La nona casa di Leigh Bardugo

 

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5
La sua mente stava cercando di cancellare quello che aveva visto. Una cosa era sentirsi dire che la magia non esisteva, un'altra era vederla letteralmente mostrarti il dito medio.


Titolo: La nona casa
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Pagine: 420
Trama: Galaxy "Alex" Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent'anni, è l'unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l'impensabile. Ancora costretta in un letto d'ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov'è l'inganno? E perché proprio lei? Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto "tombe" senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.


Partiamo subito dal presupposto che la Nona Casa è stata l'uscita che ho aspettato con più trepidazione, e con giuste ragioni perché è il libro migliore del 2020 –secondo il mio modesto parere–. Uno di quei libri che ti fanno mangiare le mani perché l'avresti voluto scrivere te.
Ero rimasta abbastanza neutrale sulla Bardugo dopo aver iniziato –e mai finito– Sei di Corvi, e aver apprezzato davvero tanto Tenebre e Ghiaccio (o Tenebre e Ossa a seconda delle edizioni), ma devo dire che qualitativamente questo titolo supera tutti gli altri sia per idee che per il concept che vi è dietro.
Ho notato questa maturazione evidente nella Bardugo quando ho iniziato a leggere la Nona Casa e sebbene qualcuno dica che non è all'altezza del suo predecessore, io invece sono del pensiero contrario: mentre Sei di Corvi si prospettava uno young adult completamente fantasy che strizzava un pochino troppo l'occhio alla saga dei Bastardi Gentiluomini –tanto da sembrare quasi un plagio agli elementi che troviamo in tutta la trilogia di Scott Lynch, scritta quasi dieci anni prima–, mentre La Nona Casa si presentava come un new adult dark academia con quel tocco urban fantasy che da quel tocco di classe.
Perché la Nona Casa è un libro migliore dal mio punto di vista, rispetto a Sei di Corvi?
I personaggi non sono stereotipati al massimo, non devono per forza sembrare forti per piacere, la crudezza delle scene è autentica, c'è un'idea originale dietro e, soprattutto, si ha davvero un ritmo decisivo e non morboso. Soprattutto, ha utilizzato al meglio lo stile della Dark Academia come in pochi erano riusciti, ed è stato un libro che mi ha spinta a continuare e non abbandonare dopo una decina di capitoli e, addirittura, a desiderare con fermezza il sequel (di cui non si sa ancora la data di pubblicazione, ahimè).
La Nona Casa può appassionare tutti: appassionati di fantasy, di thriller (ebbene sì, ci sono elementi thriller e plot twist che, a parer mio, sono pensati meglio di tanti romanzi caposaldi di questo genere), della dark academia, di mistery o di horror (perché ha anche elementi horror anche se molto labili). E' un libro che accontenta tutti, ma fregandosene se possa piacere o meno, ha carattere ed è per questo che piace.
Come dicevo prima, i personaggi sono tutti meravigliosi e tutti ci possiamo ritrovare in ognuno di loro: Alex che porta mille maschere per sembrare normale ma nasconde un passato oscuro, Darlington e il suo essere brillante in tutto ciò che fa (e non sembra il solito Gary Stu che appare invece in Sei di Corvi), e questi sono solo due degli esempi che potrei fare. Il tutto condito con una delle più emozionati ambientazioni degli ultimi cinque anni: una Yale esoterica.
Quindi, facciamo un recap degli ingredienti contenuti in questo romanzo: una protagonista che dell'accademica non ha manco l'aspetto, un'università che vive due realtà, confraternite che usano la magia per i loro scopi, un brutale assassinio e personaggi ben strutturati.
Fra le altre cose, la Bardugo è davvero una grandissima scrittrice quando lo vuole, scrive divinamente e su questo non posso proprio dire che il predecessore di questo libro sia scritto male, ma questo ha come un'anima oscura capace di attrarti ed impedirti di mollarlo. E' uno di quei libri che ognuno dovrebbe possedere se rientra in una delle categorie citate (ed uno stomaco abbastanza forte), ma si sa adattare a tutti i gusti bene o male.
Non possiede chissà quale linguaggio complesso, ma possiede terminologie che sono più avvezze a chi ha più dimestichezza con l'esoterismo, cosa che non crea grande ostacolo e, anzi, rende il tutto più semplice. 
Un'altra cosa che ho notato è che chi ha amato alla follia Sei di Corvi non ha apprezzato chissà quanto questo libro, quindi se siete di questa categoria, siete avvisati; mentre chi come me trova sopravvalutato Sei di Corvi, troverà una piacevole sorpresa nell'apprezzare con tutto il cuore questo libro.

Ancora un grazie speciale alla mia migliore amica (la mia anima che sopporta tutto questo) perché era doveroso che ti ringraziassi pubblicamente.


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