa carne straziata. Finirà molto presto. Poi sarai un bel teschi e delle belle ossa. Ti metterò in ordine e tu potrai riposare nella luce del Sole e in quella delle Stelle. Le Statue ti guarderanno dall'alto e ti benediranno. Mi dispiace essere stato in collera con te.
Piranesi è il personaggio che ho trovato davvero azzeccato, probabilmente quello che è riuscito davvero a catturare la mia attenzione in tutto il libro. Mi sono adoperata in una breve ricerca per vedere se riuscissi a trovare qualche informazione da darvi in più riguardo a questo personaggio: sembrerebbe che la Clarke si sia ispirata al Mito della Caverna di Platone per creare il personaggio di Piranesi.
Piranesi è un personaggio di carattere mite, buono, che non farebbe del male ad anima viva nemmeno se fosse costretto: è un concetto che ripete spesso nel libro.
Nonostante lui sia solo, non ne risente così tanto come un comune essere umano normale dovrebbe, però ricerca il contatto umano: è felice di avere un contatto con l'Altro, si prende cura degli scheletri che ha trovato nella Casa portandogli offerte e parlando con loro, comunica con gli uccelli e conosce la Casa. Si definisce lui stesso figlio della Casa, venerandola come un'entità divina per i doni che gli fa.
E' munito di una stravagante intelligenza e interpreta i segnali con una sua filosofia che ho trovato illuminante, e in qualche modo l'ho trovato simile a me per il modo in cui tiene diari, taccuini e appunti di tutto ciò che gli accade. In un certo senso è uno dei suoi modi per tenersi connesso con la realtà e per sentirsi in qualche modo umano, o almeno questa è l'interpretazione che gli ho voluto dare io. Ma i diari in un certo senso sono anche un modo per raccontare ciò che c'era prima e che lui ha scritto prima della Casa (eh sì, c'è anche un prologo al suo periodo dentro alla Casa, anche se lui non ne ha alcuna memoria)SPOILER
Se non avete ancora letto il libro, vi prego allora di non leggere il seguente paragrafo perché potrebbe rivelare delle informazioni che sono fondamentali per la trama e che potrebbero compromettere la lettura e la scoperta di questo romanzo.
Piranesi si dimostra poi essere tutta un'altra persona, quindi abbiamo la sua genesi (Matthew) di cui veniamo a conoscenza nel capitolo "16" e di cui leggiamo gli appunti nei diari che tiene, delle sue scoperte che fa, perché lui in realtà sta scrivendo un libro su Laurence ed è Val Ketterly (l'Altro) ad averlo portato lì. Dalla sua prigionia in un luogo immaginario, ha creato una sua seconda personalità che ha sovrastato Matthew e che si comporta come un essere distaccato dalla sua personalità primaria che, in fin dei conti, ha lasciato le redini a lui e si è assopito. Quindi, Piranesi ha una coscienza sua, una volontà sua, e a differenza di Matthew non vede la Casa come una prigione, ma come la sua dimora e l'entità che gli ha permesso di sopravvivere, sebbene la sua voglia di socializzare.
16 diventa per lui, da nemica ad amica, la sua ancora di salvezza e prima che scelga di uscire dalla Casa –perché lui effettivamente si sente a casa in quella realtà alternativa– ha un lungo conflitto.
Riesce addirittura a sviluppare una terza personalità di se stesso, distaccata da Piranesi, di cui il nome non ci è dato sapere, che però ci racconta l'epilogo di questo splendido romanzo e che coesiste nel corpo di Matthew in maniera pacifica e duale.
Mi piace pensare che in tutto questo, io ho interpretato queste sue tre personalità come il rito di passaggio che tutti noi subiamo nel corso del tempo, e non come un disturbo dissociativo della personalità (quantomeno, non è in questa maniera che l'ha trasmessa a me) e visto che è permeato da una buona dose di filosofia e raziocinio, ho fatto subito il collegamento con Freud: l'Es è rappresentato da Matthew, l'Io da Piranesi e il Superio dalla terza personalità .
Riassumendo...
Non era una persona litigiosa come invece era stato l'Altro. Non discuteva nè contraddiceva ogni mia frase. Era una cosa di lei che mi piaceva.
Piranesi è un libro che richiede un minimo di profondità per essere letto, quantomeno a livello interpretativo: è un libro che mi sentirei di consigliare a tutti coloro che amano i misteri, i racconti onirici e le trame complesse. Sicuramente, se avete letto Casa di foglie vi troverete ad adorare anche questo romanzo, perchè secondo me verte su concetti alquanto simili ma in una chiave positiva e la lettura risulta anche più scorrevole.
Per chi, invece, non lo avesse letto, si ritroverà un romanzo molto creativo e originale, con qualche vago riferimento al romanzo di Lewis Le cronache di Narnia. La Clarke l'ho trovata molto brillante e credo continuerò a leggerla e consiglierei a tutti di farlo perchè scrive in maniera eccezionale: Piranesi è un prodotto di qualità , lo si denota subito dall'incipit che potete trovare in anteprima proprio qui. Crea un po' di meraviglia mista a confusione all'inizio, ma vi assicuro che è normale: è solo lo stupore nell'aver trovato qualcuno con uno stile molto curato ed elegante, quale lei possiede.
Sono 300 pagine che alla fin fine ti lasciano una bellissima riflessione, oltre che la voglia di scoprire la verità riguardo al protagonista che per la prima volta non è un antipatico saccente come succede in quasi tutti i romanzi fantasy pubblicati di recente.
Piranesi ha uno di quei finali parzialmente aperti che riesco ad accettare e che non mi hanno fatto salire i nervi, non sembra qualcosa di costruito tanto per mettere la parola fine ad un romanzo –purtroppo me ne sono capitati parecchi, quindi trovare un prodotto che dia un finale soddisfacente, sebbene aperto a qualsiasi interpretazione a me non dispiace–.
Non sono certa che tutti possano apprezzarlo o comprenderlo, non è il solito fantasy che gli altri si aspettano, è un'opera che, come ho detto, va analizzata da un punto di vista più filosofico, ed oggi come oggi siamo abituati a pensare al fantasy come ad un prodotto di intrattenimento –puramente–, mentre questo richiede un po' più di riflessione.Spero che il mio punto di vista su questo romanzo possa esservi, in qualche modo, esservi d'ispirazione se deciderete di leggerlo. Credo che tutti potrebbero trarne una lezione fra le righe di questo romanzo, sentitevi liberi di farmi sapere che ne pensate quando e come vi va.
Ringrazio la Fai Editore per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo romanzo, è stato un vero piacere.
















Come sempre super articolo!
RispondiEliminaUna lettura da recuperare!
RispondiEliminaL'ho terminato sa poco anche io e l'ho apprezzato davvero molto ❤️
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