La rosa bianca di serpente: l'inizio della maledizione di Greta Guerrieri

 


⭐️⭐️⭐️⭐️/5

Rallentò il passo, amareggiato da quella continua insoddisfazione a cui si ritrovava incastrato perennemente. Perchè la sua memoria aveva questi picchi continui di oblio? Era come se qualcosa agisse al suo posto, privandolo dei frammenti della vita quotidiana per tenerlo all'oscuro dalla realtà.


Titolo: La rosa bianca di serpente: l'inizio della maledizione
Autore: Greta Guerrieri
Editore: Self Publishing
Pagine: 358
Trama: Lais Ã¨ apparentemente un adolescente come gli altri, se non fosse che è orfano, ha costanti incubi e vive da solo in una catapecchia. Ha sempre cercato di passare inosservato, essendo un tipo solitario, ma i suoi brillanti e magnetici occhi dorati glielo impediscono. Stufo della monotonia abituale del suo villaggio e costretto a vivere in una situazione di povertà, decide una notte di mettersi in viaggio, per cambiare le sorti del suo futuro. Poco prima della sua partenza, la sua tutrice gli regala una strana e curiosa collana, un oggetto dal quale Lais si sente totalmente rapito e dipendente.Incontrerà poi Etka, una ragazza a lui sconosciuta, con due bellissimi occhi viola, solare e allegra, con la parlantina facile e tempestante di domande, con cui si ritroverà più di una volta incastrato nelle stesse dinamiche. Confusi e pieni di domande, i due adolescenti decidono di mettersi in viaggio insieme, alla ricerca di risposte alle stranezze in cui saranno coinvolti.


Come ho fatto a dubitare di questo libro ancora non me ne capacito, ma devo dire che è stata una scoperta sensazionale. 
Come ho già detto nelle recensioni passate, non sono molto propensa verso lo young adult –ma solo perché ritengo che moltissime opere risultino troppo infantili per un pubblico della mia età– e devo dire che, sebbene all'inizio fossi un po' titubante nei confronti del romanzo di Greta, mi sono dovuta ricredere.
Parliamo di un romanzo young adult high fantasy veramente strano, e intendo quella definizione di strano positivo; partirò a darvi le mie impressioni sull'ambientazione perché è il punto che mi ha sorpreso di più dal punto di vista narrativo. 
Inizialmente, ammetto di non aver compreso appieno, perché la scelta di Greta è quella di mischiare elementi moderni con elementi "antiquati". Vi faccio un esempio: nel romanzo si fa accenno ad un abbigliamento moderno, ma spesso e volentieri si fanno presenti la tipologia di armi, l'architettura e via discorrendo che potremmo trovare invece in una qualsiasi ambientazione pseudo-storica. So che molti di voi storceranno il naso, e all'inizio era così anche per me, ma devo dire che alla fine c'ho fatto l'abitudine e ammetto di aver apprezzato questo libro anche per la strana ambientazione che possiede. Se posso convincervi vi dirò anche un'altra cosa che magari può attirarvi maggiormente: mostri. 
Alcune creature citate in questo romanzo sono veramente assurde, uno degli aspetti che mi ha seriamente fatto pensare a quanto sia vasta la fantasia di questa ragazza –e anzi, spero che ce ne saranno altri e più numerosi nel secondo capitolo di questa trilogia–. La fauna del mondo de La rosa bianca di serpente è fenomenale e non comprende solo gli animali di cui siamo solitamente abituati. Non ci fa mancare niente, ve lo assicuro.
E poi ci sono i personaggi, che sono la cosa che rende questo fantasy un piccolo gioiellino: Lais, Etka, Wolk e Jul sono i principali personaggi e le loro interazioni, o se vogliamo essere più precisi, gli intrecci e i sentimenti che li legano.
Iniziando da Lais, penso che sia il personaggio su cui ho avuto più dubbi, non su come è impostato, ma sul fatto che mi piacesse o meno. Non ha un carattere proprio amabile e a volte è così scontroso in maniera quasi esagerata che vi ritroverete ad odiarlo (io almeno alternavo odio e amore verso questo teenager fin troppo sfrontato). In più c'è da dire che fino alla fine sembra un tipo a cui non frega nulla se non di se stesso, fra le altre cose è anche un ragazzo di bell'aspetto, anche un po' misogino a tratti, e sembra pure ricacciare le attenzioni femminili. Lui comunque non sa di avere delle capacità fino a quando non incontra Etka.
Etka è svampita: è la prima cosa che al lettore medio viene in mente, ed è un pensiero comune anche tra i personaggi di questa trilogia. Eppure, Etka ha uno sviluppo dalla prima volta che la scopriamo sino a quando terminiamo la lettura del primo volume, diviene consapevole di avere anche lei un posto nel mondo e di essere fondamentale per Lais (di cui SPOILER: amore a prima vista).
Credo sia il personaggio che ha avuto più da perderci che guadagnarci, che probabilmente sarà colei che ci riserverà tantissime sorprese in futuro, nonostante non sia nemmeno il mio personaggio preferito, ma è sicuramente quella su cui ripongo maggiore fiducia per far cambiare atteggiamento a Lais.
Comunque, ho adorato come Greta è riuscita a suddividere in due la storia e riunire il tutto alla fine: mentre da una parte avevamo Etka e Lais, dall'altra avevamo Wolk e Jul a farci sperare in una romance meno sofferente –invece no, credete a me–. Ed è proprio Wolk che io considero il miglior personaggio di questo primo volume: partiamo con il considerarlo il classico bullo spregevole che se la prende con l'outsider del gruppo, per poi diventare un bravo ragazzo che tutti riusciamo ad ammirare
Wolk è più vicino a quello che io considero un teenager normale, bello, ammirato, intelligente, ambizioso. Insomma, ha tutto. No, tutto forse no, perché effettivamente ha messo gli occhi sull'unica ragazza che sembra non aver alcun interesse per lui. E fa anche cose straordinarie per questa ragazza, ma ogni brava ragazza che si rispetti ha occhi solo per il cattivo ragazzo di turno
Quindi, dopo pagine e pagine in cui ho seguito Wolk nelle sue riflessioni, posso dire con assoluta certezza che capisco l'odio che prova nei confronti di Lais (ma non vi spiegherò il perché!!! Leggetelo e fatemi sapere). 
Quindi, arrivo assolutamente all'ultimo personaggio principale di questo romanzo, ma non per importanza: 

Jul è il personaggio femminile che ho più apprezzato. Jul è il personaggio più umano di questo romanzo, ha le sue paure, prova un amore non ricambiato e si trova alla fine ad un bivio che la porterà a fare delle scelte. 
E' anche il personaggio più coerente, perché segue sempre una morale che considero piuttosto onesta, è facile immedesimarsi in Jul ed è facile emozionarsi ed empatizzare con lei. Però, in generale, devo fare i complimenti a Greta perché è stata bravissima a caratterizzare tutti i personaggi e che addirittura potrei apprezzare più il secondo del primo (ma solo perché all'orizzonte vedo degli sviluppi niente male).
Questo primo volume è abbastanza scorrevole, anche se ammetto che avrei preferito vedere più romance (e detto da me è veramente una novità) perché seguire le vicende romantiche dei personaggi mi aveva davvero molto entusiasmata ed è una delle componenti di questo romanzo che ho preferito. Le romance tra i personaggi sono diventate come una droga e ho sentito il chiaro bisogno di continuare la lettura (e dire che quando avevo iniziato questo romanzo non sapevo davvero se avrei o meno continuato la saga); invece, alla fine mi sono ritrovata a pregare la scrittrice di mandarmi assolutamente il secondo capitolo perché me ne ero innamorata, nonostante secondo il mio punto di vista un po' più di romance nel finale non sarebbe guastato.
La rosa bianca di serpente: l'inizio della maledizione è scritto in uno stile comprensibile e semplice, non risulta complesso da leggere e lo consiglierei a tutti coloro che amano il genere young adult –e soprattutto i fantasy con componenti romance–, non ha grosse pretese, ma intrattiene molto bene il suo lettore e devo dire che non è cosa da poco aver impressionato positivamente una come me che lo young adult lo rifugge.

Come sempre, vi lascio la bacheca pinterest dove ho creato un fancast, ossia come ho immaginato i personaggi fulcro di questo primo volume.



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2 commenti:

  1. Ho visto spesso questo libro su IG però forse per me ha una vena un po' troppo romance

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  2. Ne ho sentito parlare molto ma non l’ho mai letto

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