REVIEW PARTY: Sorcery of thorns di Margaret Rogerson

 Era come se lei fosse stata fatta di luce e aria, ancorata appena al mondo fisico, allo stesso tempo inarrestabile e sul punto di andare in pezzi, di bruciare, di fluttuare via

⭐️⭐️/5

Titolo: Sorcery of Thorns
Autore: Margaret Rogerson
Editore: Mondadori
Pagine: 456
Trama: ED ELISABETH LO SA DA SEMPRE. Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia.
Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.


Introduzione
 Officium adusque mortem. Dovere fino alla morte.
Sorcery of Thorns è uno young adult fantasy di trentasei capitoli che narra le vicende dell'apprendista Elisabeth Scrivener: prima di quest'opera è stato scritto un altro young adult dalla stessa autrice chiamato An Enchantment of Ravens.
L'ambientazione del libro si presenta come originale, per nulla complessa e quasi un po' scarsa, specialmente se parliamo di un fantasy e se consideriamo gli universi che oggi ci vengono presentati nelle opere che potremmo ritrovare nello stesso scaffale di questo libro; non viene fatto mai un lavoro così approfondito di world building, come sappiamo anche che a livello temporale ci troviamo in un 1824 alternativo, ma più di questo non ci viene riferito. Difatti, a parte sei città che compongono per la maggior parte il vero world building scarno dell'ambientazione, il resto viene quasi solo abbozzato e senza l'ausilio della mappa non sapremmo nemmeno cosa aspettarci. Se siete abituati ai fantasy con mappe ricche e pretenziose, Sorcery of Thorns non è di certo una di quelle scelte che condividerei; tuttavia, su Goodreads è stato ampiamente apprezzato con una media di 4,1 su 5.



Stile
 Ora capiva che il mondo non era molto gentile con le giovani donne, soprattutto quando si comportavano in modi che non piacevano agli uomini, e dicevano verità che gli uomini non erano pronti
Partiamo dal presupposto che mentre leggevo questo libro ho pensato: la gente davvero ama questa roba? Su Goodreads sono rimasta basita del fatto che sia stato votato con quattro stelle, è veramente scritto male. Diciamo che nel panorama dello young adult –e specialmente nel fantasy– mi sarei aspettata qualcosa di più promettente, invece mi sono ritrovata un libro che è scritto come una banale fanfiction di Black Butler (per chi non lo sapesse, è un manga che narra le vicende di un demone al servizio di questo ricco bambino viziato con cui si ritrova spesso ad indagare per la Londra vittoriana –coincidenze?–) che non solo non si prende nemmeno la briga di modificare un po' gli elementi ma addirittura li rende scontati e noiosi. Ci ritroviamo davanti a periodi brevi, dialoghi particolarmente naive, spesso le scene vengono descritte in maniera piuttosto confusionaria, frettolosa e inconcludente (ogni tanto i personaggi appaiono in un luogo e subito dopo sono completamente in un altro, come per magia), senza contare che, come ho detto, si presenta per tutta la sua stesura scontato, banale e decisamente puerile. Ok, è uno young adult, ma è davvero questo che vuole il format? Io penso di desiderare qualcosa che sia qualitativamente sopra ad uno stile del genere, specialmente se parliamo di un fantasy, mentre questo risulta essere un romance condito malamente con l'attenuante fantasy. Non mi aspettavo di certo Tolkien, sia chiaro, ma vedere anche come vengono descritti i luoghi o i personaggi non mi ha proprio fatto digerire questo libro: per fare un esempio, l'autrice ha dato maggiore spazio alla descrizione degli abiti indossati da Elisabeth che non com'era davvero fatta lei. Di questa protagonista sappiamo solo che è alta –molto alta–, castana e con gli occhi azzurri. Stop. Non c'è altro. Io non mi aspetto che ora si passa a descrivere ogni dettaglio, ma sicuramente poteva adoperarsi maggiormente nella descrizione fisica che negli abiti. C'è anche una sovrabbondanza di metafore assurde che, dall'inizio alla fine, prima vi snerveranno e poi le troverete una vera chicca per l'inconsistenza delle immagini che cercherà di creare –soprattutto perchè tendono spesso a ripetersi–. Anche l'azione è rasentata al limite: se vi aspettate dei combattimenti dinamici, sappiate che durano il tempo che trovano, ossia il corrispettivo di un paio di pagine per poi fare come se non fosse successo niente, senza dare alcuna delucidazione, come se al lettore non dovessero interessare. Personalmente mi sono ritrovata a chiedere se non fossi stata io a perdermi qualche pezzo o fosse intenzionale: vi svelo il segreto, è assolutamente intenzionale, il problema è che sembra mancare un intero paragrafo che, inspiegabilmente, non ci viene spiegato. E sarà così anche tutto l'epilogo in cui rimarrete lì a pensare all'ultima scena, l'ennesima, ma molto più importante, che non vi verrà spiegata. Vuoto cosmico. Ho trovato anche qualche incongruenza all'interno del libro che mi hanno ancor più fatto desistere dal voler dare una seconda possibilità alla Rogerson: in sostanza, non trovo che abbia uno stile così particolare da urlare al capolavoro, avrebbe potuto fare di più ed utilizzare molta più fantasia.

Caratterizzazione dei personaggi
 Ho provocato la caduta di imperi e ho atteso accanto a letti di morte dei re. Nazioni ormai perse nel tempo hanno combattuto guerre per il segreto del mio vero nome
Partiamo col dire che nemmeno i personaggi si salvano, o probabilmente ne potremmo salvare soltanto due, ossia Nathaniel e Silas che mi hanno salvata dalla noia e dalla banalità che regnano sovrane per tutta la narrazione.

Ma partiamo con ordine spiegando un po' chi è Elisabeth Scrivener: è un'apprendista della biblioteca di Summershall che inspiegabilmente è speciale. Il motivo per cui è speciale verrà abbozzato con qualche teoria verso la metà del libro ma nemmeno noi lettori sappiamo se questa cosa possa essere vera –l'autrice la da per buona con una spiegazione a dir poco ridicola, ma ormai non mi sorprendo più di niente–. Elisabeth è anche una ragazza che crede ai pregiudizi con cui è cresciuta e particolarmente ingenua (e no, questo piccolo punto non cambia per tutta la durata del romanzo, purtroppo): aggiungerei che rientra perfettamente nel canone della perenne Mary Sue scema che dovrebbe essere etichettata come eroina, ma dell'eroina non ha nulla, perchè non è che se si mette in mano una spada –che tiene in mano due volte nella sua vita e magicamente sa tirare magnificamente di scherma– allora si diventa delle eroine. Come ho già accennato, di lei si sa solo che è altissima, ha i capelli castani e gli occhi azzurri e non lo scopriamo in una volta sola, un po' a rate perchè alla Rogerson piace così e in maniera confusionaria. Fra l'altro, è anche superficiale da morire e si incanta nel guardare tutti i rappresentanti di sesso maschile che descrive sempre come bellissimi, il che dopo un po' diventa anche imbarazzante, specialmente se a leggerlo sei tu, donna. Un tripudio di scontatezza che alle lunghe diventa pure pesante. Della sua famiglia non sapremo mai niente: la Rogerson ha ben pensato di non farci partecipi di chi fossero in realtà i genitori di Elisabeth. E' un dettaglio che secondo me sarebbe stato abbastanza rilevante, e che mi sono chiesta per tutta la lettura dove li avesse infilati. Non ce ne è traccia, sembra che siano inutili. Nathaniel, invece, è un personaggio che ho trovato interessante fino a buona parte del romanzo, verso la fine diventa un po' troppo sentimentale e secondo me perde gran parte del suo fascino, ma non mi aspettavo granchè nella caratterizzazione nemmeno nel personaggio più simpatico di tutto il libro. Silas risulterebbe interessante se non ci fosse, anche per lui, l'aggiunta non richiesta di sentimentalismo: potevamo farne a meno? Ma ovviamente sì, visto che per tutto il romanzo non si fa altro che scadere nella banalità. E, infine, passiamo all'antagonista: si capisce sin da subito, dalla prima volta che lo si incontra, che sarà proprio lui il devastatore della nostra tranquilla storia –anche lui descritto come bellissimo–: patetico, scontato e il classico cattivo che fa ciò che fa perchè assetato di potere ma che in realtà ha scopi benevoli. Visto e rivisto, passiamo un po' oltre?

Riassumendo...
 i cigni avvelenati con la Belladonna sono considerati una particolare prelibatezza da servire ai banchetti [...] L'abito più alla moda quella sera era fatto di falene d'argento, appuntate vive sul tessuto per preservarne la lucentezza
Un disastro: ci sono delle idee carine in giro per il libro, moltissime prese da opere pre-esistenti. Sorcery of Thorns è qualcosa di letto, riletto e straletto: non vi è nulla di originale e anzi, si scade presto nella noia. La fortuna di questo libro è che sia molto veloce da leggere, perchè altrimenti sarebbe stata dura da finire. Sono 450 pagine che ho finito senza fretta e che sì, speravo in qualcosa di più. E' uno di quei libri che ogni scrittore fantasy dovrebbe prendere ad esempio per imparare a non scrivere un libro del genere: in quel senso, è ottimo. Conoscevo la Rogerson perchè avevo l'ebook di An Enchantment of Ravens, mi aveva ispirata moltissimo la copertina ed avevo già sentito molti commenti negativi sulla prima opera della Rogerson: non gli do tutti i torti, se il primo è pessimo quanto questo, allora il problema è di fondo. Non si cerca l'originalità totale, ma nemmeno quella che a tutti gli effetti sembra più una fanfiction che un romanzo e che, mi dispiace, non capisco davvero come sia stato così tanto apprezzato –capisco anche che sia sicuramente una questione di gusto, ma io lo trovo abbastanza insignificante, soprattutto considerando che ci sono ottimi young adult che meritano molta più attenzione–. Manca di un approfondito lavoro di world building che, mi spiace ripeterlo, sembra quasi lo stereotipo del genere, ma è fondamentale nel fantasy, e noi ci troviamo davanti ad una mappa scarna, con sei città, una pozza d'acqua che dovrebbe essere il mare, tre alberi e stop, questo è il mondo di Sorcery of Thorns. Non ti da nemmeno la soddisfazione di sapere come va a finire realmente perchè, udite udite, ha il finale aperto, il che mi ha portato ad essere anche più frustrata perchè non c'è nulla di peggio di un finale aperto quando un libro ti ha lasciato l'amaro in bocca. Non c'è una soddisfazione così grande nemmeno nel comparto romance perchè non si conclude un granchè nemmeno sotto quel piano. Per me, questo romanzo è totalmente bocciato per vari fattori: personaggi banali, descrizioni insipide, scene tagliate e nemmeno spiegate, il finale, world building assente. Di certo non una di quelle uscite che consiglierei in questo 2021.




Ringrazio Mondadori per la copia e per avermi dato la possibilità di recensire Sorcery of Thorns anche se in maniera negativa.


abookplaylist

3 commenti:

  1. Grazie per questa recensione davvero molto approfondita

    RispondiElimina
  2. Che bella recensione super approfondita. Cavoli, pensavo di prenderlo in mano come prossima lettura...ora sono un po' titubande, ma anche curiosa di confermare o meno il tuo pensiero. Vedremo 😅

    RispondiElimina
  3. Bella recensione cara ❤️ credo purtroppo ci sia troppo romance per i miei gusti. Peccato, perché per il resto mi attira

    RispondiElimina