E' solo questione di trovare il giusto incentivo. Poveri e principi, tutti gli uomini possono essere comprati
⭐️⭐️⭐️,5/5
Titolo: Assedio e Tempesta
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Pagine: 300
Trama: "Non sarà sempre così" dissi a me stessa. "Più tempo passerai da libera, più diventerà facile." Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell'acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità . Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.
Introduzione
Ma peggiori erano i sogni di un principe pallido che le premeva le labbra sul collo, che le posava le mani sul collare intorno alla gola e richiamava il suo potere in una fiammata di brillante luce solare
Assedio e Tempesta è il secondo capitolo del Grishaverse, prima trilogia dell'autrice Leigh Bardugo che l'ha consacrata come promessa del panorama fantasy mondiale. Tra le sue opere troviamo la duologia di Sei di Corvi e La nona casa –che personalmente ho adorato tantissimo e che consiglio a tutti di recuperare–. Il Grishaverse segue le vicende di Alina Starkov, l'Evocaluce, e la sua missione di salvare Ravka e i suoi abitanti dalla minaccia dell'Oscuro e la Faglia, come già abbozzato ampiamente nel suo prequel, Tenebre e Ossa.
Il Grishaverse si pone nello stesso universo di Sei di Corvi ma i due romanzi non sono collegati, per chi se lo stesso chiedendo, e tutte e due le saghe si pongono in un contesto High Fantasy, sebbene tale etichetta mi suona sempre un po' troppo altisonante per questa storia.
E' la prima volta che la trilogia Grishaverse viene pubblicata interamente in Italia, grazie a Mondadori: precedentemente, Tenebre e Ossa è stata pubblicata grazie a Piemme Editore con il nome di Tenebre e Ghiaccio –di cui potete trovare la mia recensione qui–.
Netflix a breve dovrebbe far uscire sulla sua piattaforma la serie dedicata proprio a questa trilogia.Stile
Da bambini, molto tempo prima di vedere il Mare Vero, il ragazzo e la ragazza sognavano le navi. Sognavano le imbarcazioni magiche delle favole, con alberi di profumato legno di cedro e vele tessute da vergini con fili di oro puro; e ciurme composte da topolini bianchi che cantavano e spazzavano i ponti con le loro code rosa.
Qua a fianco ho scelto l'incipit più bello che ho trovato in questo 2021 ed è proprio parte di questo libro: Leigh Bardugo è una di quelle pochissime autrici che scrive fantasy young adult e lo fa con uno stile sopraffino, leggero ma efficace. Anche se devo dire che da Tenebre e Ossa mi è sembrata lievemente peggiorata, ritengo che continui ad essere sempre molto brava e di non deludere –quasi– mai le aspettative. In Assedio e Tempesta è riuscita ad ampliare quella parte della storia che non era riuscita a mostrarci in Tenebre e Ossa, espandendo il mondo narrativo ove è ambientata l'intera trilogia e portando nuovi personaggi, oltre a sviluppare quelli che avevano già incontrato (ma di questo parleremo nel prossimo paragrafo).
La cosa che forse ho un po' mal sopportato di Assedio e Tempesta è che non succede granchè: tutta l'azione e l'hype si concentrano all'inizio e poi alla fine; nel mezzo ci ritroviamo un'intera epopea di nulla, però un nulla che fondamentalmente ti fa continuare la lettura, magari sbuffando e rendendoti difficoltoso il semplice tenere le palpebre aperte, ma ce la fa.
Mi è sembrato come se Assedio e Tempesta vertesse molto di più sui problemi di coppia di Alina e Mal, il tutto condito con i classici clichè dei terzi (quarti e pure quinti) incomodi, l'harem di Alina che si ingradisce ad ogni capitolo ed altri dettagli che spesso e volentieri ho trovato leggermente inopportuni: potevamo farne a meno? Sì, avrei preferito che fossero molto meno frequenti di quanto in realtà siano.
Però alla Bardugo non si può di certo dire che non sappia fare un minimo di Worldbuilding: abbiamo degli abbozzi di folclore che non guastano mai, la mappa e perciò l'ambientazione non sono buttati alla carlona come molti young adult, le classi sono ancora più differenziate rispetto a Tenebre e Ossa e le descrizioni danno l'idea minima di come un personaggio dovrebbe essere fatto.
Ho apprezzato anche gli ottimi colpi di scena che posiziona qua e là nella narrazione, sebbene si possano contare sulle dita della mano ed alcuni siano abbastanza prevedibili, ma sono comunque ben narrati e non buttati a casaccio per fare scena.
Il finale è, poi, una scarica di adrenalina e azione che tiene tutti col fiato sospeso e che secondo me ha alzato di buona parte il mio voto su questo libro: è qualcosa che avviene nell'arco di uno, forse due capitoli, contornato da una buona dose di soft splatter e di lacrime –credevate che la Bardugo non avrebbe ammazzato nessuno? Beh, ricredetevi–.Caratterizzazione dei personaggi
Nessuna vita comune. Solo battaglie e paura, e misteriose scosse improvvise che ci lasciavano esterrefatti. Avevo passato tantissimi anni a sognare di essere il genere di ragazza che Mal avrebbe potuto desiderare. Forse non era più possibile
Avevo lasciato Alina e Mal come due personaggi che, posso affermarlo ancora, erano personaggi che nonostante tutto riuscivo ancora a compatire: da Assedio e Tempesta ho iniziato a non sopportarli più. Cosa sia successo nella testa della Bardugo non lo so con certezza, ma improvvisamente Alina è diventata il personaggio più odioso del Grishaverse –una cosa che non mi capitava da Sei di Corvi–. Però, è una cosa che ho apprezzato davvero molto il vedere la protagonista evolvere anche se negativamente –molto negativamente–.
E se anche voi l'avevate lasciata che era una povera ragazza insicura, qua troverete che la sicurezza la ostenta come se non fosse sua, quasi imitando l'Oscuro che intanto ha trovato nuovi modi di stalkerare la nostra "eroina". Ve lo giuro, veri atti di stalking che mi hanno fatto gelare il sangue.
Poi c'è Mal che fino a più della metà arriverete quasi a compatirlo: sfruttato, ignorato, messo da parte, insomma perseguitato dalla paranoia più totale –e un po' si vede che ha il dente avvelenato su tutto– finchè anche lui non impazzisce e inizia a fare cose (losottolineo, perchè è giusto così).
L'Oscuro, come ho già detto, è diventato uno stalker molto viscido e non sapevo se a questa cosa dovessi ridere o rabbrividire (nel dubbio ho fatto entrambe le cose).
Altri personaggi compaiono giusto qua e là senza alcuna vera rilevanza, sempre per dare sfoggio delle nuove aspettative di Alina; ma la vera sorpresa è stata Nikolai. Ora, Nikolai è l'unico personaggio che il lettore riesce a tollerare –change my mind– nonostante sia fastidioso in maniera quasi compulsiva e ci provi gusto. E' il classico personaggio che tutti alla fine amiamo nonostante abbia numerosi difetti e tutti vorremmo prendere a schiaffi almeno dieci volte nel giro di mezza pagina, ma piace proprio per questo, perchè ha la faccia tosta.
Mi sono ritrovata a dispiacermi per tantissimi personaggi, Genya tra tutti, sebbene non lo meritasse.
Nonostante i pro e i contro, apprezzo sempre come la Bardugo riesca a diversificare costantemente i personaggi dei suoi libri, un'impresa non da poco: che voi li odiate o li amiate, poco importa, lei riesce ad ottenere il risultato sperato, e cioè a renderli veritieri.
Certo, poi dovrei aggiungere che ci sono sempre i canonici clichè come:- La protagonista, sebbene non sia nulla di che, ha sempre un corteo folto di corteggiatori e possibili amanti
- Le relazioni sono sempre molto patite ma tutto si risolve come se non fosse successo nulla
- Tutti vogliono sposare la protagonista
- la protagonista, nonostante non sappia fare nulla, le danno comunque una notevole quantità di responsabilità quando non dovrebbero (su che base?)
- Nonostante protagonista e personaggio X abbiano una storia, è totalmente normale che la protagonista baci più persone (perché non è tradimento)
Questi sono alcuni di quei punti che mi vengono in mente e che mi hanno lasciata piuttosto basita, al che mi chiedo: ma su che base si creano questi cliché?
Riassumendo...
La sua voce era nudo legno bianco, strappato al cuore di un albero
Ho preferito Tenebre e Ossa ma sono ancora convinta di voler continuare la trilogia e finirla: i libri di intermezzo raramente mi prendono e questo devo dire che è stato calma piatta fino alla fine, nella quale si riprende un po' ma niente di sorprendente.
Fra le tante cose, mi è sembrato davvero un Harmony in certi punti –fra cose assurde e cose ancora più assurde–, però è stato piacevole tornare a Ravka ancora una volta e continuo a dire che è un prodotto più valido di Sei di Corvi.
Continuo ad apprezzare la diversificazione delle classi di questo universo e il folclore che pian piano si sta espadendo man mano che andiamo avanti con la storia: prima il grande cervo, ora Rusalye e nel prossimo l'uccello di fuoco. Questa questione degli amplificatori mi ha sempre emozionato tantissimo perchè penso che sia una di quelle tante idee di questa trilogia che sono davvero originali –ma nel complesso, il Grishaverse è un universo molto originale–.
Purtroppo, spesso anche questa trilogia scade in diversi clichè che fanno storcere il naso anche a me, ma se penso che è nel target degli young adult posso solo affermare che alza di molto la media. Certo, non impazzisco quando leggo gli stessi tre clichè già citati, usati e riusati che si trovano in giro, ma non si può avere tutto e penso che alla fine il Grishaverse sia un buon compromesso. Non è la trilogia che osannerei, ma è una lettura piacevole e ormai siamo a cavallo ed è giusto finirla.Ringrazio Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere Assedio e Tempesta.
















Bellissima analisi, super completa come sempre. Di suo ho preso la nona casa che leggerò prossimamente
RispondiEliminaNon ho letto questa saga perché il fantasy non è il mio genere preferito, ma quest’anno voglio rimediare
RispondiEliminaNessun intento di 'change your mind' riguardo a Nikolai, ma proprio per niente ahahah. Sono completamente d'accordo con te però: Leigh scrive sempre divinamente, ma in questo caso c'è di meglio...
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